La costruzione del mito di Thomas Shelby. Un personaggio iconico come le sue sfumature

Steven Knight ha creato Thomas Shelby, grazie ad una sigaretta, un berretto degli anni ’20 e un bicchiere di whisky sempre a portata di mano; ma il capostipite dei Peaky Blinders è diventato un essere mitologico anche grazie all’aiuto dei suoi fan e di un carismatico Cillian Murphy.

Se infatti è indubbio un’indole e una struttura del personaggio già pensata per creare dipendenza e apparire quasi leggendaria, nel corso della serie sono nati ulteriori punti di forza, senza i quali oggi non riusciremmo neanche a riconoscere il nostro Tommy.

Cillian Murphy (Tommy Shelby) in Peaky Blinders | Series 5 (BBC One) | Episode 01 Photographer: Robert Viglasky © Caryn Mandabach Productions Ltd. 2019

Un gesto imprescindibile del protagonista è, ad esempio, quel frenetico tic di strofinarsi la sigaretta sulle labbra prima di accenderla, divenuta una sua caratteristica distintiva, non solo dal punto di vista comportamentale, anche in relazione a determinati momenti della trama. Thomas durante le stagioni fuma innumerevoli volte, ma ognuna di queste è legata a una circostanza carica di tensione e riflessione; pensate un po’ a che storia impetuosa ci troviamo davanti!

Eppure, se non fosse stato per il suo interprete, quasi sicuramente questa abitudine emblematica non sarebbe stata parte del personaggio. Come ha difatti spiegato l’attore durante un’intervista con la BBC Radio 1, questa mania di passare la sigaretta sulle labbra è derivata da una sua esigenza di non permettere ad essa di attaccarsi: “È diventata una specie di idiosincrasia, ma era per necessità. […] Io ho continuato a farlo ed è diventata una cosa di Tommy”, aggiungendo che “queste cose si sviluppano nel corso dello show, […] quando hai il lusso di stare con un personaggio per così tanto tempo, sorgono e noi semplicemente ci lasciamo trasportare”.

Nell’intervista ha inoltre raccontato di un’ulteriore bizzarro aspetto, di cui si sono accorti solo dopo la seconda stagione. Mediante un’accurata attenzione da parte del pubblico infatti, sia il creator della serie che Cillian hanno fatto caso ad un dettaglio non precedentemente studiato, che ha però fatto riflettere; Thomas Shelby non mangia mai.

Con alcuni tweet, i fan si sono resi conto ironicamente di questo fenomeno, mettendolo in luce anche ai piani alti che, dopo aver constatato la sua accidentale veridicità, hanno deciso di renderlo invece una gag ricorrente. Lo stesso Cillian parla di “36 ore di televisione in cui Thomas Shelby non consuma mai nulla, eccetto un rametto di menta insieme a suo figlio”, sedendosi spesso ai tavoli ma senza mangiare neanche un boccone. Un’altra sfumatura che, pur non essendo scritta su nessun copione, contribuisce a definire quell’aura mitica, propria del protagonista, che pone velatamente l’accento su una natura tormentata, dedita al lavoro e all’ampliamento del proprio potere. È o non è Thomas Shelby?

Se, da un lato, il cibo non è il motore delle sue azioni, dall’altro, il whisky è resa una componente essenziale per permettergli di svolgere il ruolo di leader ed essere sempre un passo avanti a chi tenta di farlo cadere. Alcuni fan hanno addirittura contato i bicchieri bevuti nelle stagioni, fino alla quinta, arrivando ad un numero pari a 213 (con qualche aggiunta nell’ultima stagione). Anche in questo caso, la routine data dal consumo di whisky simboleggia un lato di Tommy, dimostrando come l’alcol non assuma il classico significato negativo, fungendo piuttosto da espediente narrativo per valorizzare la padronanza di sé stessi e della propria forza.

Non a caso, l’ultima stagione si apre con un insolito Tommy che rimpiazza il whisky con l’acqua, punendosi per ciò che è successo a Polly, nonostante l’alcol non avesse mai interferito con il suo modus operandi. Proprio per questo, nelle ultime puntate, decide di tornare a bere, esprimendo così l’accettazione e il perdono di se stesso, attribuendo, anche in questo caso, un ruolo intrinsecamente essenziale e significativo ad un comportamento apparentemente superficiale.

Grazia Battista

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