Corto n.4: “Chi la fa l’aspetti”, da “Gli italiani e le donne”(1962), con Aldo Fabrizi e Ave Ninchi

“Gli italiani e le donne”(1962) è un film a episodi corale che vuole essere malandrino, ma nella spensieratezza tipica della produzione cinematografica italiana degli anni ’60, strappa ben più di un sorriso. Prodotto sull’onda di titoli di richiamo come “Le italiane e l’amore”(1961) e “Boccaccio ’70(1962), il film è molto pulito, lineare, aggraziato, ed innocentemente provocatorio- il senso del pudore, allora, era un’istituzione- e diverte grazie ad un cast composito e molto ben assortito. I cinque episodi, diretti tutti dalla mano sempre precisa di Marino Girolami, ha i suoi momenti migliori negli episodi con Walter Chiari, con la coppia Mondaini-Vianello, e soprattutto con Aldo Fabrizi, il vero special guest del film. Il suo episodio, dal titolo “Chi la fa l’aspetti”, è una spanna sopra gli altri, per la vis-comica devastante dell’attore romano, per la rinnovata accoppiata con Ave Ninchi, la moglie cinematografica per eccellenza dell’attore romano, e per la presenza di uno spirito da pochade francese, veramente molto esilarante. Nato da un’idea dello stesso Fabrizi, e sceneggiato da lui in persona, è la storia di un fruttarolo romano ( Fabrizi ), che per una serie di equivoci si trova solo in casa con la bella moglie ( Lia Zoppelli ), del suo amico macellaio ( Alberto Lupo ), ma che forse è stato proprio lui stesso tradito da sua moglie ( Ave Ninchi). Equivoci a non finire. Un episodio che si lascia davvero gustare: non scollacciato, nè sboccato, nè tanto meno volgare, insomma in pieno stile da commedia all’italiana anni ’60.

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