Mastroianni, Troisi, Scola: storia di un sodalizio memorabile

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Ettore Scola, Massimo Troisi e Marcello Mastroianni: storia di un sodalizio memorabile. Qui sono sul set del film “Che ora è?”(1989). Il loro fu un solido rapporto di amicizia che portò alla realizzazione di due film: “Splendor”, presentato in concorso al Festival di Cannes; e “Che ora è”, presentato in concorso al Festival di Venezia, dove Troisi e Mastroianni si aggiudicarono la Coppa Volpi ex-aequo come migliori interpreti maschili.

Nell’inverno del 1988 in un paesino vicino Roma, precisamente Arpino, iniziano le riprese di Splendor, diretto da Ettore Scola ed interpretato da Marcello Mastroianni e Massimo Troisi. Marcello è Jordan, il proprietario della sala cinematografica del titolo destinata a diventare un supermercato per mancanza di spettatori. Da quì ripercorrendo la storia della sala si ripercorre la storia del cinema, dalle prime pellicole dell’epoca del muto, al cinematografo ambulante, passando per il successo dei tempi migliori, ovvero quello degli anni ’50. Al fianco di Mastroianni, la ballerina francese Chantal (Marina Vlady) e il nuovo proiezionista, “malato di cinema”, interpretato da Massimo Troisi. Sullo schermo si alternano i colori e il bianco e nero, i capolavori italiani, quelli americani e le rassegne dei migliori film russi. Si ritorna all’oggi. La sala è ormai in fase di smantellamento. Arrivano gli operai per togliere le poltrone. Ma una folla di spettatori avanza risolutamente e si siede impedendone il trasporto. Troisi sale sul palco e dice: “Buon Natale a tutti”. Mastroianni dal basso interviene: “Guarda che è giugno”. “Si , ma queste cose succedono solo a Natale”. E al suono del “Valzer delle candele” scende dall’alto la neve come in La vita è una cosa meravigliosa di Frank Capra. Il film di Scola è insomma, un atto d’amore per il cinema che scompare, arricchito dall’affiatamento che si viene a creare sul set tra Mastroianni e Troisi, che in breve tempo diventano inseparabili. L’omaggio di Scola, sentito, malinconico, struggente, si unisce a quello praticamente contemporaneo di Giuseppe Tornatore (Nuovo Cinema Paradiso), di Luciano Odorisio (Via Paradiso), e di Federico Fellini con il progetto mai diventato film di Fulgor, dal nome di un famoso cinema di Rimini.

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La locandina originale del film “Splendor”(1988), con Marcello Mastroianni e Massimo Troisi.

Ma Scola ha soprattutto il merito di aver affiancato a Mastroianni, a cui basta ormai solo apparire per riempire lo schermo; un intenso Massimo Troisi, inventando così una coppia. E non una coppia qualunque, perché se Mastroianni era ovviamente Mastroianni, l’attore napoletano era l’attore giovane più talentuoso del panorama cinematografico nazionale. Durante le riprese di Splendor fra loro si crea un grande rapporto di amicizia, a cui si uniscono ammirazione e stima reciproche. Finiscono per passare insieme non solo le giornate sul set, ma anche le serate. In una di queste occasioni, durante una cena a un ristorante, Mastroianni si ricorda di un vecchio progetto di Scola, mai realizzato: la storia del rapporto tra un padre e un figlio, un continuo conflitto dovuto all’incomunicabilità tra i due. Marcello e Massimo insistono per realizzare il film, che poi si chiamerà Che ora è, mentre Scola, che già sta lavorando a Il viaggio di Capitan Fracassa, inizialmente si tira indietro. Ma, vedendo l’acceso entusiasmo dei due artisti, non può che finire per accettare. Egli stesso ammette che Marcello e Massimo sembravano proprio padre e figlio: le figure perfette per quel suo vecchio, ma ambizioso progetto. E’ Mastroianni, qualche anno dopo nel corso di un’intervista, a confermare che il merito della realizzazione del film, è da dividersi equamente tra lui e Troisi, anche grazie allo splendido affiatamento già riscontrato sul set di Splendor.

“Mi sono trovato molto bene con Troisi. Se non avessimo simpatizzato fin dal primo film non avremmo mai fatto ‘Che ora è’, nato proprio sulla spinta del bel rapporto che abbiamo avuto in ‘Splendor’. ‘Che ora è’ era una vecchia idea di Scola sempre messa da parte. Mentre giravamo ‘Splendor’ a me tornò in mente e dissi a Ettore: ‘Perché finalmente non facciamo questo padre che va a trovare il figlio militare a Civitavecchia? Ecco, adesso il figlio c’è, lo vedi, è Massimo’. Però Scola era titubante, doveva occuparsi di un altro film, del quale aveva già rinviato la realizzazione. Io mi appoggiai a Massimo, gli dissi: ‘L’idea è bella, ti piace?’. ‘Ma si, me piace, me piace’. ‘Allora bisogna metterlo in croce ‘sto regista, dobbiamo convincerlo a fare subito il film’. Troisi diventò spiritoso, mi ricordo, e trovò delle battute ricorrenti. Si mangiava il cestino, diceva: ‘Buono questo pesce, ma a Civitavecchia hanno un pesce fantastico in quell’osteria che si chiama Bandiera Rossa, ti ricordi Marcello?’. ‘Sei comunista tu’, diceva a Ettore, ‘sarai interessato ad andare a Civitavecchia all’osteria Bandiera Rossa’. Era tutto lì il gioco. Però gioca oggi, gioca domani, Ettore cominciò a rifletterci seriamente e iniziò a scriverlo durante le riprese di Splendor. E così facemmo ‘Che ora è’ pochi mesi dopo. Nè Troisi, nè io interponemmo un altro film tra i due. Questo vuol dire che ci siamo trovati bene. Fu un momento davvero irripetibile. 

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Un fotogramma dal film “Splendor”(1988), che ritrae insieme Marcello Mastroianni e Massimo Troisi.
Il cast di “Splendor”(1988) al completo saluti i fotografi all’ingresso del Festival del cinema di Cannes, dove il film venne presentato in concorso.

Altre bellissime esperienze per il terzetto furono le partecipazioni in concorso sia al Festival di Cannes che al Festival di Venezia, entrambe nell’edizioni del 1989. Rispettivamente Splendor a maggio 1989 andò in concorso a Cannes; e Che ora è, nel settembre dello stesso anno era invece in concorso a Venezia. Splendor pur non vincendo, viene lodato dalla critica e ottiene scroscianti applausi alla prima assoluta a Cannes. Che ora è invece, sbanca Venezia, con Mastroianni e Troisi che si aggiudicano la Coppa Volpi ex aequo come migliori interpreti maschili. E’ il punto più alto del loro sodalizio artistico, è il punto più alto di una collaborazione diventata presto affiatamento, amicizia, sentimento vero. Splendor esce nel giugno del 1989, mentre Che ora è, esce nelle sale in ottobre e complice l’eco del trionfo alla Mostra del Cinema di Venezia, ottiene un roboante successo di pubblico. E’ la tenera e malinconica storia del rapporto tra padre e figlio, dell’incomunicabilità di due mondi profondamente diversi l’uno dall’altro. Marcello è un grosso avvocato di Roma che va a trovare il figlio, interpretato da Massimo, militare a Civitavecchia. Lui, il padre, è pieno di vitalità, curiosità, supponenza; ama le comodità, gli eccessi, le belle macchine e le donne. L’altro, il figlio, è molto più modesto, come se la sua dimensione fosse un’altra: gli amici del bar del porto, la caserma, la biblioteca. Più che un dialogo, quello che avviene tra Marcello e Massimo è una serie di scontri e avvicinamenti. Ogni volta che uno dei due ha uno slancio verso l’altro viene bloccato dalla sua reazione: troppo diversi, incapaci di trovare un linguaggio comune. Ma in fondo si vogliono un bene dell’anima, dopo uno storico litigio in cui i due si separano senza salutarsi; si ritrovano con un pretesto nel treno che dovrebbe ricondurre il padre a Roma. L’orologio del nonno ferroviere sarà il motore per un bel lieto fine, servito a tinte agro-dolci, come nel miglior Scola dell’età matura. E il film rende come meglio non potrebbe, si nota perfettamente che entrambi gli attori hanno dato il cuore per un progetto al quale tenevano fortemente e che ricorderanno sempre con grande affetto negli ultimi anni della loro vita.

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La locandina originale del film “Che ora è”(1989).

E non è tutto. Il film presentato con successo alla 46esima edizione del Festival di Venezia, dovette inizialmente subire incresciose polemiche di carattere politico. In particolare Bruno Pellegrino, allora responsabile della cultura e dello spettacolo per il PSI, sostenne che la Mostra non avrebbe dovuto ospitare il film, poiché Ettore Scola aveva legami con il PCI. Prese le difese del film Massimo Troisi, che in quel momento si trovava a Monaco di Baviera, decidendo di intervenire con una lunga lettera aperta, pubblicata dal settimanale “L’Espresso” il 13 agosto 1989. Acuto e sarcastico, come solo lui sapeva fare, prende le difese dell’opera, del suo valore artistico e del talento di Scola in quanto regista, indipendentemente dalle sue idee politiche. E contrattacca: “Lei, caro responsabile della cultura e dello spettacolo del PSI, dovrebbe anche sapere che è comunque più morale per un uomo politico mandare il proprio film alla Mostra del Cinema di Venezia piuttosto che il proprio cognato a Milano”. I risultati danno ragione a Troisi: come già detto sopra, lui e Mastroianni vincono, ex aequo, la Coppa Volpi per il miglior interprete maschile del 1989.

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Massimo Troisi mentre fa vedere alla stampa la Coppa Volpi come miglior interprete maschile vinta per “Che ora è”, al Festival di Venezia del 1989. Gli venne consegnata ex aequo con il grande Marcello Mastroianni, suo partner nel capolavoro di Ettore Scola.

Al di là dell’indiscusso affetto che Troisi, fin da subito, ha nutrito per Mastroianni, è anzi lo stesso Marcello a lodare l’attore napoletano, visto come artista ed amico fraterno. Nel corso di una lunga intervista Marcello parla così di Massimo:

“Mi sono trovato molto bene con Troisi tanto che è nata una complicità che ci ha permesso, pur attenendoci al copione, di fare qualche piccola aggiunta, qualche improvvisazione, in entrambi i film interpretati insieme. Lui è intelligente, è bravo. Non assomiglia a nessun altro, è interessante quel suo modo di recitare fatto tutto di invenzioni, rotture, recitazione sincopata, sembra che non finisca mai i discorsi, che non abbiano un senso, invece ce l’hanno moltissimo. Mi piace pur essendo molto diverso da me. Io appartengo a una scuola più nella tradizione italiana, lui invece è più estroverso, non segue regole accademiche, diciamo, nel suo stile. Abbiamo in comune una certa pigrizia, come individui, come uomini. La sua ancora più sviluppata della mia. Anche per questo mi piace. Non siamo pieni di dinamismo, abbiamo un altro dinamismo più interno. Con Ettore ho lavorato altre volte in passato, con Massimo queste sono state le prime due avventure insieme. Chissà che il futuro non ci porti altre collaborazioni comuni. Ettore e Massimo sono due belle persone e due ottimi amici. Sono quelle belle amicizie che permettono di lavorare bene perché si riesce ad applicarle anche alla professione”.

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Una scena tratta dal film “Che ora è”(1989).

Ma purtroppo non ci saranno altre collaborazioni, entrambi, Massimo e Marcello se ne andranno a metà anni ’90, a distanza di un anno e mezzo l’uno dall’altro. Rimarrà solo Ettore Scola, a custodire il ricordo di quelle belle giornate passate insieme e la testimonianza sincera e nostalgica, di un tempo che non tornerà mai più, di un sodalizio artistico in cui i tre hanno vissuto per un anno e mezzo praticamente sempre insieme, in simbiosi. Dai primi vagiti dell’inverno ’88, quando iniziarono le riprese di Splendor, fino al trionfo ottenuto al Festival di Venezia nel settembre ’89. In mezzo due film e la partecipazione al Festival di Cannes. Una storia indimenticabile. Una storia di amicizia. Una storia di tre grandi del cinema, che è rimasta negli annali.

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Ettore Scola, Massimo Troisi e Marcello Mastroianni durante le riprese del film Splendor.

Domenico Palattella

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