Sketch tratto da “Totò diabolicus”(1962), una delle più belle “Totoate” in assoluto.

“Totò diabolicus” è uno dei migliori risultati dell’età matura del Principe De Curtis. La pellicola si ispira chiaramente al film inglese “Sangue blu”: come già Alec Guinness, Totò impersona i vari membri di una distinta famiglia assassinati l’uno dopo l’altro. La sceneggiatura crea un intrigo giallo giocoso ma di efficace ingegnosità, e Totò è strepitoso nelle macchiette dei sei fratelli. In particolare restano tra le sue riuscite indimenticabili la caratterizzazione di un chirurgo prepotente che perde gli occhiali al momento di operare un paziente in anestesia parziale, quella del generale che vive nel rimpianto del Ventennio e organizza in giardino fucilazioni finte di antifascisti, e quella della baronessa affamata di mariti. Irresistibile poi la tortura di un innocente portalettere che Totò, ultimo fratello non ancora assassinato, sospetta di essere il misterioso Diabolicus. Grande successo di pubblico e grande divertimento, per un Totò sempre debordante, ma qui contaminato da elementi noir.

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