I Corti di Walter

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Walter Chiari, assoluto protagonista della commedia all’italiana degli anni ’50 e ’60, è stato probabilmente il massimo specialista del genere ad “episodi”. Da qui il titolo di “I Corti di Walter”, una vera e propria raccolta dei cortometraggi interpretati dal poliedrico attore pugliese, spesso girati sulle più belle spiagge italiane, e quasi sempre in estate, quando non era impegnato in teatro.

Era l’Italia della “Dolce Vita”. Era l’Italia del boom economico. Era l’Italia della 500, delle vacanze, del Cinema, della Hollywood sul Tevere, del divismo e dei Miti senza epoca. Il periodo più bello della storia italiana. In questo clima culturale crebbe l’estro funambolico e poliedrico del grande Walter Chiari, “Divo dei Divi” italiani di quegli anni. Copertine sulle più importanti riviste dell’epoca, paparazzi che lo immortalano con le più belle donne del pianeta e del jet set italo-americano. Oltre 120 pellicole cinematografiche interpretate ed una particolarità, Walter è stato probabilmente il più prolifico attore italiano nel “cortometraggio”, che è il genere più “tecnico”, tra tutti i generi cinematografici. Il più difficile, certo, ma anche il più prestigioso. Il Cinema era nato, a fine ‘800, proprio con il cortometraggio. Genere che affonda le sue radici nella “notte dei tempi”, il cortometraggio nella storia del cinema, si era praticamente estinto con l’avvento del sonoro. Ci volle l’estro geniale del Maestro Alessandro Blasetti, per riportarlo in vita all’alba degli anni ’50. L’idea, rivoluzionaria di Blasetti, si basa su “alti” riferimenti del passato, dalla letteratura delle novelle di Boccaccio o di Pirandello, ai cortometraggi delle comiche del muto di Chaplin, Keaton o Stanlio&Ollio. L’intuizione di Blasetti si basa sul raggruppare svariati episodi, magari ognuno con il proprio titolo, legati da un filo comune e su questi costruire il film come un collage di episodi; il che permetteva anche di avere nel cast un certo numero di attori, comprimari e stelle del cinema, ognuno protagonista del suo sketch.L’idea di Blasetti fu abbondantemente sfruttata nel corso degli anni da, praticamente, tutto il cinema italiano al completo: attori, registi, sceneggiatori, produttori, non ci fu un attore che non prese parte a questo genere tutto italiano di fare cinema. Nel corso degli anni ’50 e ’60 era fatale essere arruolati, spesso e volentieri, nei cast delle moltissime commedie ad episodi che, dai primi anni ’50 fino alla fine degli anni ’70, ebbero una grandissima fioritura nel cinema italiano. Debitore di quel teatro leggero,  che furoreggiò nell’immediato dopoguerra, fatto di brevi numeri, lazzi, barzellette sceneggiate e bellezze femminili, il cinema a episodi non fu tuttavia “minore” per definizione. Anzi, come già anticipato, vi si cimentarono, con maggiore libertà e freschezza creativa, il fior fiore dei registi e degli sceneggiatori italiani. Il tono prevalente è quello della commedia di costume, con tendenza al comico (a volte barzellettistico). Ma il ritmo imposto dalla brevità donava spesso una incisività più graffiante. Poi vi è da dire, che il genere dei film a episodi, si è andato ad inserire all’interno della commedia all’italiana, la quale monopolizzerà l’Italia cinematografica degli anni ’50 e ’60, trovando ampio spazio e numerosi estimatori, resistendo nel nugolo di generi e mode più o meno passeggere che segnarono entrambi i decenni.

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Walter Chiari a metà degli anni ’50.

Per quantità di film prodotti, vivacità creativa, reciproche influenze creative, il film a episodi giocò un ruolo di peso nel panorama cinematografico italiano, anche grazie alla presenza “fissa” di un “mostro” della commedia all’italiana come Walter Chiari. Lui amava molto il mare e accettava molti copioni balneari solo perchè erano girati in spiaggia, durante le vacanze:

“…a un film d’autore bellissimo, girato a Berlino, con un grande regista, io preferivo un filmetto di quelli popolari girato sul lungomare di Ostia in agosto, anche se inutile o poco più, ma premiato da grandi incassi.”

Sulle spiagge italiane Chiari ha quindi vissuto molto intensamente e costruito parte del suo mito, tra nuotate, set fotografici, cene con gli amici ( che pagava sempre lui)e conquiste femminili. Tutto ciò in piena “Italia della Dolce Vita”. Non solo Walter, il cortometraggio, piaceva un pò a tutti: registi, attori, pubblico e maestranze. La sostanziale freschezza del genere ad episodi, permetteva di evitare eventuali momenti di stanca del film. A tal proposito il regista Dino Risi disse di tale genere:

“…gli attori erano contenti perchè lavoravano poco e guadagnavano bene, gli sceneggiatori mettevano in circolazione le idee che non erano riusciti a far diventare film autonomo, anche il pubblico era contento, e quindi c’erano produttori che ci marciavano volentieri, e poi la ‘misura breve’ è un genere molto tecnico, che un attore di talento deve saper affrontare con la giusta dose e sapienza interpretativa, un genere che affonda le sue radici nella storia della letteratura e del primo cinema degli anni ’20…e poi se in un film c’erano sketches noiosi, subito dopo ne arrivava uno buono, era un fatto statistico, quindi non si rischiava niente”.

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Fregene 1960: Walter Chiari in spiaggia con le sorelle Kessler.

Interessante, in questa ideale rassegna dedicata ai cortometraggi interpretati da Walter Chiari, tra gli anni ’50 e gli anni ’70 il discorso storiografico alla base di questa scelta, con l’idea che nel frammento e nel film breve si nascondano sia alcune perle della commedia all’italiana sia alcuni esperimenti narrativi e simbolici dalla libertà maggiore rispetto ai lungometraggi. In tutti questi piccoli film, fuoriesce il Walter Chiari seduttore incallito e splendido catalizzatore di masse. I cosiddetti “corti di Walter Chiari”, numericamente raggiungono le 25 unità e si sviluppano attraverso tre macro-stagione: quella degli anni ’50, quando il genere è per così dire, ancora in fase sperimentale; l’apoteosi degli anni ’60, inserita nel contesto della spumeggiante commedia all’italiana; e quella pecoreccia e alquanto decadente degli anni ’70, quando Walter Chiari, torna lentamente al successo, dopo quel fattaccio del 1970. Un’ultima considerazione è utile al fine della comprensione di un saggio come questo,  i corti trattati si riferiscono soltanto, a quei brevi film, dotati di una propria autonomia, rispetto al lungometraggio di appartenenza. Esistono a tal proposito, infatti, i cosiddetti ” film a episodi intrecciati”, che esulano dall’argomento trattato, poiché formano un tutt’uno con la trama principale, per cui non estraibili in maniera autonoma. Quello qui trattato è infatti, il cortometraggio puro, autonomo rispetto al lungometraggio di appartenenza. Dopo la felice riscoperta del “cortometraggio” da parte di Alessandro Blasetti, il genere si sviluppa rapidamente. Walter Chiari, attore giovane ( allora trentenne) di punta del cinema italiano, viene fin da subito ingaggiato per questo particolare genere cinematografico. Il suo debutto nel “cortometraggio puro” è del 1953 con la pellicola di Enzo Trapani, “Viva il cinema”. Il tema comune è il “Cinema” in un’epoca in cui a Cinecittà iniziavano a girarsi i primi kolossal americani. L’episodio di punta è proprio quello che ha per protagonista Walter, assieme alla sua abituale spalla di “lusso”, ovvero Carlo Campanini. Che grande! L’esilarante parodia di “Bellissima”, in cui i due attori si cimentano, vale il prezzo del biglietto, ed è l’unica ragion d’essere della pellicola. Peraltro “Bellissima”, era il capolavoro di Luchino Visconti, che proprio Chiari aveva interpretato l’anno prima in coppia con Anna Magnani. Girato quasi in contemporanea e uscito nelle sale soltanto due mesi dopo, “Viva la rivista!” costituisce l’immediato seguito del precedente film. In questo divertente e raffinato film a episodi, costruito come un suggestivo gioco di scatole cinesi in cui la finzione si specchia nella realtà e viceversa, l’episodio con Chiari e Campanini, rappresenta una piccola perla comica. Il corto si intitola “Walter e il bambino”, nel quale i due attori interpretano se stessi. La trama racconta di Walter Chiari, che dopo aver recitato in uno sketch con Campanini il ruolo del dottore alle prima armi in procinto di aiutare una partoriente, deve lasciare il palcoscenico perché la moglie sta per mettere davvero al mondo il primo figlio. Quasi una rivisitazione profetica, della paternità di Walter Chiari, che 15 anni dopo avrà la sua drammatica attenzione mediatica, in seguito all’increscioso incidente di percorso, di quel dannato 1970. Simone Annicchiarico, il figlio di Walter, nacque proprio mentre il padre era in carcere, trattenuto come un delinquente della peggior specie, per quell’assurda storia di droga. Ma tornando a noi, arriviamo all’apice della carriera poliedrica di Walter, che chiaramente coincide con il momento di massimo splendore della commedia all’italiana. Siamo nei primi anni ’60, e il filone del film a episodi si arricchisce di quella descrizione comica, ma amara e malinconica, tipica della migliore commedia all’italiana. Proviamo a fare una selezione dei migliori cortometraggi di Chiari del periodo, soffermandoci maggiormente su di essi, senza perdere d’occhio gli altri, minori, ma comunque meritevoli di nota.

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Uno straordinario e spassosissimo Walter Chiari in una scena dell’episodio “Bagnino lover” del film balneare “La donna degli altri è sempre più bella”(1963).

Nel 1962 esce nelle sale, “Gli italiani e le donne”, film spensierato diretto dallo stakanovista del genere, quel Marino Girolami, prolifico regista del cosiddetto “buona la prima”, perciò amatissimo dai produttori dell’epoca. L’episodio interpretato da Walter si intitola “L’abito non fa il monaco”, coadiuvato dalla bella e procace Moira Orfei, con la quale si vocifera, tanto per cambiare, che ci fu un piccolo e fugace flirt.E’ la storia di un attore di fotoromanzi, che durante una pausa conosce un’avvenente signora in procinto di divorziare. Per sfruttare al massimo la situazione si inventa un gemello avvocato e fa di tutto per conquistarla. Temi ricorrenti del cinema di Walter Chiari si assommano in questo piccolo, ma divertente film: il doppio, il prete, l’istinto seduttivo giocato come sfida, l’eloquenza brillante. Un film leggero e spigliato, che tuttavia fornisce l’occasione di una ottima prova d’attore ad un Walter Chiari in grande forma, non solo fisica. 20 minuti di estrema finezza comica, caratteristica tipica della comicità dell’attore pugliese. Altro corto meritevole di attenzione è “Bagnino lover”, dal film “Le donne degli altri è sempre più bella”, che per la qualità dell’interpretazione di Walter Chiari, rimane uno dei più riusciti cortometraggi del nostro cinema in chiave comica. Uno strepitoso Chiari in chiave Vizietto, cerca di resistere fin che può a un pressante corteggiamento. La storia di un bagnino che si finge gay per evitare le avance delle clienti più mature, ma proprio per questo è scelto come accompagnatore da una moglie tradita, che conquisterà, diventando così il suo amante fisso. Nello stesso anno prende parte al film “Obiettivo ragazze”, in cui si rievocano episodi di vita militare e ordinaria goliardia. Walter Chiari è un pelandrone milanese che le tenta tutte per non fare il militare, ma alla fine si ritrova arruolato in servizio permanente effettivo. Riuscito anche “Gli imbroglioni”, nell’episodio “Medico e fidanzata”, con almeno una sequenza memorabile, quella in cui, durante un funerale gli uomini si stringono vicino a Walter Chiari per seguire la radiocronaca di una partita della nazionale: il gol italiano innescherà l’accelerazione del corteo, come in “Entr’acte“. Curioso invece, l’anno successivo il corto “Quaranta, ma non li dimostra”, dal film “Le tardone”. Una matura attrice di cinema ringiovanita dal trucco seduce un giovane pescatore sempliciotto sulla spiaggia di Fregene. La mattina dopo il pescatore, vedendola struccata, pensa sia la mamma della ragazza, ma ne rimane folgorato ugualmente. Insolito ritratto di donna non più giovanissima, ma ancora attraente, nel quale una diffusa malinconia contrasta col tono scanzonato cui aspira l’episodio. Walter Chiari sostiene comunque, un lungo e divertente monologo comico sulle diverse tipologie di richieste di aiuto, in seguito ad un ipotetico annegamento: l’arrogante, il timido, l’omosessuale. Geniale! La dimostrazione dell’assoluta valenza artistica del film a episodi, quando è sorretto da attori di altissimo livello.

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Walter Chiari con Mina a Fregene: estate 1960. Ennesimo fugace flirt.

Nel 1963 “I mostri”, con Vittorio Gassman e Ugo Tognazzi, aveva rivoluzionato il genere ad episodi, con corti brevi o brevissimi che in maniera magistrale e dissacrante prendevano in giro con ironia le follie e crudeltà spicciole dell’italiano medio dei nostri giorni. Sulla falsariga del capolavoro di Dino Risi, l’anno successivo Lucio Fulci progetta “I maniaci”, satira graffiante ed efficace sull’Italia del boom economico, con Raimondo Vianello e Walter Chiari. Alcuni di questi brevissimi cortometraggi, rimangono tra le sue perle più nascoste e misconosciute, perciò meritevoli di rivalutazione. Memorabile l’episodio intitolato “Il sorpasso”, che fa il verso al successo di Risi del ’62, con Chiari al volante che ingaggia una stupida gara di velocità con un aereo al decollo. Riuscito anche La protesta, in cui Walter duetta con Aroldo Tieri nei panni di una coppia di qualunquisti voltagabbana tra guerra e dopoguerra. Bizzarri invece, risultano essere Lo strip, con un’improbabile Walter Chiari cripto-gay; e “L’autostop”, con un delizioso Chiari in coppola e baffetto da perfetto siciliano. E ora siamo al film “Le motorizzate”, con quello che probabilmente è il miglior cortometraggio della carriera di Walter Chiari, intitolato “La signora ci marcia”. Quarto episodio del film corale “Le motorizzate”, “La signora ci marcia” è tutto basato sull’istrionismo e sulle doti atletiche di Walter Chiari. Quì Walter interpreta un ingenuo podista che, in allenamento su stradine di campagna, incontra una signora d’alto bordo che lo distrae alla vigilia di una corsa importante. Nei panni della fidanzata gelosa c’è la procace Valeria Fabrizi, compagna di Walter su tanti set e anche nella vita legata a lui da un’amicizia praticamente fraterna. Mattatore assoluto, Walter Chiari è perfetto in un ruolo tutto giocato sulla gag fisica ad un livello quasi marionettistico, un pò alla Jerry Lewis. D’altronde Walter Chiari è sempre stato uno sportivo, dotato di un fisico asciutto e muscoloso che ha messo spesso in bella mostra nei film che ha interpretato. Curiosità: la signora motorizzata, tutta in bianco sulla sua auto bianca è un chiaro riferimento alla “dama bianca” che “traviò” Fausto Coppi.

Walter Chiari è il migliore anche in “Thrilling”, con l’episodio intitolato “Sadik”, una spanna sopra gli altri due corti che compongono il lungometraggio e interpretati rispettivamente da Nino Manfredi e Alberto Sordi. Il suo è un piccolo capolavoro che unisce l’umorismo macabro alla commedia all’italiana e al fumetto. Un ibrido particolare e bizzarro, ma che risulta molto efficace e permette a Walter Chiari travestito da supereroe, di esaltare quel lato grafico e fumettistico del suo personaggio. Un quarto d’ora di surreale divertimento. Davvero riuscito. L’anno successivo Chiari è in sala con “Amore all’italiana” un graffiante film a episodi in perfetto stile Steno, tra i migliori prodotti della commedia all’italiana anni ’60. Diviso in tanti piccoli episodi, sulla falsariga de “I mostri”, l’episodio da tesaurizzare e da evidenziare è “Play boy”. Un gustoso duetto Chiari-Vianello, in una sfida ( apparentemente impari ) tra seduttori: un Vianello imbruttito, calvo e strabico al cospetto di un Chiari atletico e dinamico. A chiudere gli anni ’60, restano da citare l’episodio di “Made in Italy”, nel classico ruolo del seduttore incallito; e “La gelosia”, dal film “Capriccio all’italiana”. Quest’ultimo episodio merita ben più di una semplice citazione, un piccolo film che va oltre le dimensioni della commedia all’italiana, arricchendosi di toni drammatici e psicologici. Un vero e proprio trattato sulla gelosia, quasi degno del più criptico Antonioni. Chiari interpreta con sensibilità la disarmata sorpresa di chi si misura con un sentimento irrazionale e incomprensibile. Sua partner sul set Ira Furstenberg. Di ben altro livello artistico i cortometraggi interpretati negli anni ’70, che si segnalano solo per la sua prova d’attore e niente di più. Addirittura in uno di essi, “Prete per forza”, dal film Ride bene…chi ride ultimo”(1977), Walter Chiari è accreditato nell’insolito ruolo di regista. Al suo fianco una delle icone sexy del momento, Annamaria Rizzoli, con la quale Chiari, proprio per non smentirsi mai, aveva una relazione.

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Walter Chiari travestito da supereroe nel piccolo capolavoro di Gian Luigi Polidoro, “Sadik”, secondo episodio del film “Thrilling”(1965). Un ibrido curioso e strampalato tra humor nero, commedia all’italiana e fumetto.

Di seguito l’elenco dei 25 cortometraggi interpretati da Walter Chiari, tra il 1953 e il 1979, con le relative schede tecniche.

1. “Bellissima” (18 min.1953), da “Viva il cinema”. Con Walter Chiari e Carlo Campanini.

2. “Walter e il bambino” (16 min.1953), da “Viva la rivista”. Con Walter Chiari e Carlo Campanini.

3. “L’abito non fa il monaco” (19 min.1962), da “Gli italiani e le donne”. Con Walter Chiari e Moira Orfei.

4. “Bagnino lover” (20 min.1963), da “La donna degli altri è sempre più bella”. Con Walter Chiari e Grazia Maria Spina.

5. “Il maresciallo” (21 min.1963), da “Obiettivo ragazze”. Con Walter Chiari e Carlo Campanini.

6. “Medico e fidanzata” ( 25 min.1963), da “Gli imbroglioni”Con Walter Chiari e Luciana Gilli.

7. “Quaranta, ma non li dimostra” (20 min.1964), da “Le tardone”. Con Walter Chiari e Gloria Paul.

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Obiettivo ragazze (1963), ep. “Il maresciallo”

8. ” Il sorpasso” (2 min.1964), da “I maniaci”. Con Walter Chiari.

9. “La protesta” ( 7 min.1964), da “I maniaci”. Con Walter Chiari e Aroldo Tieri.

10. “Lo strip” (5 min.1964), da “I maniaci”. Con Walter Chiari.

11. “L’autostop” (8 min.1964), da “I maniaci”. Con Walter Chiari e Unberto D’Orsi.

12. “La signora ci marcia” (18 min.1964), da “I maniaci”. Con Walter Chiari, Sophie Desmarets.

13. “Sadik” (16 min.1965), da “Thrilling”. Con Walter Chiari e Dorian Gray.

14. “Divieto di sosta” ( 3 min.1966), da “Amore all’italiana”. Con Walter Chiari e Raimondo Vianello.

15. “Troppo facile” (8 min.1966), da “Amore all’italiana”Con Walter Chiari.

16. “Storia domenicale” ( 5 min.1966), da “Amore all’italiana”. Con Walter Chiari.

17. “Gold Fischer” (2 min.1966), da “Amore all’italiana”. Con Walter Chiari.

18. “Cortesia ferroviaria” (4 min.1966), da “Amore all’italiana”. Con Walter Chiari.

19. “Play Boy”(18 min.1966), da “Amore all’italiana”. Con Walter Chiari e Raimondo Vianello.

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“Amore all’italiana”(1966), ep. “Play Boy”.

20. “Usi e costumi” (11 min.1966), da “Made in Italy”. Con Walter Chiari e Lea Massari.

21. “La gelosia” (18 min.1968), da “Capriccio all’italiana”. Con Walter Chiari e Ira Furstenberg.

22. “Prete per forza” (19 min.1977), da “Ride bene…chi ride ultimo”. Con Walter Chiari e Annamaria Rizzoli.

23. “Amore coniugale” (21 min.1978), da “Tanto va la gatta al lardo…”. Con Walter Chiari e Valentina Cortese.

24. “Melodramma della gelosia” (18 min.1978), da “Ridendo e scherzando”Con Walter Chiari e Olga Karlatos.

25. “L’erede” (21 min.1979), da “Belli e brutti ridono tutti”. Con Walter Chiari e Olga Karlatos.

Walter Chiari and Anna Maria Rizzoli in the film Ride bene... chi ride ultimo
“Ride bene chi ride ultimo”(1977) ep.”Prete per forza”.

Bibliografia

– Walter Chiari, un animale da palcoscenico, di Michele Sancisi

– La commedia all’italiana, di Masolino D’amico

– Il Mereghetti, Dizionario dei Film

Domenico Palattella

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