Sketch tratto da “La decima vittima”(1965), con Marcello Mastroianni e Ursula Andress.

“La decima vittima”(1965) è un interessante tentativo di introdurre la fantascienza nel cinema italiano. Curioso, grottesco, geniale, il film di Elio Petri, si erge come uno dei più grandi film italiani di fantascienza, che si inserisce, beninteso, in un panorama piuttosto limitato in tal senso. I protagonisti della vicenda sono una splendida Ursula Andress, ed un Marcello Mastroianni dalla faccia glabra, con i capelli cortissimi e ossigenati. Il film è una profonda critica alla società italiana dell’epoca, e per farlo il regista Elio Petri, si serve di una storia futuristica, tratta dal racconto dello scrittore statunitense Robert Scheckley, in cui si narra la storia del “The Big Hunt”, il gioco in cui un cacciatore e una vittima, scelti da un cervellone elettronico, si danno la caccia fino ad ammazzarsi. L’importante è che non si conoscano tra di loro. I due prescelti saranno proprio Marcello Mastroianni e Ursula Andress, che invece di uccidersi, finiranno per sposarsi. “In un mondo in cui non ci saranno più le guerre, la gente continuerà a inventarsi dei giochi per poter uccidere”, era lo slogan del film, che però ebbe un finale gaio, non totalmente condiviso dal regista, ma viceversa imposto dai distributori. A questo proposito Mastroianni, nel corso di un’intervista asserì: “Sono i limiti del cinema quando diventa industria, allora si deve soggiacere a volte a delle regole che non c’entrano niente con l’ispirazione più autentica dell’autore”. Il film però, tutto sommato, resta un piccolo grande capolavoro futurista, che risulta divertente per i continui riferimenti alla realtà italiana dell’epoca e a quella dell’uomo Mastroianni. Già perché, l’attore è memorabile nel satireggiare il mito di se stesso e i miti del benessere in una recitazione stilizzata come si addice a un essere del futuro più robot che uomo. Nello stesso tempo c’è una celestiale Ursula Andress, bellissima e sensuale come poche altre nella storia del cinema. Capolavoro misconosciuto, da vedere assolutamente.

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