Dal Pre-Cinema ai fratelli Lumiére: viaggio nel cinema dell’800 ( saggio pubblicato sul mensile “Smart Marketing” del 28 febbraio 2017 )

cinepresa antica

Come tutte le invenzioni epocali che si rispettino, anche il Cinema non è stata un’allucinazione di una sera dei fratelli Lumiére o di Thomas Edison, ma piuttosto un percorso di evoluzione dell’immagine, che ha attraversato tutto il XIX secolo. Innanzitutto c’è da affermare come la suggestione delle proiezioni ha origini remote e ha da sempre affascinato l’uomo, basti pensare alle ombre cinesi o alla camera oscura leonardiana. Ma il primo vero esempio di cinema allo stato primitivo è ravvisabile già dal XVII secolo con l’invenzione della Lanterna Magica. La lanterna magica era uno strumento di semplice utilizzo che potrebbe essere paragonato ai moderni proiettori di diapositive. Il meccanismo di funzionamento era intuitivo: bastava inserire i disegni nella macchina perché questa li proiettasse su una parete o su uno schermo appositamente predisposto. La lanterna si prestava ai più svariati utilizzi, infatti fu utilizzata fin dall’inizio sia per scopi educativi (raccontare, ad esempio, la Bibbia col supporto di immagini colorate a tutto schermo), sia di intrattenimento. Col tempo si capì che oltre la semplice proiezione si potevano riprodurre movimenti elementari. Alcune di queste semplici “animazioni” consistevano nel far scorrere dei vetri dipinti davanti l’obiettivo; usare sorte di ombre cinesi mosse con leve e fili; oppure attraverso levette far muovere parti delle pitture, come ad esempio gli occhi, ottenendo così degli “effetti speciali” primordiali.

lanterna magica (1)
La Lanterna magica.

L’invenzione della fotografia nel 1826, ad opera di Joseph Nicéphore Niépce, pose le premesse per un ulteriore sviluppo. Se si fosse trovato il modo di far passare davanti all’obiettivo delle fotografie in successione si sarebbe potuto riprodurre la realtà. Sarà l’idea vincente dei fratelli Lumière. Ma probabilmente, anzi sicuramente, i tempi ad inizio ‘800 non erano ancora maturi. Eppure proprio in quegli anni si compivano i primi esempi concreti di passaggio dalla fotografia ferma e immobile, alle immagini in movimento che sono la base del significato della parola Cinema. Nel 1824 fu inventato il Taumatropio. Composto da un dischetto di cartoncino, fissato a due fili e disegnato da entrambe le parti con soggetti destinati a integrarsi a vicenda, facendo girare velocemente il disco (1/25 di secondo), le immagini si sovrappongono creando così l’illusione di movimento. Esempi tipici sono l’uccellino e la gabbia o il vaso e i fiori.

taumatropio
Il taumatropio.

Poi venne il Fenachitoscopio che fu inventato nel 1833 dal fisico belga Joseph Antoine Plateau. Consisteva in una ruota, fissata al centro su un manico e in grado di ruotare su se stessa. Sulla ruota, a intervalli regolari, venivano praticate delle fessure attraverso cui poter guardare e, sul lato interno venivano disegnate delle immagini, anche queste a intervalli regolari; uno specchio su cui proiettare le immagini completava il tutto. Il movimento veloce della ruota e gli spazi vuoti creavano, anche in questo caso, l’illusione del movimento. La grande novità del fenachistoscopio sta nel fatto che l’illusione sfrutta il fenomeno della persistenza della visione (persistenza retinica) che, ancora oggi, sta alla base della visione filmica. Il fenachistoscopio è il più diretto antenato della pellicola cinematografica, con le immagini montate su un cerchio invece che in una striscia di carta.

fenachitoscopio
Il fenachitoscopio.

Un altro esperimento andato a buon fine fu il Cineografo (oggi conosciuto anche con il termine inglese flip book), commercializzato già nel 1868. Il cineografo era una sorta di libro tascabile i cui fogli si facevano scorrere velocemente tra le dita. La sovrapposizione delle immagini dava l’illusione del movimento. Si trattava di brevissime storie con una vera (sia pur modesta) sceneggiatura e questo era il passo avanti in direzione del cinema: una storia appositamente pensata per essere raccontata attraverso immagini in movimento. E’ certo però, che al di là dei vari esperimenti animati, fu l’invenzione della fotografia ad aprire il campo alla possibilità di avere immagini reali in movimento. Se era possibile riprodurre su una lastra fotografica la realtà, si poteva pensare a strumenti in grado di scattare una serie di foto così vicine nel tempo da registrare il movimento. Si poteva utilizzare poi la pellicola così ottenuta al posto delle strisce di carta per proiettare quanto ripreso in precedenza. Quest’idea ispirò Étienne-Jules Marey che sfruttando il meccanismo utilizzato a quel tempo dai fucili più moderni riuscì a scattare 12 foto al secondo (infatti in inglese il verbo scattare è ancora lo stesso di sparare). La sua Onda (1888) è il più antico documento di fotografia in movimento pervenutoci. Ma il vero problema di Marey come di tutti gli altri pionieri del cinema non consisteva tanto nel riuscire a scattare foto in rapida sequenza, quanto nel trovare il meccanismo per proiettare il movimento (κίνημα – kìnema in greco, da cui più tardi cinematografo, l’apparecchio in grado di riprodurre il movimento) così ottenuto.

cineografo
Il cineografo.

Un’ulteriore tappa di avvicinamento alla nascita del cinematografo si ebbe con la creazione della pellicola fotografica di celluloide, che permetteva di mettere in serie le immagini fotografiche, e che può essere intesa a tutti gli effetti come la prima pellicola cinematografica della storia. Tutto ciò avvenne nel 1882 grazie a George Eastman, il quale inventò anche il sistema per non dover più preoccuparsi di cambiare lastra tra una posa e l’altra. A questo punto, con il senno di poi, appare chiaro che sta per nascere il cinema, proprio perché grazie ad Eastman, cade l’ultima difficoltà per arrivare ad una vera e propria successione di fotogrammi, che sono alla base dell’illusione del movimento. Ulteriore evoluzione di ciò, si ha nel 1891 con Thomas Alva Edison che brevettò il Kinetoscopio, una sorta di grande cassa sulla cui sommità si trovava un oculare; lo spettatore poggiava l’occhio su di esso, girava la manovella e poteva guardare il film montato nella macchina su rocchetti (il termine inglese film indicava la pellicola, cioè il supporto; più tardi passerà a indicare il contenuto registrato su quel supporto, il film com’è inteso oggi). Si aveva quindi una visione monoculare, ma che dava perfettamente l’idea dell’immagine in movimento. L’invenzione di Edison veniva portata nelle fiere o in stanzoni appositi e la si poteva utilizzare dietro pagamento di un biglietto. Per attirare nuovi curiosi Edison non riproponeva le stesse pellicole ma ne girava di nuove. Ancora oggi qualcuno discute su chi sia stato veramente l’inventore del cinema e se per la maggior parte degli storici è indiscutibile la paternità dei fratelli Lumière c’è chi, invece, ne ascrive l’invenzione a Thomas Alva Edison. Sembrava che ci fossero tutti gli elementi del cinema come si svilupperà fino ai nostri giorni: c’era il pubblico, c’era il pagamento di un biglietto (con tutto quello che comportava in termini di industria cinematografica) e c’erano le immagini in movimento. Eppure mancava un elemento fondamentale: la visione collettiva piuttosto che individuale. Il cinema (come era accaduto per millenni con il teatro) è un fenomeno essenzialmente comunitario.

kinetoscopio
Il kinetoscopio, inventato da Thomas Edison nel 1891.

La grande svolta dei fratelli Lumière e di quella sera di fine 1895 al Cafè de Paris risiede ancora oggi in questo. Quel 28 dicembre 1895 i fratelli Louis e Auguste Lumière, mostrarono per la prima volta, al pubblico del Gran Cafè del Boulevard des Capucines a Parigi, un apparecchio da loro brevettato, chiamato Cinématographe, destinato a cambiare per sempre la storia del mondo. Possiamo quindi affermare con assoluta certezza, quello che i libri di storia spesso non dicono, ovvero che l’invenzione del cinema è da dividere equamente in tre periodi distinti e la sua paternità non è ascrivibile ad una sola specifica personalità. L’invenzione della pellicola cinematografica nel 1882 ad opera di George Eastman; l’invenzione delle immagini in movimento nel 1891 ad opera di Thomas Edison; e l’invenzione del cinematografo, così come lo intendiamo noi, ad opera dei fratelli Lumiére nel 1895, sono le tre tappe fondamentali della nascita del Cinema. Tutte e tre legate da un indissolubile filo comune, tutte e tre esattamente propedeutiche l’una con l’altra. E dopo quella sera di fine 1895 ebbe inizio ufficialmente la straordinaria avventura del Cinema, la più bella invenzione dell’uomo.

fratelli Lumiére
I fratelli Lumiére.

Domenico Palattella

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