Sketch tratto da “Vieni avanti cretino”(1982), con Lino Banfi

“Vieni avanti cretino” è una macchina comica di incredibile riuscita. Considerato uno dei “cult movie” degli anni ’80 e accolto da uno straordinario successo di pubblico, è il miglior film di Lino Banfi, quello dove la vis-comica dell’attore pugliese, qui davvero scatenato, si esprime in maniera più compiuta. Eppure la genesi del film è piuttosto controversa. Nasce tutto dal produttore Giovanni Bertolucci, che necessità di liquidità per rilanciare la sua casa di produzione, dopo alcuni flop. Si pensa subito di puntare sull’attore comico più popolare del momento, ovvero Lino Banfi: una sicurezza. Il comico pugliese con un passato nell’avanspettacolo poi generico e infine caratterista stakanovista delle commedie sexy degli anni ’70, ha iniziato gli anni ’80 come mattatore assoluto del genere comico. Bertolucci decide quindi di produrre un film comico lontano dalla scurrilità boccaccesca del periodo, una commedia degli equivoci sì ma senza scadere troppo nello scatologico e nel volgare. Registi dell’operazione sono da un lato Luciano Salce, vulcanico e discontinuo artista di cinema e di televisione (suoi sono i primi due FANTOZZI, i migliori della serie), dall’altro lato gli sceneggiatori R.Leoni e F.Bucceri incaricati di scrivere una storia con dichiarati riferimenti alla commedia dell’arte plautina e all’avanspettacolo degli anni ’50. VIENI AVANTI CRETINO, fin dal titolo un omaggio a una famosa battuta dei f.lli De Rege, si apre e si chiude con delle presentazioni metacinematografiche, poi cominciano le avventure di Pasquale Baudaffi, un ex carcerato che va alla disperata ricerca di un lavoro con l’aiuto di un cugino impiegato in un ufficio di collocamento, ma colleziona solo licenziamenti a catena combinando disastri ad ogni nuovo impiego, alla fine se non un lavoro almeno riesce a trovare l’amore. Banfi è strepitoso, scatenato, sublime nel ruolo di un combinaguai degno del Peter Sellers pasticcione di Hollywood Party. Probabilmente regala la sua migliore performance comica, anche più di CORNETTI ALLA CREMA , AL BAR DELLO SPORT e L’ALLENATORE NEL PALLONE. Il regista Salce conferisce alla pellicola una certa eleganza di stile affrancandosi dai più volgari Laurenti, Cicero e Girolami. Se le gag e le trovate comiche sono quasi tutte divertenti, altrettanto strepitosi come il protagonista sono i comprimari, nucleo centrale e imprescindibile del cinema comico: il cugino Gaetano interpretato dal compianto pianista Franco Bracardi, il mitico Filini/Gigi Reder in vacanza da Fantozzi, la burrosa Michela Miti, la extralarge Luciana Turina, il fantozziano Paolo Paoloni, la teatrale Anita Bartolucci e infine nei panni del folle dottor Tomas, il guitto Alfonso Tomas dalla faccia pazzesca e dai tic inconfondibili, una carriera sorretta praticamente sempre dallo stesso tormentone. Uno dei migliori film comici della storia del cinema italiano e uno degli autentici capolavori del genere “cult”, con una comicità vecchio stampo, tutta puntata su gag fisiche, ma di sicuro effetto comico. Da vedere assolutamente!!!

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