Sketch tratto da “Rascel Marine”(1958), con Renato Rascel e Mario Carotenuto.

Interessante e curiosa parodia del genere bellico, ambientata nel 1944 verso la fase terminale della seconda Guerra Mondiale. Nello specifico si racconta dei momenti in cui era più aspro lo scontro tra le forze armate americane e quelle giapponesi per la conquista del Pacifico, attraverso la storia di sette Marine( Rascel, Ferrari, Calindri, Garinei, Giuffre’, Hintermann e Petricca) e sei soldati giapponesi che vengono mandati a conquistare un isoletta del Pacifico che ognuno crede occupata dal nemico e dove invece, vivono solo un padre( Carotenuto) e le sue due figlie. Grazie anche ad un provvidenziale bombardamento che distrugge loro tutte le munizioni, americani e nipponici finiscono con il fraternizzare e con l’arrivo di altre belle donne dalle isolette vicine, rapidamente si sposano formando un villaggio con tanti bambini. Finita la guerra, ufficiali dell’uno e dell’altra parte vengono a deporre corone in memoria degli “eroici caduti per un mondo migliore”: i supposti martiri, invece, quel mondo migliore se lo sono ormai costruito stabilmente sull’isola. Pochi ci hanno fatto caso, ma a pensarci bene, sembra quasi il prototipo da cui ha preso spunto Gabriele Salvatores per il suo Mediterraneo, premio Oscar nel 1992. Il film porta l’evidente impronta rasceliana fin dal titolo, con Renato che il vero mattatore della pellicola. L’attore romano è straordinario nel dipingere un personaggio a tutto tondo, che non è solo macchietta, ma è un personaggio che fa riflettere, sull’inutilità della guerra e sul valore dell’amicizia e della pace. Oltre all’attore romano, spiccano nel film le interpretazioni di Calindri, Ferrari, Giuffré, Carotenuto ed Enzo Garinei ( fratello di Pietro ), perfetti nei loro ruoli di co-protagonisti. Proprio Enzo Garinei, anni dopo, disse del film: “Ispirato ad una storia vera, questo è stato un film molto ben curato, fin dal principio, durato anche parecchio come tempo di lavorazione. Il gruppo si trovò in armonia fin da subito, e Renato che era il nostro capofila, era nel suo massimo momento di splendore, era il suo periodo d’oro”.

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