La scena del ballo, tratto dal capolavoro di Luchino Visconti, “Il Gattopardo”(1963)

La commistione del cinema con le altre arti, raggiunge il suo completo compimento, nel lavoro del Maestro Luchino Visconti, quel Gattopardo, tratto dall’omonima opera di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, che è visivamente il suo capolavoro. E’ anche il film che compie meglio di tutti, il legame tra arte e cinema, tra realismo e storicizzazione. Il cruciale tramonto della Sicilia borbonica, scossa dall’arrivo dei garibaldini, i profondi cambiamenti politici e culturali dell’intera Penisola, il senso di decadenza e di nostalgia, lo sfarzoso impianto scenico, raggiungono l’apice nella lunga e strepitosa sequenza del ballo ( qui proposta in un breve sketch ), che vale come un trattato storico di quegli anni. Se poi vi si aggiunge, il Maestro Nino Rota, che dirige un valzer inedito di Giuseppe Verdi e le memorabili interpretazioni di Alain Delon, Claudia Cardinale e Burt Lancaster ( sublime nei panni del Principe di Salina), allora il capolavoro è presto fatto.

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