La raccapricciante storia vera raccontata ̶  in prima persona ̶  da A Friend of The Family

A Friend of The Family è una di quelle storie che, sentite per la prima volta, ricorderebbero un crime drama americano qualsiasi; ambientato in una cittadina tranquilla, con un antagonista nei panni del gentile e apparentemente affidabile e cortese vicino di casa che, inaspettatamente, si rivela uno psicopatico, pedofilo e manipolatore.

Spoiler: è una storia vera.

Siamo a Pocatello, Idaho, ed è il 1972. La famiglia Broberg conosce la famiglia Berchtold, e, come spesso accade, diventano inseparabili. Robert Berchtold, il capofamiglia, riesce ad insinuarsi facilmente nelle grazie della famiglia amica, in particolare però, il suo chiodo fisso diviene la piccola Jen Broberg, allora dodicenne, a cui si avvicina in tutti i modi possibili -e impensabili-.

Inizialmente “giustifica” queste attenzioni con un tragico racconto della sua infanzia, marchiata da abusi sessuali, che cerca di accettare attraverso una terapia (approvata dalla Chiesa), relativa proprio al passare del tempo con le figlie Broberg. Successivamente il suo approccio inizia a delinearsi in maniera sempre più subdola, arrivando a manipolare le menti dei coniugi Broberg e portandoli a compiere azioni inopportune. Saranno proprio questi gesti a consentirgli di acquisire potere su Jen, minacciandoli di poterli rivelare a lei e alle loro altre figlie.

Questa spiacevole storia giunge fino a due rapimenti, magistralmente orchestrati per non sembrarlo affatto; non a caso, il documentario sulla vicenda, diffuso da Netflix, si intitola proprio Rapita alla Luce del Sole.

Il primo diviene tale dopo che Robert chiede ai Broberg di poter portare Jen a cavallo, tenendola alla fine con sé per più di un mese. I ricordi raccontati successivamente dalla giovane sono da brividi e quasi da non credere, colmi di lavaggi del cervello, insinuazioni su alieni, abusi e un matrimonio in Messico. L’FBI riesce a rintracciarli e penserete “è fatta!”.

Ennesimo spoiler: degli iniziali 5 anni previsti per la pena, Robert fece solo 10 giorni di carcere.

Dopo il clamoroso rilascio, nel 1974 Jen sparisce lasciando un biglietto alla famiglia, con scritto di voler stare proprio con il suo rapitore. Anche in questo caso la ragnatela costruita per intrappolare la ragazza, è fatta con fili assurdi e folli, che, fortunatamente vengono nuovamente spezzati.

Da quel momento in poi, le vite di tutti i protagonisti delle rispettive famiglie mutano, con maggiori consapevolezze e retroscena agghiaccianti. Il percorso di Robert passa da un ospedale psichiatrico ad un autoinflitta morte, mentre quello di Jen sale fino ad arrivare ad Hollywood e ad intraprendere la carriera di attrice. In questa serie però, figura come produttrice esecutiva, insieme a sua madre, sentendosi fiera dell’intera produzione e dell’empatia generata dal cast.

Le intenzioni di Jen erano proprio quelle di andare affondo all’evento, molto più di quanto si fosse potuto fare con il documentario.

Rendersi conto che la mente di persone buone, può essere ingannata da abili seduttori, costringendola ad entrare in dinamiche fino a quel momento inconcepibili; aiutare qualcun altro nel caso in cui si trovasse faccia a faccia con una trappola simile: questo il messaggio lanciato da Jen con A Friend of The Family.

Grazia Battista

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