“I quattro monaci”(1962)- il poker d’assi della risata: Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo, Macario e Nino Taranto.

Divertentissima pellicola vispa e naìf, “I quattro monaci”(1962) è una delle commedie brillanti più esilaranti degli anni ’60. D’altronde il “poker d’assi” di protagonisti è stellare, ed è quanto di meglio il cinema italiano ha saputo offrire: e quanta roba! Aldo Fabrizi, Peppino De Filippo, Nino Taranto e Macario nei panni rispettivamente di Frà Crispino, Frà Giocondo, Frà Gaudenzio e Frà Martino, trainano una pellicola che diverte con spensieratezza dal primo all’ultimo minuto. Il regista è Carlo Ludovico Bragaglia, che dirige il film con la consueta competenza e gestisce al meglio i tempi comici e la compresenza dei quattro leoni del palcoscenico, che invece di alternarsi davanti alla macchina da presa vivono le loro avventure perennemente e pericolosamente insieme. Un bella lezione di misura e di collaborazione comica per tempi, come i nostri, in cui spesso i film comici di cassetta non sono che vetrine per commedianti vanitosi, magari di estrazione televisiva, che si concedono col bilancino e non rischiano più di una scenetta in tandem, diciamo quella finale. “I quattro monaci” è un film fresco e pimpante, per famiglie e per cultori di una comicità popolare ma non volgare, che il tempo non ha inficiato. La pellicola è vagamente ispirata ad un fatto vero, accaduto qualche mese prima nel paesello siciliano di Mazzarino, in provincia di Caltanissetta. L’ operazione riuscì splendidamente, tanto dal punto di vista commerciale, per via di tutti quei nomi di richiamo; che da quello prettamente artistico, che anche se registra la solita negativa presa di posizione della critica, registra un ottimo affiatamento di squadra, tra i quattro grandi mattatori dello spettacolo, che poi erano anche molto amici nella vita di tutti i giorni. Infatti, è molto difficile non divertirsi quando sono in scena tutt’e quattro i protagonisti, e cioè quasi sempre. La pellicola fu girata in meno di un mese, da vero “instant movie”, per approfittare dell’eco suscitato in Italia dalla vicenda dei frati di Mazzarino. I quali, diversamente da quelli del film, erano frati veri, accusati di essere i capi mafia del paese e di avere compiuto una serie impressionante di estorsioni e delitti. La scena più divertente è quella della tentata fuga dal convento (qui proposta) cui sono ospitati i quattro protagonisti, che poi decideranno di rimanerci, per mettere in atto i loro piccoli ricatti alla gente del luogo per estorcere loro vettovaglie e piccole somme di denaro. Si ride!

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