Sketch tratto da “L’altra faccia del Padrino”(1973), con Alighiero Noschese e Lino Banfi.

“L’altra faccia del Padrino” è il vero capolavoro dell’Alighiero Noschese attore di cinema, piacevole parodia del famoso film di Coppola con esterni girati a New York, dove Noschese è un fantasista scritturato da una famiglia mafiosa perché rifaccia al telefono la voce del temuto Don Vito Monreale ( sarà s’intende, quella che aveva Marlon Brando nell’edizione doppiata in italiano). Ma l’imitazione fisica del Padrino, fatta da Alighiero è di incredibile talento. E difatti il film ha una particolarità tutta sua, è la pellicola in cui Alighiero Noschese vive il suo massimo momento di gloria al cinema, in cui il suo talento multiforme di imitatore ha in assoluto la più ampia e sbrigliata libertà. Qui la storia è tutta basata sul più classico degli scambi di persona e perciò sul principale talento dell’attore napoletano; quando Noschese imita Totò o Brando è a dir poco sorprendente. E’ la storia di un testimone involontario di un omicidio di mafia, Nick Buglione, che si rivolge al padrino don Vito Monreale per venirne protetto; ma il padrino chiede esattamente la stessa cosa a lui: che lo sostituisca come controfigura per evitare un attentato in vista. Entrambi i Padrini, quello vero e quello finto sono interpretati da Noschese, che incanta la platea e rende al botteghino, per la gioia di Dino De Laurentiis, vecchio volpone del cinema che ancora una volta ci aveva visto giusto.

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