Ettore Scola, l’ultimo Maestro del cinema italiano ( saggio apparso sul mensile “Smart Marketing” del 30 gennaio 2016 )

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Ettore Scola, l’ultimo Maestro del cinema italiano. Ha descritto con uno stile raffinato e pungente la società italiana degli ani ’60 e ’70. Tra gli inventori della commedia all’italiana, ha ricevuto numerosi premi nazionali ed internazionali, tra cui un Golden Globe e 4 nominations all’Oscar.

Con la morte di Ettore Scola, non solo scompare uno dei più grandi Maestri del cinema mondiale, ma anche l’ultimo regista e sceneggiatore dell’epoca d’oro del nostro cinema, che ora si chiude per sempre, con un pizzico di malinconia. Uomo schivo, ironico, inventò insieme ai colleghi Mario Monicelli, Dino Risi e Luigi Comencini, la commedia all’italiana. Scola è stato il regista che meglio ha conciliato la qualità del film d’autore con la popolarità della commedia all’italiana, anche grazie ad uno stile particolarmente raffinato sotto l’aspetto visivo. Ha lavorato con tutti i più grandi, da Vittorio Gassman a Nino Manfredi, da Ugo Tognazzi a Sophia Loren, da Alberto Sordi a Stefania Sandrelli. Ha diretto Marcello Mastroianni in nove film e Massimo Troisi in due film a cavallo tra gli anni ’80 e ’90. Il suo primo vero successo da regista è con Sordi e Manfredi nel film dal titolo chilometrico, “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?”, del 1968, dove la critica sociale si intrecciava con la commedia di costume. Ma è con “Il commissario Pepe”(1969), in cui dirige un grande Ugo Tognazzi, commissario integerrimo nell’Italia corrotta di fine anni ‘60; e con “Dramma della gelosia, tutti i particolari in cronaca”(1970), con Marcello Mastroianni e Monica Vitti, che Ettore Scola entra di diritto nella ristretta schiera dei Maestri del nostro cinema. Il suo capolavoro sarà però quel “C’eravamo tanto amati”(1974), amaro ritratto di trent’anni di storia italiana, che è di diritto nella top ten dei film italiani più belli di tutti i tempi. Uno splendido affresco agro-dolce dell’Italia dalla seconda guerra mondiale agli anni ’70. Al centro del film il tema del tempo che scorre, l’intreccio narrativo permette di osservare con più emozione che amarezza i tanti ideali traditi che attraversano la storia d’Italia. L’intero film è segnato dall’immaginario cinematografico: Fellini e Mastroianni compaiono nella parte di se stessi. Ma su tutti svettano Gassman e Manfredi insieme a Stefano Satta Flores ( i protagonisti), che dei 30 anni cui si riferisce il film, sono stati tra i massimi rappresentanti. In costante bilico tra ironia e malinconia, un film che davvero lascia il segno.

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Diretti con maestria da Ettore Scola, Vittorio Gassman, Nino Manfredi e Stefano Satta Flores, descrivono con malinconia ed eleganza trent’anni di storia italiana. Il capolavoro “C’eravamo tanto amati”, del 1974 è rimasto nella memoria collettiva ed è uno dei film più rappresentativi della nostra cinematografia.

Nel 1978 poi, Scola tocca le corde della poesia con “Una giornata particolare”, dirigendo Marcello Mastroianni e Sophia Loren, in una storia poetica, amara, struggente, di estrema precisione storico-sociologica, ambientata durante la dittatura fascista. Non si può non nominare infine, “La terrazza”(1980), il capolavoro della sua maturità artistica, crisi e bilancio di un gruppo di intellettuali, trent’anni prima de “La grande bellezza”. Supportato da una straordinaria parata dei protagonisti maggiori della commedia all’italiana: Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman, Jean-Louis Trintignant, Serge Reggiani, Stefania Sandrelli, Stefano Satta Flores, l’addio del cinema italiano alla commedia all’italiana, con uno dei suoi massimi capolavori. Nel corso degli anni ’80 Scola dirige altri film di rilievo, come “La famiglia”(1987) con Vittorio Gassman e Stefania Sandrelli; e come “Splendor” e “Che ora è”, entrambi del 1989, ed entrambi interpretati dalla coppia composta da Marcello Mastroianni e Massimo Troisi. Nel corso della sua sfolgorante carriera, Ettore Scola ha vinto numerosi premi nazionali ed internazionali, tra cui la Palma d’oro al festival di Cannes nel 1975 per “Brutti, sporchi e cattivi” e 6 David di Donatello, tra il 1978 e il 2011 quando ricevette quello alla carriera. Un Golden Globe vinto per “Una giornata particolare” e 4 nominations agli Oscar: nel 1978 per “Una giornata particolare”, nel 1979 per “I nuovi mostri”, nel 1984 per “Ballando ballando” e nel 1988 per “La famiglia”. Ettore Scola ha dunque attraversato con le sue pellicole cinquant’anni di storia italiana, raccontando un paese in continuo mutamento sociologico e culturale, senza perdere mai il contatto realistico con esso. Un maestro che ci ha fatto sognare, riflettere, che ci ha raccontato storie magnifiche, comiche o tragiche che siano, sempre in bilico tra ironia e malinconia. L’ultimo grande autore del nostro cinema, l’ultimo grande esponente di una generazione e di un’epoca ormai irripetibili. Se si dovesse operare una selezione dei migliori film di Scola, quelli per intenderci che meglio possono far comprendere l’essenza del cinema del Maestro, non si potrebbe certo prescindere dai seguenti capolavori, pietre miliari assoluti del nostro cinema: “Il commissario Pepe”(1969- con Ugo Tognazzi), “Dramma della gelosia”(1970- con Marcello Mastroianni e Monica Vitti ), “C’eravamo tanto amati”( 1974- con Vittorio Gassman, Nino Manfredi, Stefano Satta Flores, Stefania Sandrelli, Aldo Fabrizi ), “Brutti, sporchi e cattivi”( 1976- con Nino Manfredi ), “Una giornata particolare”(1978- con Sophia Loren e Marcello Mastroianni ), “La terrazza”(1980- con Vittorio Gassman, Ugo Tognazzi, Marcello Mastroianni, Stefano Satta Flores, Jean-Louis Trintignant, Stefania Sandrelli ), “Splendor”(1989- con Marcello Mastroianni e Massimo Troisi ).

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Ettore Scola, Massimo Troisi e Marcello Mastroianni lavorarono insieme nei film “Splendor” e “Che ora è?”, entrambi del 1989. Tre scuole di cinema a confronto durante una pausa, sul set di “Che ora è?”.
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Ettore Scola mentre è intento a girare uno dei suoi film. Il suo cinema è stato quello che meglio ha unito la qualità del film d’autore con la popolarità della commedia all’italiana.

Domenico Palattella

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