Carlo Verdone e Antonio Albanese nel film “L’abbiamo fatta grossa”(2016)

Carlo Verdone e Antonio Albanese, attori brillanti di “rango” superiore, per la prima volta insieme, pescano abbondantemente nel proprio repertorio personale fatto per entrambi di maschere tragicomiche che tanto ci hanno dato in passato, e costruiscono una commedia venata da uno stile malinconico che giova al film. Il lavoro registico imponente di Verdone, che lima pazientemente situazioni e battute alla ricerca dei ritmi, dei tempi, degli incastri giusti con il profilo e lo stile del coprotagonista, riesce a legare perfettamente la sua comicità “realista”, con quella funambolica, fisica e surreale di Albanese. Carlo è un detective privato tanto malridotto da vivere con la vecchia zia un po’ picchiatella. Antonio (in realtà il personaggio si chiama Yuri Pelagatti, e l’altro Arturo Merlino) invece è un attore forse dotato ma tanto abbattuto dall’abbandono della moglie da non ricordare più una battuta e di conseguenza ridotto al lastrico. L’incontro avviene perché quest’ultimo pretende di far pedinare l’ex moglie per dimostrarne, inutilmente, l’infedeltà.  S’incontrano perché Yuri assume Arturo per avere prove dell’infedeltà della moglie e si trovano fra le mani una valigetta con un milione di euro, inanellando una serie di avventure a dir poco rocambolesche fra maldestri travestimenti e scambi di persona, fughe e inseguimenti. Ci sono momenti esilaranti (tutta la sequenza nel solarium) e si ride parecchio, anche se il film, per la verità, manca un po’ di ritmo. Riuscita appare invece, la vena malinconica che avvolge questa commedia vecchio stampo, tutta giocata sugli equivoci e sulla goffaggine dei due protagonisti. Si punta molto sulla coppia degli interpreti, che si compensano bene. Verdone e Albanese sono accomunati da una malinconia sottile – e umanissima – che è uno degli indubbi tratti distintivi del film, e i loro personaggi hanno la faccia onesta e sincera, oltre che l’ingenuità, di due perfetti antieroi. Negli ultimi venti minuti il film però, decolla: diventa una satira dolente e assai politica dell’Italia di oggi, in cui le brave persone si muovono con difficoltà sempre crescenti. Il film si conclude con un gesto liberatorio: sberleffo sonoro nei confronti del «sistema» cui i due protagonisti, Yuri e Arturo, non esitano a ricorrere. Una pernacchia nei confronti del politico-ladro che li ha fatti finire dietro le sbarre ma anche di tutto ciò che esso rappresenta. Un film da vedere, che si erge dalla mediocrità dilagante del cinema attuale.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...