Le copertine e le contro-copertine dell’epoca della Dolce Vita

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La Dolce Vita italiana attraverso le copertine delle riviste dell’epoca: Novella 2000, Epoca, Le ore, Tempo, la Settimana Incom e all’estero la rivista Cosmopolitan. In copertina la protagonista è lei: la diva italiana, da Gina Lollobrigida a Sophia Loren, passando per Elsa Martinelli o Lucia Bosè. Le uniche eccezioni maschili sono concesse a Marcello Mastroianni o a Walter Chiari, a testimonianza di come venga privilegiata, nella scelta, non tanto e non solo la popolarità del personaggio, quanto la bellezza tout court.

• INTRODUZIONE

L’Italia si risolleva dalla guerra, si appassiona alla televisione, frequenta assiduamente il cinema, scopre un nuovo immaginario cui attingere per formulare i propri sogni di vita, consumo e realizzazione. Gli anni ’50 si aprono nel segno di una rinnovata voglia di vivere, che il cinema alimenta con la commedia all’italiana; vicende in cui le persone si rispecchiano o che stimolano a disegnare tracciati per nuove prospettive di vita. E’ il tempo della rinascita di Cinecittà, che vive ora, tra il 1950 e la metà degli anni ’60, il suo boom. Economico, produttivo, narrativo e mitologico. Le storie che appassionano, infatti, non sono solo quelle in celluloide. La città del cinema è profondamente radicata nella città che la contiene, Roma, che a breve si presta a diventare un grande palcoscenico in cui vengono messi in scena la ricchezza, il lusso, i capricci dei divi e delle dive. Nascono nuove celebrità e, con esse, la curiosità di svelare i segreti della loro vita privata e i retroscena delle pellicole di cui sono protagonisti. La Dolce Vita romana sembra un filone inesauribile cui i settimanali attingono in abbondanza, alla ricerca di spunti sempre nuovi da trasformare in notizia. La vivacità dei settimanali a rotocalco, nel raccontare l’Italia della Dolce Vita, testimonia la capacità di essi, di creare una sorta di febbre collettiva per la Dolce Vita stessa, espletandola attraverso le immagini, tra vizi e licenziosità, vita notturna e café-society, in un’inestricabile gomitolo di rimandi, citazioni e racconti in cui rintracciare tutti i fili che connotano la vita mondana della capitale sul Tevere.

• DIVI DA PRIMA PAGINA

In copertina, la protagonista è lei: la diva. In posa per la rivista, di solito in primo o primissimo piano oppure, in alternativa, a mezzobusto. I personaggi maschili sono molto rari. Le uniche eccezioni sono concesse ai latin lovers, come Marcello Mastroianni, Walter Chiari o Gregory Peck, a testimonianza di come venga privilegiata, nella scelta, non tanto e non solo la popolarità del personaggio ( abbastanza rare, per esempio, le copertine dedicate a Fellini, sebbene sia un grande protagonista di questi anni ) quanto la bellezza tout court. La bellezza, infatti, vende. E l’Italia, in questi anni, di bellezza ne produce e ne esporta moltissima. Ancora di più se le nostre bellezze sono vittime di qualche scoop, sorprese in un momento particolare, magari privato, su cui è facile costruire una notizia piccante, non raramente priva di contenuti veritieri. I fotografi vanno a caccia di foto incriminanti e i giornali fanno a gara per averle. I settimanali popolari, infatti, contano su un pubblico in larga parte femminile, interessato alle notizie di cronaca rosa e interlocutore privilegiato del gossip. La più “copertinata”, in assoluto sarà Gina Lollobrigida, la “diva” italiana per eccellenza, tanto amata dagli italiani quanto dagli americani. Raggiunge l’apice della celebrità con il personaggio della Bersagliera in Pane, amore e fantasia, in cui recita a fianco di Vittorio De Sica. E’ il 1953 e il film, che segna l’inizio della commedia all’italiana, incassa la cifra esorbitante di un miliardo e mezzo di lire. Da quell’anno in poi, la Lollo è su tutte le copertine dei nostri rotocalchi e di “Epoca”, in particolare, che la elegge a protagonista assoluta del maggior numero di prime pagine, tra il ’53 e il ’54. Nei primi tempi, il personaggio pubblico si identifica con il personaggio cinematografico, quello della Bersagliera. Tanto che le prime copertine dopo il film, in particolare, la ritraggono acqua e sapone, spettinata, dotata di una sensualità esuberante ma semplice, quasi imprigionata nel ruolo grazie al quale ha ottenuto un Nastro d’argento come miglior attrice. Crescendo la notorietà, tuttavia, il personaggio, passa in secondo piano e si comincia a scavare nella vita della diva, ormai di fama mondiale, che diventa modello di eleganza e di bel vivere. Mentre viaggia per il mondo, acclamata e ricevuta con accoglienze trionfali, nelle foto scompaiono i capelli in disordine e cominciano a comparire pose sofisticate, tra gioielli e abiti firmati. In breve, Gina diventa una diva. La sua immagine sembra essere accuratamente studiata e subisce una trasformazione che va di pari passo con la fama crescente. “Epoca” la dichiara donna dell’anno e, oltre alle copertine, le dedica una lunga serie di puntate che ne raccontano la vita, la carriera e le vicende sentimentali. Tuttavia, dalla metà degli anni ’50, la leadership della Lollo, come regina delle copertine, viene insidiata dall’emergente Sophia Loren, l’unica in grado di sottrarle spazio e copertine. Sophia, infatti, non è da meno. Più giovane della Lollobrigida, è considerata l’unica a poter eguagliare la sua popolarità, minacciandone la sua egemonia mediatica e sottraendole occasioni professionali. Nel 1955, la rimpiazza nel ruolo di protagonista in Pane, amore e… Nonostante sia il terzo film di una serie la cui vitalità di contenuti è tutta sulle spalle dell’eterno Vittorio De Sica, segna un punto a favore di Sophia che, nello stesso anno, succede a Gina come attrice dell’anno di “Epoca”. Gli italiani a giudicare da quello che la stampa offre loro, sembrano pronti ad alternare l’amore per la Bersagliera a quello per la Ciociara. E poi ci sono tutte le altre. C’è Audrey Hepburn, che con il suo fascino discreto e l’eleganza innata conquista il pubblico malgrado la sua magrezza contraddica il modello dominante della maggiorata. Non è ritratta mai in pose da diva, ma piuttosto in atteggiamenti di grande vitalità o in scatti rubati alla vita reale o sulle scene dei suoi film. Come le foto sul set di Colazione da Tiffany, che fruttano a “L’europeo” una copertina inedita in cui Audrey è sorpresa alle spalle da un fotografo, durante una pausa dalle riprese, con i capelli acconciati alla meglio con delle mollette. Di contro c’è Anita Ekberg, la svedese preferita dagli italiani, una forza della natura spontanea e prorompente, quasi sempre ritratta a mezzo busto per mettere in risalto quel che più solletica le fantasie del pubblico maschile. E poi ancora non ci si può scordare di Silvana Mangano, la diva italiana più elegante e sofisticata, forse la più completa, la diva che unisce le forme prosperose della Loren e della Lollobrigida, con l’estrema eleganza, quasi principesca, della Hepburn. E infine ci sono le grandi star, ricercatissime dai settimanali, e le stelline, in gara per le rimanenti copertine. Da Ava Gardner, per restare alle straniere, fino alle bellezze inusuali come Claudia Cardinale ed Elsa Martinelli, che nell’epoca d’oro delle maggiorate ricorda la grazia della Hepburn, con il suo fisico longilineo in controtendenza rispetto ai modelli estetici allora dominanti. E i divi? Ampio spazio ha Walter Chiari, con i suoi folli amori che solleticano la curiosità dei lettori e delle lettrici: il matrimonio mancato con Lucia Bosè, il pazzo amore per la diva americana Ava Gardner, quello con Elsa Martinelli che fa sognare l’Italia intera, o ancora il breve flirt con Anita Ekberg; come ampio spazio ha anche Marcello Mastroianni, sul quale si chiacchiera soprattutto perché in seguito al successo de “La Dolce Vita, è diventato in un sol colpo, sia il simbolo di un’epoca, sia il divo italiano più acclamato all’estero, specialmente in America. In ultimo è da evidenziare, come comunque, ai divi maschili venissero spesso affidate le cosiddette “quarte di copertina”, chiamate anche controcopertine, in pratica una seconda vetrina sui contenuti del numero.

• LA REGINA DELLE COPERTINE

Gina Lollobrigida è la diva con il maggior numero di copertine negli anni della Dolce Vita. In particolare, è il soggetto preferito di “Epoca”, che gliene dedica numerose, con un aumento della frequenza dal 1953, dopo il successo di Pane, amore e fantasia, con il personaggio della Bersagliera, accanto a Vittorio De Sica. L’anno successivo il settimanale le dedica anche il ciclo di articoli Tutta la vita di Gina Lollobrigida. “La settimana Incom” la elegge “la donna del 1954”“Quest’anno la sua popolarità è aumentata a dismisura; Gina ha visitato sei dei più importanti Paesi del mondo e dappertutto ha avuto accoglienze trionfali. Eisenhower ha voluto conoscerla, la Regina Elisabetta ha cenato con lei, Peròn le ha regalato la sua fotografia con dedica affettuosa”. In copertina finisce anche la sua vita privata, soprattutto quando il matrimonio con Milko Skofic è “prossimo al naufragio”( “Gente”, 3 novembre 1963 ). Il titolo a grandi caratteri non lascia margini di interpretazione: Sette giorni di bufera per Gina e Milko.

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• LE ALTRE

Il “dominio” mediatico della Lollo è turbato dall’arrivo di Sophia Loren; più giovane, più alta, più formosa. Dal 1955 la Loren le sottrae spazi e copertine, ma è solo negli anni ’60 che conquista una maturità professionale, oltre che fisica, e si afferma come diva internazionale. “Epoca” del 29 novembre 1965 ne disegna un bel primo piano durante le vicende legali che pendono su lei e su Carlo Ponti: Processo a Sophia Loren. Foto e titoli hanno pari peso, e occupano l’intero spazio della pagina. Altra grande protagonista di questi anni è Audrey Hepburn ( qui sotto in una copertina di “Epoca” del 28 ottobre 1956 ), il cui fascino è in controtendenza rispetto al modello estetico dominante della maggiorata, che trova la sua apoteosi nelle rotondità di Anita Ekberg o in quelle di Silvana Pampanini, la prima tra le nostre maggiorate ( sotto, “Le ore” del 25 dicembre 1954 ). Elsa Martinelli e Rossana Podestà, invece, sposando rispettivamente un conte ( Franco Mancinelli Scotti ) e un regista ( Marco Vicario ) confermano l’assidua frequentazione tra attori e nobiltà romana nel periodo della Dolce Vita, nonché un topos ricorrente, quello dell’attrice che sposa il regista o il produttore. Infine, due attrici che segnano i primordi e lo zenith della Dolce Vita: Silvana Mangano, rivale della Lollobrigida prima dell’arrivo di Sophia, qui protagonista del primo fototesto a colori di “Tempo” e Lucia Bosè ( qui sotto, “L’europeo” del 14 maggio 1961 ). Ma c’è anche una copertina di “Life” dell’11 aprile 1960, che ritrae Silvana Mangano, la diva più elegante del cinema italiano, mentre quasi con i seni di fuori e i capelli legati, è immersa dentro un paradisiaco lago.

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• I DIVI DA COPERTINA

Sulle riviste italiane, gli unici divi maschili ad aver diritto alle copertine, sia pure spesso relegati nella quarta di copertina, ovvero la contro-copertina, sono Marcello Mastroianni, Walter Chiari e Gregory Peck. Mastroianni appare ad esempio, nel 1961, con un bel primo piano su “Novella 2000”, mentre è intento a fumare una sigaretta, dimostrando di essere un accanito fumatore; oppure, ormai affermato, desiderato, ricercato, appare nella quarta di copertina di “Gente” dell’8 marzo 1963. Il titolo in alto recita: Mastroianni, perché piaccio alle donne, cedendo al consueto vezzo di mostrarsi in pose curiose o con trucchi di scena che fanno da contrasto al suo fascino. Sotto il casco del truccatore, con una barba posticcia ( ma baffi veri ), cerca le spiegazioni annunciate nel titolo: per esempio, ritiene di essere “un modello dell’uomo di oggi: scettico, distratto e sognatore”. Nell’articolo approfondisce: “In questi 30 anni che separano Clark Gable da me, cosa è avvenuto? Che le donne, desiderose di essere maltrattate e prese a schiaffi, si sono trovate sempre più ad avere a che fare con uomini pigri, disincantati e annoiati di fare gli eroi. Io sembro senza spina dorsale, è un fatto. E questa è, secondo me, a parte i miei meriti professionali, la chiave della mia popolarità. L’uomo moderno è disossato, e per questo un uomo senza spina dorsale può rappresentarlo egregiamente”. E poi c’è Gregory Peck, durante le riprese di Vacanze romane, nel 1952, “Tempo” gli dedica la prima pagina con il titolo di “Gregory Peck diventa romano, la metafora della libertà che la città può offrire agli attori americani. L’altro grande protagonista delle copertine della Dolce Vita è Walter Chiari, i suoi tormentati amori, gli scoop sulla sua vita privata, i suoi prossimi progetti in tv. Il “Lavoro illustrato” dl 1953 pone l’attenzione sull’amore tra Walter Chiari e Lucia Bosè, ipotizzando un possibile matrimonio tra i due, che farà sognare l’Italia. Poi, due anni dopo, Lucia Bosè gli preferirà il celebre torero spagnolo Miguèl Dominguez. “Epoca” del 23 ottobre 1960, in piena Dolce Vita, ha Walter Chiari in copertina, mentre suona la tromba, vestito in un abito “arlecchineggiante”. Il titolo recita L’ultima avventura di Walter Chiari, facendo così presupporre nelle pagine interne il nome dell’ultima fiamma del nostro latin lover per eccellenza. Walter conquista anche le copertine delle riviste dedicate alla televisione, nel 1968 è su “Tv, Sorrisi e canzoni”, insieme a Corrado, per pubblicizzare la nuova edizione di “Canzonissima”. Nella foto, sotto la copertina di “Tv, Sorrisi e canzoni”, una foto di Walter Chiari del 1958, mentre è in spiaggia a Fregene con le sorelle Kessler.

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• GLI SCOOP

Alcune immagini nascono per finire in prima pagina. Come il particolare primo piano di Anita Ekberg, che a distanza di un anno la “Settimana Incom” e “Oggi” scelgono per la loro copertina. O come le foto rubate sul set di Cleopatra che permettono a “Gente” di provare la “vicenda sentimentale più clamorosa del mondo”: il flirt tra Liz Taylor e Richard Burton. Gli amori delle dive, tra matrimoni e separazioni, sono sempre materiale da copertina. Alle seconde nozze di Anita, per esempio, perfino un newsmagazine come l’ “Europeo” dedica copertina e fascicoli fotografici. La Hepburn è invece oggetto di un’abile costruzione narrativa della “Settimana Incom”: la copertina, monotematica, ha un solo titolo: Per amore di Audrey, WIlliam Holden lascia la moglie, enfatizzato da una piccola foto dei due sorridenti, felici prima dell’arrivo di Audrey.

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• LE COPERTINE ALL’ESTERO

Le copertine sulle testate estere, per quanto riguarda i divi e le dive italiane, rispecchiano fedelmente le gerarchie esistenti su quelle nazionali. Gina Lollobrigida, Sophia Loren, SIlvana Mangano, e per i divi maschili Marcello Mastroianni e Sophia Loren. In particolare, in seguito all’incredibile testa a testa agli Oscar del 1964, tra due film dello stesso regista con protagonisti la stessa coppia di attori, “Ieri, oggi, domani” contro “Matrimonio all’italiana”, per la regia di Vittorio De Sica, con protagonisti la coppia Loren-Mastroianni; crebbero a dismisura le copertine americane dedicate a Sophia Loren e Marcello Mastroianni. Spesso ripresi insieme, sono i divi internazionali del momento, considerato che “Ieri, oggi, domani”“Matrimonio all’italiana”, si dividono equamente i due maggiori riconoscimenti americani: il primo vincerà l’Oscar come miglior film straniero, il secondo il Golden Globe per la stessa motivazione. In particolare il “Cosmopolitan” dedica alla coppia un numero cospicuo di copertine, all’indomani del trionfo ad Hollywood.

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• CONCORRENZA IN CONFIDENZE

Tra gli scoop, sono le confidenze delle dive a sollecitare particolarmente la curiosità della stampa. La vicenda della Loren offre molti spunti, prima per la discussa unione con Ponti, poi per il desiderio di maternità che sembra, inizialmente non avverarsi. “Gente” e “Oggi” dedicano all’argomento copertine simili nella struttura ( immagine a tutta pagina e binario di testo sotto la foto ) e nel linguaggio. In entrambi i casi le notizie sono presentate come confidenze: Sophia Loren ci ha confidato ( “Gente”, 5 giugno 1959 ) e Sophia Loren ci confida: solo con un figlio potrò essere felice ( “Oggi”, 14 novembre 1963 ). Da notare che i due settimanali seguono evoluzione grafica e restyling delle rispettive testate molto simili, mettendo o togliendo colore e alternando la giustezza intera all’allineamento a sinistra o al centro.

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• SERVIZI SPECIALI

“Epoca” varia spesso la struttura della copertina, soprattutto nel caso di servizi speciali, come quello dedicato a Chi sono le donne più ammirate del mondo?; duplice l’elemento di presa sul pubblico: foto inedite e l’uso del colore nelle pagine interne. Altre volte l’immagine prevale sul testo fino a renderlo superfluo, come accade nel numero del 14 aprile 1963: si annuncia uno speciale a colori su Le auto bellissime, ma in copertina si preferisce una bellissima in carne e ossa. “Tempo”, invece, mantiene invariata la struttura delle sue copertine anche nel caso di contenuti speciali. Variano forme e dimensioni dei box e i colori di sfondo. Da notare, nell’ultima copertina a destra, il titolo composto da parole spezzate e mandate a capo: La misteriosa fi/gura del colonnel/lo Grivas capo dei/terroristi di Cipro. E sempre nella stessa copertina un titolo su sfondo giallo recita Così sarà l’autostrada del sole ( la Salerno- R. Calabria ), che non sarà mai completata del tutto.

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• ASCENDENZE AMERICANE

I nostri settimanali trovano nella formula grafica di “Life” un comune modello di riferimento. A partire dalla testata, citata da “Epoca”, “Le ore” e “Tempo”, racchiusa in un box in negativo con caratteri bianchi su sfondo rosso e posta in alto a sinistra della pagina. Il colore rosso caratterizza “Life” e i suoi eredi, che nei paesi anglosassoni sono infatti detti “red top”, espressione che diventa poi definizione dell’intero genere dei rotocalchi popolari. “Le ore”( qui proposta una copertina con Elsa Martinelli che cita la Silvana Mangano di Riso Amaro ), sperimenta diversi restyling di copertina mantenendo invariata la struttura di base, simile appunto a quella di “Life” nella testata, nell’uso delle immagini a tutta pagina e nel binario rosso posto in basso, in cui indica data e titoli degli articoli interni. La testata, in particolare, è inizialmente del tutto simile a quella del modello americano ( e dunque anche a quelle di “Tempo” ed “Epoca” ) eccetto che per una piccola variazione sul tema, ovvero l’aggiunta di una scritta in negativo su cui sono riportate numero dell’uscita e sottotitolo: Settimanale d’attualità, successivamente mutato in Foto settimanale.

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• SCANDALI E INCHIESTE

“L’espresso” e “L’europeo” sono newsmagazine, e come tali si differenziano dai settimanali popolari sia nei contenuti sia nella modalità di trattare la notizia. Differenze evidenti già nella struttura delle loro copertine, simili alla prima pagina di un quotidiano: nessuna concessione al colore, testata e giustezza intera, titolazione completa di occhielli e sommari. La somiglianza con la forma-quotidiano è evidente soprattutto nella gabbia dell'”Espresso”, divisa in cinque colonne con testo a seguire e box laterale in cui vengono inserite eventuali foto. Non mancano tuttavia le eccezioni, come la pagina monografica interamente dedicata allo scandalo del Rugantino ( numero del 16 novembre 1958 ): il testo viene concentrato in sole tre colonne, sebbene a giustezza ampia, per concedere spazio alle fotografie che hanno scandalizzato i benpensanti. Il settimanale infatti denuncia il falso moralismo di chi condanna la vicenda: “Più dello spogliarello improvvisato offende un atteggiamento che fa supporre la convinzione d’aver diritto ad una morale particolare”, sottolineando che al Rugantino non c’erano solo “giovani oziosi” ma anche “professionisti noti per la loro operosità, uomini e donne ancorati ai solidi convincimenti della conservazione sociale”, che rappresentano l’ipocrita perbenismo democristiano. “L’europeo”, “settimanale politico d’attualità”, mette in copertina immagini a tutta pagina, scelte con particolare cura e originalità. Come nei due esempi qui sotto: Anna Magnani alla prima del suo film La rosa tatuata in compagnia di Gina Lollobrigida, e Audrey Hepburn, sorpresa alle spalle da un fotografo mentre si riposa sul set newyorkese di Colazione da Tiffany.

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• I TORMENTI DELLA “SETTIMANA INCOM”

E’ il settimanale che conta più variazioni grafiche di copertina. La testata eredita da “Life” la scritta a caratteri bianchi su sfondo colorato posta in un riquadro in alto a sinistra della pagina, su cui si sperimenta tuttavia una variazione cromatica sostituendo il blu al classico rosso. A lato del nome la silhouette del David di Michelangelo, già simbolo del cinegiornale “Incom”. Nel taglio basso, un binario costruito con breve titolo e testo a giustezza intera simile a quello di “Oggi” e “Gente”. L’analogia con i due settimanali si fa più evidente nel successivo restyling, che introduce un box di apertura sulla sinistra della pagina e trasforma in modo radicale la testata, adeguandola al binomio cromatico che connota il genere rotocalco: bianco e rosso. I continui cambiamenti sono prova della vita tormentata del settimanale, alla ricerca di identità e lettorato.

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• IMMAGINI E TESTI: DIVERGENZE

La foto a tutta pagina viene spesso usata come elemento di richiamo, anche quando l’articolo cui si riferisce non è di grande rilievo, con un effetto di discordanza tra immagine e titolo a volte spiazzante. Il caso più evidente è quello dell'”Europeo” del 22 maggio 1955, che sotto il titolo a grandi caratteri Hanno amareggiato Einaudi pubblica una divertente gag tratta da una scena del film La donna più bella del mondo, in cui la Lollobrigida prende a calci una rivale. Immagini rese ancor più curiose dalla notizia della querele del “marito dall’attrice al direttore dell’agenzia fotografica”. Nelle altre copertine qui sotto, Ava Gardner su “Tempo”, citata solo in una piccolissima scritta in negativo in basso come La contessa scalza, dall’omonimo film di cui è protagonista. Nessuna citazione invece per Claudia Cardinale su “Epoca” e per Anita Ekberg nella “Settimana Incom”; breve titolo per la stessa Anita, sposa sfacciata, su “Le ore”.

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• LA CONTRO-COPERTINA O ANCHE DEFINITA “QUARTA DI COPERTINA”

La quarta di copertina è tradizionalmente dedicata al divo maschile, ma non mancano anche le dive femminili che non trova spazio in primissima pagina. E’ in definitiva una seconda vetrina sui contenuti del numero. La struttura è identica e speculare a quella della copertina, essendo a tutti gli effetti una seconda copertina, anche se la testata viene in genere ripresa in dimensioni ridotte. Qui sotto, “Gente” presenta la piccola Cristiana, contessina dell’Appia perché nata dal matrimonio tra Elsa Martinelli e il conte Franco Mancinelli Scotti; sempre su “Gente”, due vittime di matrimoni falliti: ancora Elsa Martinelli ( a soli due anni dalla nascita della figlia ) e Anna Maria Pierangeli. Matrimonio smentito invece per Walter Chiari, che su “Tempo” dichiara di non voler sposare Lucia Bosè, mentre è ripreso in una scena del film Cinque poveri in automobile, al fianco dell’attrice francese Hélène Remy, con il quale si vocifera abbia avuto una breve relazione. In basso a destra, la “Settimana Incom”, che conferma la scelta del blu anche nella contro-copertina dedicata alle tre dive emergenti del nostro cinema: Anna Maria Ferrero, Rossana Podestà e Anna Maria Pierangeli. In basso a sinistra invece, l'”Espresso”, divide la contro-copertina in due parti, nella prima si parla del bagno nella fontana di Trevi di Anita Ekberg e di Marcello Mastroianni, nella seconda si dedica lo spazio alla pubblicità, elemento essenziale anche nelle riviste dell’epoca.

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Domenico Palattella

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