Sketch tratto da “Fermi tutti arrivo io!”(1953), con il grande Tino Scotti.

La pellicola “Fermi tutti arrivo io!” è un piccolo gioiellino di comicità dissacrante ed esplosiva, sorretta quasi interamente dalla verve comica di Tino Scotti, strepitoso nei panni di un investigatore pasticcione e bislacco fino all’inverosimile. Il film si sviluppa come un giallo-comico, in cui ampio spazio è affidato alla storia e ai comprimari. Risulta particolarmente riuscita l’utilizzazione di Tino Scotti come corpo estraneo surreale, in grado di rompere con la sua dirompente illogicità e i suoi esilaranti giochi di parole a raffica, gli schemi di un giallo, altrimenti mediocre e scontato. E’ la storia di un omicidio compiuto in un famoso albergo di Napoli, e in cui si reca ad indagare un paziente commissario di polizia (Carlo Romano), nonostante l’intrusione di un investigatore pasticcione (Tino Scotti) ed un’accanita lettrice di gialli (Giovanna Ralli). Divertente l’inseguimento finale, in stile slapstick, quasi un omaggio alle comiche del muto, che conferma come Tino Scotti, tra i grandi comici del nostro cinema, sia il più vicino per movenze, alle comiche del muto, nonostante la sua proverbiale parlantina. Curiosità: tra i co-protagonisti c’è una giovanissima Giovanna Ralli alle prime armi; e tra gli sceneggiatori un quasi sconosciuto Ettore Scola. Ottimi incassi per un film che ha ritrovato la luce da poco e che merita un’ampia riscoperta, così come il suo strepitoso protagonista.

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