Sketch tratto da “Otto e mezzo”(1962), il capolavoro di Federico Fellini, con Marcello Mastroianni

Sorretto da un Marcello Mastroianni stratosferico, nei panni dell’alter-ego del Maestro Fellini, il film è un gioco di specchi pirandelliano, esempio di modernità cinematografica, grande omaggio all’universo del cinema e ai film come metafora dei sogni. Il capolavoro felliniano afferma una volta e per sempre l’incontenibile creatività del cineasta riminese, che però mai come con Mastroianni, si trova particolarmente a suo agio. Modello dal quale molti altri autori hanno tratto opere simili, tra cui Francois Truffaut, Woody Allen, Wim Wenders, Nanni Moretti, “Otto e mezzo” ha avuto un’influenza incredibile nel cinema moderno internazionale e rimane uno dei film più importanti e influenti della storia del cinema mondiale. Si narra delle avventure e disavventure di Guido Anselmi (Marcello Mastroianni) che è un regista in crisi. Cerca di ritrovare se stesso attraverso un periodo di riposo in una struttura termale. Mentre riflette su un suo nuovo film, Guido viene assillato da attori, attrici e produttori. La sua testa vaga tra ricordi, sogni, fantasie e deliri. Il gran finale circense con tutti i personaggi che giungono a fare passerella e a congedare Mastroianni (e gli spettatori) hanno fatto storia almeno quanto l’ha fatto il tema musicale di Nino Rota, davvero azzeccatissimo. Il film fruttò a Fellini il terzo premio Oscar della sua carriera, oltre che decine di allori guadagnati nei festival di tutto il mondo.

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