Il poker d’assi dell’investigazione televisiva italiana: Sheridan(Ubaldo Lay), Maigret(Gino Cervi), Nero Wolfe(Tino Buazzelli) e Montalbano(Luca Zingaretti)

il poker d'assi dell'investigazione televisiva
La quadrilogia dell’investigazione televisiva italiana: Ubaldo Lay è il Tenente Sheridan, Gino Cervi è uno splendido Maigret, Nero Wolfe è invece interpretato da Tino Buazzelli, e in ultimo, il Commissario Montalbano è memorabilmente interpretato da Luca Zingaretti. 50 anni di grandi gialli all’italiana.

La storia dell’investigazione all’italiana si è arricchita nel corso degli anni di Marescialli, Investigatori, Commissari e Brigadieri che sono entrati a far parte dell’immaginario collettivo in serie televisive dove molto più della storia contavano le caratterizzazioni dei personaggi rese con imparabile maestria da magistrali interpreti immortalati per sempre nel loro ruolo investigativo. Ubaldo Lay, Gino Cervi, Tino Buazzelli, Luca Zingaretti, nomi eccelsi di attori rimasti per sempre nella memoria del pubblico, a volte indissolubilmente legati al ruolo del loro personaggio. Quando poi, i cosiddetti “gialli all’italiana” sono stati tratti dalla letteratura, ebbene il quadro dell’investigazione all’italiana ha raggiunto risultati sublimi. Aldo Grasso, studioso, critico, scrittore e tuttologo della cultura nazionale, ha delineato, in seguito al successo televisivo delle avventure del commissario Montalbano, il poker d’assi dell’investigazione all’italiana: “Luca Zingaretti ha sovrapposto la sua fisionomia a quella del commissario Montalbano, che si avvia così a comporre a pieno titolo la quadrilogia dell’investigazione televisiva italiana, insieme con il Tenente Sheridan (Ubaldo Lay), il commissario Maigret (Gino Cervi) e Nero Wolfe (Tino Buazzelli)”.

zzz- i commissari della televisione italiana 5
Il leggendario commissario Maigret, interpretato dal grande Gino Cervi. La sua caratterizzazione del celebre commissario parigino, è stata ritenuta da tutti, forse la migliore interpretazione che sia mai realizzata, ciò anche a detta dell’autore George Simenon.

1. Il Tenente Sheridan (1959-1972) di Ubaldo Lay

E’ del 1959 la prima serie del Tenente Sheridan, con piccoli avvincenti gialli, girati per lo più in interni, e corredati di ultimo quesito finale rivolto al pubblico poco prima della soluzione finale. Interpretato dall’attore Ubaldo Lay, i casi investigativi del tenente Sheridan, capo della sezione omicidi della polizia di San Francisco, erano inseriti inizialmente all’interno di una trasmissione televisiva di prima serata, “Giallo club. Invito al poliziesco” trasmessa consecutivamente per tre stagioni, dal 1959 al 1961. Dalla metà degli anni ’60 sono stati realizzati, sullo stesso personaggio, dei film per la televisione scritti appositamente e inseriti in altre due miniserie: “Ritorna il tenente Sheridan”(1963), “Sheridan, squadra omicidi”(1967) e “Le donne del tenente Sheridan”(1965-1972). I telefilm venivano trasmessi su Rai 2 (al tempo, Secondo Programma), in puntata singola o in più puntate. La serie di quattro titoli Le donne del tenente Sheridan – con episodi che avevano per titolo il riferimento alla figura della Regina nelle carte da gioco – fu sviluppata fino al 1972 sempre a firma del duo Casacci-Ciambricco e con il contributo alla sceneggiatura del regista Anton Giulio Majano. Nei quattro episodi si respira forte l’influenza del Philiph Marlowe di Raymond Chandler e l’ultimo episodio, intitolato “La donna di fiori”, sancisce la morte definitiva del personaggio, colpito da una pallottola al cuore. Per il nome di questo personaggio – Ezechiele, o più familiarmente “Ezzy” – gli autori si ispirarono a quello di Ezechiele Lupo, personaggio dei fumetti della Disney; il cognome Sheridan corrispondeva invece al soprannome di uno degli autori stessi. La figura di Sheridan – che appariva quasi sempre avvolto in un impermeabile color ghiaccio e, a differenza di molti suoi colleghi hard boiled, a capo scoperto – era disegnata sui modi spicci ed improntati alla massima perspicacia intuitiva e investigativa, tipici di un detective tipo statunitense impegnato in una sezione investigativa di una grande città. Sotto questo aspetto risultava evidente una strizzata d’occhio – quasi una commistione – sia allo stile dettato da Philip Marlowe, il detective uscito dalla penna di Raymond Chandler, sia all’acume indagatorio di Nero Wolfe, il pachidermico investigatore ideato da Rex Stout e, anche, del Maigret di Georges Simenon. L’investigatore poteva contare su un nucleo di collaboratori, personaggi fissi della serie, interpretati da noti attori provenienti spesso dal teatro o dal cinema, come ad esempio Carlo Alighiero, nei panni del Sergente Steve Howard, e Sandro Moretti, in quelli dell’agente Mills. Su tutti, ovviamente, spiccava l’interpretazione di Ubaldo Lay, che avvolto nel classico impermeabile bianco, riusciva a tenere milioni di italiani incollati davanti al teleschermo. Caratteristi di grande bravura, Lay deve però, la sua fama d’attore, proprio a questo curioso detective italo-americano, tanto che scambiato per un poliziotto vero, veniva fermato per la strada, nei negozi, all’aeroporto per risolvere piccoli gialli nostrani. Fu un vero e proprio fenomeno di massa. A rotazione, i ruoli degli altri protagonisti di ogni puntata venivano interpretati da attori al tempo molto conosciuti – come Roldano Lupi – che con la loro partecipazione testimoniarono la crescita di popolarità della serie. Parte dei telefilm della serie iniziata nel 1967 erano girati, a differenza dei primi, anche in esterni, utilizzando talvolta location suggestive come, ad esempio, Baia Domizia dove, nel 1969 fu girato l’episodio La donna di cuori. A fianco di Lay in quella circostanza erano Amedeo Nazzari e Sandra Mondaini. Il tenente Sheridan nel 1960 fu anche protagonista di un film “Chiamate 22-22 Tenente Sheridan”, diretto da Giorgio Bianchi, realizzato per le sale cinematografiche sulla falsariga dei popolarissimi telefilm-quiz di quegli anni, e fu prestato poi alla pubblicità per una serie di Carosello per una marca di aperitivo.

zzz- i commissari della televisione italiana 6
Grazie all’interpretazione precisa e garbata di Ubaldo Lay, il personaggio di Sheridan, nato all’interno del programma televisivo “Giallo club. Invito al poliziesco”, ha avuto modo di farsi conoscere ed apprezzare dal grande pubblico televisivo.

2. Il commissario Maigret(1964-1972) di Gino Cervi

Quasi contemporaneamente al mitico Tenente Sheridan, cavalca l’avventura televisiva un altro indimenticabile eroe, il Commissario Maigret interpretato da Gino Cervi, affiancato da Andreina Paganini. Una serie ininterrotta che furoreggiò sugli schermi negli anni compresi tra il 1964 e il 1972, soprattutto grazie alla magistrale interpretazione degli attori, entrati nella storia del Giallo e nel cuore della gente, toccando picchi di ascolto da record per l’epoca, tra i 14 e i 19 milioni di telespettatori a puntata. Sedici episodi tratti dai romanzi di Georges Simenon per questo poliziotto di provincia, caratterizzato da tratti umanissimi: la camminata placida, il modo contadino di affrontare la vita, l’antica saggezza popolare, e i normalissimi vizi della gente comune, mangiare, bere e fumare. Ma al di là della forte presa sul pubblico esercitata dal personaggio Maigret, l’elemento veramente trascinante della versione italiana del celebre commissario parigino, è la presenza di un fuoriclasse del cinema come Gino Cervi. Il suo carisma, unito alla sua fama di grande attore, conquista il pubblico di tutte le età. Al fianco della storica compagna d’arte Andreina Pagnani, tratteggia con arguzia e bonarietà il celeberrimo personaggio del commissario parigino dal fiuto infallibile, amante della casa e della buona cucina. Lo stesso Simenon considererà quella di Cervi tra le migliori interpretazioni del personaggio di Maigret. La serie interpretata da Gino Cervi, che conterà alla fine più di 16 film-tv e un film per il cinema, ottenne uno strepitoso successo di pubblico, anche grazie alla caratterizzazione assai personale e riuscita dell’attore bolognese, capace di tenere incollati davanti allo schermo l’Italia intera per otto anni di fila. Tra gli interpreti non francesi del commissario Maigret, Gino Cervi merita senza dubbio il posto d’onore, protagonista di tutti gli episodi realizzati dalla Rai e dell’unico film italiano destinato al grande schermo, “Maigret a Pigalle”(1967) il quale avrà un grande successo di pubblico in sala. Quando si cala nei panni del commissario, Cervi ha 63 anni, ma bastano pochi ritocchi al colore dei capelli e dei baffi per rendere del tutto credibile la scelta. L’attore ha il physique du ròle, il suo accento bolognese evoca in qualche modo la provincia gaudente da cui proviene il Maigret letterario, il suo fare burbero e allo stesso tempo pieno di calore umano conferma l’assoluta identità tra l’interprete e il personaggio conosciuto attraverso le pagine dei gialli Mondadori. Persino Simenon riconobbe che Cervi era perfetto nei panni del suo commissario ed era stata una scelta molto azzeccata. Le produzioni televisive italiane risalgono agli anni ’60 e ’70. Tutte dirette da Mario Landi, comprendono “Le inchieste del commissario Maigret”(1964-65), “Le nuove inchieste del commissario Maigret”(1966) e “Le nuove inchieste del commissario Maigret/ seconda serie”(1968/72).Oltre a Cervi vi è un’altra presenza insostituibile, quella di Andreina Pagnani nel ruolo della pazientissima Madame Louis, moglie del commissario. Attori straordinari parteciparono a questa serie televisiva passata alla storia, come Gian Maria Volontè, Loretta Goggi, Annamaria Mazzamauro, Ugo Pagliai, Oreste Lionello, mentre alcuni episodi videro come regista proprio quell’Andrea Camilleri che diventerà poi l’autore di Montalbano, e che dunque dimostrerà di aver imparato appieno l’arte di scrivere e poi sceneggiare gialli intelligenti e di successo.

zzz- i commissari della televisione italiana 7
Storica partner artistica di Gino Cervi, la grande Andreina Pagnani, nella serie delle avventure del commissario Maigret, interpreta la pazientissima moglie Madame Louis, l’unica che sa come prendere il burbero commissario Maigret.

3. Il Nero Wolfe(1969-1971) di Tino Buazzelli

Nero Wolfe è stata una serie televisiva italiana girata in forma di sceneggiato televisivo, prodotta dalla RAI e trasmessa fra il 1969 ed il 1971 sul Programma Nazionale. Dedicata a Nero Wolfe, personaggio letterario nato dalla penna dello scrittore Rex Stout, e quasi completamente girata in studio, era articolata in dieci telefilm di circa due ore. Ad interpretarla furono chiamati noti attori. Nei ruoli dei principali personaggi: Tino Buazzelli, nei panni dell’investigatore di origine montenegrina, Paolo Ferrari, in quelli dell’assistente Archie Goodwin e Pupo De Luca, come Fritz Brenner, cuoco di casa Wolfe. Ancora una volta, l’elemento assolutamente fondamentale per il successo della serie, è la completa immedesimazione tra il personaggio protagonista e l’attore che lo interpreta. Tino Buazzelli,  considerato tra i migliori interpreti brechtiani del ‘900, e dotato di una dizione perfetta e inconfondibile e di un timbro di voce caldo e armonioso, è assolutamente perfetto nei panni del pachidermico e geniale investigatore montenegrino. Formidabile è la sua interpretazione di Nero Wolfe, aiutato anche da una stazza, assolutamente somigliante al personaggio originale, abitudinario, geniale e statico, amante della buona tavola, fanatico delle orchidee e della buona conversazione. L’interpretazione di Buazzelli, quì all’apice della popolarità, conquista il pubblico nella serie dei 10 film-tv trasmessi tra il 1969 e il 1971.  Lo sceneggiato raggiunse 19 milioni di spettatori di media a puntata, superando persino il Commissario Maigret interpretato da Gino Cervi. Altri interpreti ricorrenti nella serie erano Renzo Palmer, nelle vesti dell’Ispettore Cramer e gli attori che impersonavano il gruppo di investigatori privati occasionalmente al servizio di Wolfe: Mario Righetti (Orrie Carter), Roberto Pistone (Saul Panzer) e Gianfranco Varetto (Fred Durkin). In ogni episodio – girato in bianco e nero – la distribuzione del cast era completata da diversi attori ospiti (per lo più interpreti di teatro) che impersonavano i personaggi al centro della vicenda. La regia dei telefilm – che ebbero un successo di critica e di pubblico – era di Giuliana Berlinguer (autrice anche di un paio delle riduzioni dai romanzi gialli di Stout portate sul piccolo schermo), mentre diversi autori furono chiamati ad elaborare la sceneggiatura dei diversi episodi. Gli episodi erano suddivisi in due puntate, eccetto l’ultimo, più breve (70 min.), composto da un’unica puntata. Nel corso di un’intervista televisiva, Paolo Ferrari( co-protagonista della serie nei panni dell’assistente Goodwin) ha affermato che Rex Stout, l’autore di Nero Wolfe, era stato notevolmente soddisfatto dalla riuscita del programma, indicandolo come esemplare, specie se paragonato alle produzioni americane sul medesimo soggetto.

zzz- i commissari della televisione italiana 8
A Tino Buazzelli i panni di Nero Wolfe calzano proprio a pennello, così come a Paolo Ferrari calzano a pennello, quelli dell’assistente Archie Goodwin, co-protagonista della serie.

4. Il commissario Montalbano(1999-in corso) di Luca Zingaretti

Il fenomeno dell’investigazione all’italiana si arricchisce a fine anni ’90, di un’altro personaggio memorabile, stavolta nato dalla sagace e pungente penna di Andrea Camilleri, ovvero il commissario Montalbano. La serie televisiva, nata nel 1999, e arrivata ormai a 10 serie e 28 film-tv, racconta le vicende di Salvo Montalbano ( uno strepitoso Luca Zingaretti), commissario di polizia nell’immaginaria cittadina siciliana di Vigata, e della sua squadra investigativa: il suo vice Mimì Augello ( Cesare Bocci), don Giovanni con la fissa delle belle donne; il timido, ma preciso ispettore Fazio ( Peppino Mazzotta), il goffo agente Agostino Catarella ( Angelo Russo). Il commissario è inoltre fidanzato da sempre con Livia,  con la quale ha un rapporto talvolta burrascoso, ma nel quale prevale sempre l’amore. Dato il grande successo di pubblico dei romanzi con protagonista il commissario siciliano Salvo Montalbano, la Rai dal 1999 ha prodotto insieme alla televisione pubblica svedese Sveriges Television alcuni riadattamenti televisivi di gran parte dei romanzi e dei racconti che lo vedono protagonista. D’altronde lo stesso Camilleri fu un celebre sceneggiatore televisivo, e non ha mai negato che i suoi romanzi avessero una struttura ottima per la trasposizione sul piccolo schermo. Ogni episodio della serie televisiva riprende – abbastanza fedelmente – la trama delle opere, in alcuni casi unendo più racconti brevi. Il successo, quasi inaspettato, fu qualcosa di incredibile, tanto che “Il commissario Montalbano”, è ormai un’istituzione del palinsesto di Rai Uno. Ascolti sempre altissimi e pubblico sempre incollato alla tv, sia che si tratti di prime visioni, sia che si tratti di repliche. Nonostante sia una serie TV, ogni episodio è di fatto girato come un film TV a sé stante, legati gli uni agli altri da una labile trama orizzontale. La regia della serie è stata curata fin da principio da Alberto Sironi, che ha effettuato le riprese in gran parte nella provincia di Ragusa. Il protagonista è interpretato magistralmente da Luca Zingaretti, il quale ha dovuto adeguare la sua parlata al siciliano essendo di origine romana (tra l’altro, è da ricordare che Camilleri era stato docente dell’attore capitolino quando quest’ultimo frequentò l’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico). Come arrivò Luca Zingaretti a interpretare il personaggio che ha segnato in positivo, e in maniera indelebile la sua carriera? Lo racconta lui stesso in una bella intervista a Repubblica pubblicata nel 2002: “Camilleri era stato un mio professore in Accademia. E i suoi libri su Montalbano mi erano piaciuti. Avevo perfino provato a comprare i diritti. Quando seppi che lo portavano in tv, chiesi di fare il provino. Fui scelto. Telefonai subito a Camilleri: ‘Non ti avevo detto niente’, gli dissi, ‘ma ora che ho avuto la parte me la faccio sotto’. Sapevo come volevo fosse Montalbano, ma non sapevo come arrivare a quel risultato”. Se Il Commissario Montalbano ha conquistato il pubblico italiano molto lo si deve ai personaggi che accompagnano il commissario, veri e propri co-protagonisti della serie. Tra questi da ricordare sono Mimì Augello (Cesare Bocci), il vice di Montalbano noto per il suo debole per le donne di Vigata, e Giuseppe Fazio (Peppino Mazzotta), ispettore preciso e puntuale, sempre al fianco del commissario interpretato da Zingaretti. Indimenticabile poi Agatino Catarella, agente decisamente sui generis, a cui dà il volto Angelo Russo. Per tutti quanti, l’esperienza sui set delle avventure del commissario Montalbano, è stato anche un trampolino di lancio per arrivare al grande successo e alla fama, decisamente meritati. All’enorme successo della serie, attualmente ancora in corso, ha di certo contribuito l’ambientazione del sud della Sicilia, quella terra affascinante, tra le province di Ragusa e Agrigento, piena di colori, di arte barocca e di sana vitalità. Montalbano, è infine, il marchio Rai, più venduto all’estero: la serie tv è infatti stata venduta in tutto il mondo, dagli Stati Uniti ai paesi dell’est Europa, passando per l’America latina, la Russia e il Regno Unito.

zzz- i commissari della televisione italiana 9
Luca Zingaretti, memorabile nei panni del commissario Montalbano, indossati in maniera continua dal 1999 a tutt’oggi, diviso in 10 serie e 28 film-tv. Il personaggio della vita, senza dubbio, dato anche l’enorme successo e la grande popolarità di questo personaggio che ha conquistato il pubblico di tutta l’Italia e di tutte le età.
zzz- i commissari della televisione italiana 10
Gli altri protagonisti della serie delle avventure del commissario Montalbano, ideate dalla sagace penna di Andrea Camilleri. Insieme a Luca Zingaretti/Montalbano, abbiamo il pasticcione agente Catarella (Angelo Russo), l’ispettore Fazio, interpretato da Peppino Mazzotta; e Cesare Bocci, che veste i panni del vice-commissario Mimì Augello.

Domenico Palattella

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...