“Un militare e mezzo”(1960), di Steno. Con Aldo Fabrizi e Renato Rascel. La scena del piatto di spaghetti.

“Un militare e mezzo”(1960) è il primo incrocio importante tra due personaggi amatissimi dal pubblico, che proprio dal decennio degli anni ’60 cominceranno a prendere le distanze dal cinema e a guardare con sempre maggiore curiosità al nuovo medium, la televisione. Il film, girato a cavallo dei due decenni, tra il dicembre 1959 e il gennaio 1960, è il primo del nuovo decennio per i due grandi attori romani: stiamo parlando di Aldo Fabrizi e di Renato Rascel, grandi amici nella vita, da almeno trent’anni. La pellicola ottiene un grande consenso nelle sale, e si basa sul filone di quelle commedie all’italiana che traggono spunto dalle tematiche militari, che andavano di moda in quel periodo. E’ la storia di un emigrante italiano ( Renato Rascel ), che torna in Italia dall’America dopo trent’anni, per pubblicizzare un miracoloso prodotto digestivo, quì dato che è renitente militare, nonostante l’età deve prestare servizio militare. In caserma incontra il severo maresciallo Rossi ( Aldo Fabrizi ), con il quale avrà parecchi ed esilaranti contrasti. E’ proprio quando sono in scena insieme, i due “assi della risata”, danno il meglio di sè: esilarante infatti, lo scambio mimico fra Rascel e Fabrizi in molte scene “improvvisate”. Equivoci, gag a ripetizione, scene da antologia della risata: “Un militare e mezzo” è un piccolo gioiello della nostra cinematografia comica tutta da gustare. La scena quì presenta, anche se ha solo Aldo Fabrizi protagonista, è quella più memorabile del film: l’epico duello tra Fabrizi e un bel piatto di spaghetti. Fabrizi/ Maresciallo Rossi cerca di resistere, perché è in servizio, ma ad un certo punto crolla, e si mangia la pastasciutta in un sol boccone. Una scena rimasta davvero nella memoria collettiva, poi c’è da ricordare come Fabrizi, sia sempre stato un amante di tutta la buona tavola ovviamente, ma in particolare della pastasciutta, alla quale ha dedicato un libro di poesie in versi. Uno sketch, è proprio il caso di dirlo, da “gustare”.

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