Il trittico d’oro di Renato Rascel: “Un paio d’ali”, “Enrico ’61”, “Il giorno della tartaruga”.

rascel e giovanna ralli
Renato Rascel, insieme alla celebre coppia di autori composta da Garinei & Giovannini, ha firmato i suoi massimi capolavori. Il trittico composto dalle commedie “Un paio d’ali”(1957), “Enrico ’61″(1961) e “Il giorno della tartaruga”(1964) rappresentano le vette della carriera artistica del grande attore romano. Tre commedie che descrivono con un pizzico di malinconia e tanto affetto i vizi e le virtù dell’italiano medio degli anni ’60; e che scavano negli anfratti più profondi della storia d’Italia, descrivendo perfettamente la società italiana del benessere economico. Da Giovanna Ralli a Delia Scala, in queste commedie, Rascel, è stato coadiuvato da attrici affascinanti e di eccelso livello interpretativo.

Con la geniale coppia di autori composta da Pietro Garinei e Sandro Giovannini, Renato Rascel ha interpretato e firmato i suoi massimi capolavori. Rascel era l’attore preferito da Garinei & Giovannini, vuoi per la sua classe interpretativa, vuoi per la sua estrema poliedricità, capace di spaziare dal comico al drammatico come nessun altro. A metà degli anni ’50 erano arrivati i primi grandi successi della loro collaborazione,le commedie musicali di “Attanasio, cavallo vanesio”, “Alvaro, piuttosto corsaro” “Tobia, candida spia”, fecero registrare il tutto esaurito, ed ebbero talmente tanto successo da essere replicati senza sosta nei teatri di tutta Italia per tre anni di fila, dal 1953 al 1955. I primi musical in stile Broadway della storia dello spettacolo italiano, in cui Rascel primeggia, mettendo in mostra tutte le sue versatili doti di attore di altissimo livello. Delle prime due commedie ne vennero fatte anche due omonime versioni cinematografiche che bissarono e confermarono il successo ottenuto nei teatri italiani. E tra il cinema e il teatro, la collaborazione con Garinei & Giovannini, continua anche negli anni successivi, anzi si arricchisce con l’introduzione di elementi da commedia all’italiana: la critica e la descrizione della società italiana del boom economico ( vedi “Un paio d’ali”“Il giorno della tartaruga”), fino a toccare il tema storico della rievocazione di cento anni di storia patria ( vedi “Enrico ’61”). Le tre commedie, non a caso soprannominate il “trittico d’oro di Rascel”, oltre a rappresentare le vette della carriera artistica dell’attore romano, rappresentano anche un ulteriore step culturale dato da Garinei & Giovannini alla commedia musicale. “Un paio d’ali”, va in scena per la prima volta nel settembre del 1957 e soltanto sei mesi dopo, dato il grande successo di pubblico, è già nelle sale cinematografiche con il titolo di “Come te movi te fulmino”, fedelissima versione dello spettacolo teatrale, ma che stranamente ( è il caso di dirlo), ha un titolo differente. Le altre due commedie, “Enrico ’61”“Il giorno della tartaruga” debuttano rispettivamente nel novembre del 1961 e nell’ottobre del 1964. Anche di queste commedie, ne esiste la preziosissima prova visiva, stavolta non ad opera del cinema, ma della televisione. Infatti di entrambe le commedie vennero realizzate le preziosissime riduzioni televisive, datate rispettivamente 1964 e 1966 e trasmesse sulla prima rete nazionale. E dal trasferimento dal grande al piccolo schermo, le commedie, a dir la verità ci hanno guadagnato. Infatti per le versioni televisive il vantaggio era quello di poter conservare la durata originale dell’opera stessa, e magari trasmetterla in più puntate. Così ad esempio, le tre ore e mezza di durata di “Enrico ’61”, sono state fedelmente rispettate dalla versione televisiva, come anche le due ore e mezza de “Il giorno della tartaruga”. Viceversa per “Come te movi te fulmino” alias “Un paio d’ali”, la riduzione dell’opera originale era necessaria per rispettare i canonici 90 minuti delle pellicole cinematografiche. Le versioni delle tre commedie sopravvissute ai giorni nostri, sono facilmente reperibili, soprattutto per quanto riguarda le due riduzioni televisive, perché sono state edite da un’importante collana su concessione delle teche Rai, che ne detengono i diritti.

garinei e giovannini
Pietro Garinei e Sandro Giovannini, gli autori che con Renato Rascel, hanno firmato commedie innovative, che sono stati capolavori assoluti del nostro spettacolo. Menti straordinarie e sceneggiatori di inventiva stratosferica, sono state due leggende del nostro spettacolo.

“Un paio d’ali” è una delle più famose commedie musicali firmate Garinei & Giovannini. Va in scena per la prima volta nel 1957, con Renato Rascel nella parte del protagonista ( il timido professore di italiano Enrico Tuzzi), affiancato da Mario Carotenuto e da una giovanissima Giovanna Ralli. Il debutto avviene al Teatro Lirico di Milano il 18 settembre del 1957, e lì rimane per due mesi di fila, riscuotendo il tutto esaurito ogni sera. Rascel è coadiuvato perfettamente sul set dall’affascinante e brava Giovanna Ralli e da Mario Carotenuto nel ruolo di Annibale, il padre della ragazza, a cui il professore deve dare lezioni di dizione. Insieme formano un trio divertente e ben assortito. Tanto fu il successo che la commedia ottenne in quei mesi, che ne viene subito progettata e girata a tempo di record la sua versione cinematografica, che bissa, seguendo la formula di “Attanasio cavallo vanesio”“Alvaro piuttosto corsaro”, il successo ottenuto in teatro. A Roma rimane in tabellone al Teatro Sistina per tre mesi di fila, riscuotendo sempre il tutto esaurito. La versione cinematografica, quasi inspiegabilmente, ha un titolo differente da quello della commedia originaria: intitolata inizialmente come lo spettacolo, “Un paio d’ali”, viene poi chiamata “Come te movi te fulmino”. La pellicola è girata a tempo di record e fa il suo debutto nei cinema il 12 marzo del 1958, meno di sei mesi dopo la prima a Teatro Lirico di Milano: un record assoluto, il film esce nelle sale mentre Rascel sta ancora terminando la sua lunga tournée in giro per l’Italia. Gli incassi del film toccano il mezzo miliardo di lire, cifra per l’epoca molto alta, e conferma in maniera quasi chirurgica, il successo che la commedia ottenne in teatro. Eppure, nonostante la velocità di realizzazione, e per questo affidata all’esperto Maestro Mario Mattoli, il film incontra non pochi intoppi e problemi per ottenere il visto censura. Infatti la pellicola è sottoposta ad una ferrea censura che non tollera le allusioni agli uomini politici. In una scena infatti, si fa riferimento ad un ministro della Pubblica Istruzione implicato in alcune scappatelle amorose, che non sarebbero state di buon esempio per i giovani spettatori. Anche grazie alle pressioni esercitate dai potenti produttori Angelo Rizzoli e Peppino Amato, nessuna modifica sostanziale verrà comunque operata nella versione definitiva. I due sono tra i produttori cinematografici più importanti dell’epoca, ragion per cui il film è insolitamente sfarzoso e girato senza economia di mezzi. Infarcito di citazioni poetiche in chiave comica e da qualche frecciata di satira sociale andata a buon fine, il film si regge tutto sulla vis-comica di Renato Rascel e sui suoi duetti, spesso terzetti, con Giovanna Ralli e Mario Carotenuto. Lo spunto della vicenda si impernia sulla figura di questo timido professore d’italiano, che tenta di istruire ai segreti del vocabolario una bella ragazza trasteverina di nome Giovanna, della quale è innamorato, figlia di un oste romano dal quale va sempre a cenare. Imparerà a sua volta che per avere successo nella vita al giorno d’oggi conta più un pò di faccia tosta che la conoscenza della grammatica. Renato riuscirà finalmente a mettere in riga i suoi studenti e soprattutto  riuscirà a trovare il coraggio di confessare il suo amore a Giovanna, e di chiedere al padre di lei il consenso per le nozze.

come te movi te fulmino
La locandina originale di “Come te movi te fulmino”(1958), la versione cinematografica della commedia “Un paio d’ali”, che aveva fatto sognare l’Italia l’anno precedente. Nella foto Renato Rascel e Giovanna Ralli, che sono i protagonisti di questa tenera storia d’amore.
rascel e ralli 2
Un’immagine di scena tratta dalla commedia teatrale “Un paio d’ali”, del 1957. Con Renato Rascel, la giovanissima Giovanna Ralli.

E poi, soltanto tre anni più tardi, l’affiatamento tra Garinei & Giovannini e Renato Rascel, raggiunge l’apoteosi con il loro capolavoro: “Enrico ’61”. Nel 1961 Garinei & Giovannini rendono omaggio ai cento anni dell’Unità d’Italia raccontando la vita e i ricordi di un cappellaio romano nato proprio il 17 marzo del 1861: l’annessione di Roma al Regno d’Italia, il periodo della Belle Epoque, la Prima guerra mondiale, l’avvento del Fascismo, la Seconda guerra mondiale, l’occupazione dei tedeschi, le leggi razziali, le camice nere, la liberazione, la ricostruzione e il benessere economico degli anni ’50 e dei primi anni ’60. Ma anche i ritmi che hanno accompagnato gli anni passati e quelli più recenti, dal tango al boogie woogie, dal charleston alla rumba. Il multiforme protagonista di questo straordinario spettacolo commemorativo è lui, Renato Rascel, che interpreta magistralmente tre ore e mezza di spettacolo, attraversando cento anni di storia italiana. “Enrico ’61” è in fin dei conti un “one man show” dell’attore romano, che è ben assistito dalla pletora di personaggi che interagiscono con lui: da Alberto Bonucci a Clelia Matania; da Gino Latilla a Ombretta De Carlo. “Enrico 61” debutta a Milano il 26 novembre del 1961 e registra fin da subito un trionfo senza precedenti, mai raggiunto da nessun altro spettacolo teatrale: oltre tre mesi di rappresentazione a Milano, quattro mesi di fila al Sistina di Roma; e perfino sei mesi di fila al Piccadilly Theatre di Londra. “Enrico 61”, deve però gran parte del successo alla forma smagliante di Renato Rascel, quì all’apice della sua carriera, e definito in quegli anni “il miglior attore dello spettacolo italiano”. L’opera è costruita sulle sue solide spalle, a discapito della sua modesta corporatura, sulla sua vis-comica, sulla sua vis-drammatica, sulla sua capacità di attore completo, insomma sulla sua incredibile poliedricità. Tanto fu il successo, che nel 1964 ne venne realizzata una versione televisiva, fedelissima all’originale, e trasmessa sulla prima rete nazionale divisa in tre puntate, il 27 agosto, il 3 settembre e il 10 settembre di quello stesso anno. Un film-tv di straordinario valore culturale, poiché è questa la versione che è sopravvissuta ai giorni nostri e che ci fa gustare inalterato lo spirito e la bellezza di questa grande opera. Lo spettacolo ha anche un che di innovativo, in pieno stile da Garinei & Giovannini, che hanno in Renato Rascel il loro attore preferito, anche lui romano verace come loro. Per la prima volta si notano in tv e in teatro innovazioni tecniche quasi cinematografiche per ovviare ai numerosi cambi di scena richiesti dalla storia: le scenografie cambiano in continuazione, merito dei tappeti rotanti e dell’effetto luce che fa passare da una stanza all’altra, da un’epoca all’altra, nell’arco di qualche secondo. Gli episodi storici poi, sono ben riassunti, e a volte forniscono il pretesto per alcune scene indispensabili ai fini della comprensione della trama, altre volte sono ripercorsi velocemente in situazioni di canto e balletto, il tutto con una tenerezza e un affetto che rimane ancora oggi irraggiungibile, per classe interpretativa e finezza del racconto scenico. Su tutti, spicca l’episodio che dura quasi 50 minuti (qui proposto) e che va dall’avvento delle prime squadriglie fasciste del 1921, alla liberazione del 4 giugno 1944, passando per tutti gli scempi della dittatura fascista. In questi tre quarti d’ora, la comicità di Renato Rascel, si colora di sfumature drammatiche e malinconiche, che solo un grande attore può interpretarle in questo modo così efficace; come altrettanto efficace risulta la cronistoria della dittatura fascista, raccontata con un pathòs sempre crescente da Alberto Bonucci, Gino Latilla e Luciano Melani. 50 minuti più esaudienti di un libro di storia. Capolavoro, da vedere assolutamente!!!

enrico '61
Renato Rascel in scena con Clelia Matania ed Alberto Bonucci nella rivista “Enrico ’61” del 1964. Un capolavoro di straordinaria fattura, un one man show di oltre tre ore con un Rascel memorabile.
enrico '61 2
La locandina originale di “Enrico ’61”, la più grande commedia teatrale di tutti i tempi.

“Italia 1964. Un quotidiano per 50 lire vi racconta che Giuseppe Berto ha vinto il Campiello, Federico Fellini l’Oscar, Sergio Leone ha vinto gli spaghetti western, la Fiat la 850, Aldo Moro il secondo centro-sinistra…e che Garinei & Giovannini con il loro Giorno della tartaruga hanno di nuovo vinto la loro battaglia teatrale riunendo due mostri sacri della risata, due beniamini di casa: Renato Rascel e Delia Scala.”

Applauditissimo da pubblico e critica, che ne sottolinea l’innovazione del linguaggio, e premiato da uno scrosciante successo di pubblico, “Il giorno della tartaruga” è l’ennesima fatica di Garinei & Giovannini, che ha il pregio di riunire due mostri sacri dello spettacolo italiano, Renato Rascel e Delia Scala. La nuova commedia musicale conquista tutti, e racconta di come sono difficili i due mestieri più antichi del mondo, quelli della moglie e del marito. Esempi di un ménage piccolo borghese, i due attori, che per la seconda volta insieme ( la prima era stata nel 1952 sul set del film “L’eroe sono io!”) formano una coppia perfetta per simpatia, stile, umorismo. Serpeggia perfino un’aria di malinconia in questo tran tran in cui ciascuno è libero di riconoscersi e parteggiare, ma è anche vero che si ride e si sorride spesso per gli stralunati intermezzi di Rascel e per le intemperanze creative della capricciosa Delia. Il titolo trae spunto da un’antica filastrocca presa ad esempio della difficoltà di vivere in due: “Lei pian piano arriva fino all’uscio, ma poi resta dentro al guscio, proprio come quelli che dicono: guarda che se esco da questa porta non mi rivedi più”. La struttura dello show è ardita e innovativa, andando su e giù nel tempo e nello spazio, inseguendo un ordine che non era quello tradizionale del musical, ma somigliava all’associazione analitica dei ricordi, a quelle illuminazioni del passato che ti prendono all’improvviso e sono come grumi di nostalgia. Un musical innovativo dunque, quasi straniato ( ci si rivolge spesso al pubblico), libero di abbattere le pareti del tempo per saltare nei flashback. Garinei & Giovannini ancora una volta, sono autori e registi cui non si può nascondere nulla, vanno nel profondo fingendo solo di far ridere, servendosi di due attori dal talento immenso come Rascel e Delia Scala. Il loro allestimento è uno dei più originali di sempre, con gli usi, cose e costumi dell’Italia di allora che entrano ed escono dalla scena: una vera e propria commedia all’italiana. Quelle così memorabilmente interpretate da Renato Rascel e da Delia Scala, sono scene e scenette di un matrimonio, simili a Casa Vianello e a tutte le diatribe coniugali della nostra commedia all’italiana, nel gusto del minimalismo delle piccole cose di ogni giorno, con i deliziosi termini come ancien régime o congiuntura, tipicamente anni ’60. La versione in circolazione oggi, che è la trasposizione televisiva dell’omonimo spettacolo, è quella trasmessa sulla prima rete nazionale il 7 agosto del 1966, ripresa integralmente durante una delle tante rappresentazioni al Teatro Sistina di Roma nel 1964.

il giorno della tartaruga 2
La locandina originale della commedia “Il giorno della tartaruga”(1964), interpretata da Renato Rascel e Delia Scala. Un’accoppiata vincente per un grandissimo successo di pubblico e critica.
rascel e delia scala 2
Renato Rascel e Delia Scala in un’affettuosa foto che li ritrae insieme. I due erano grandi amici anche nella vita di tutti i giorni, e il loro “Giorno della tartaruga”, rimane il primo esempio di ménage familiare in teatro e sul piccolo schermo.

Domenico Palattella

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...