Il Maestro Pier Paolo Pasolini, emozionandoci, e non poco, ci fa vivere quella che è stata la vita di Gesù, servendosi del “Vangelo secondo Matteo”, fedele versione del racconto evangelico, dall’annunciazione alla Madonna, all’angelo che annuncia la resurrezione di Cristo. Pasolini restituisce la violenza, lo scandalo e la bellezza della parola di Gesù senza gli orpelli dell’iconografia tradizionale. Sceglie volti di non professionisti, gira tra i Sassi di Matera e gli aridi paesaggi delle Gravine di Massafra e Ginosa, e riesce a catturare, da laico, il mistero del sacro. Lo stile alterna la macchina da presa a mano che insegue il volto dei personaggi a composizioni memori della pittura quattrocentesca, la brutalità realistica ( gli indemoniati, il lebbroso, la crocifissione ), all’elegia estatica ( il battesimo, l’annuncio finale, qui proposto ). Bello ed emozionante come nessun film che sia mai stato trattato dai Vangeli, al di là delle intenzioni d’autore e delle polemiche che lo accompagnarono. Nel cinquantenario della sua uscita, la Chiesa Cattolica, lo ha ritenuto il miglior film sulla vita di Gesù, interpretato dall’allora sconosciuto attore spagnolo Enrique Irazoqui.