Lillo & Greg, la “nuova” grande coppia del cinema italiano

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Pasquale Petrolo e Claudio Gregori, in arte Lillo & Greg, sono la vera grande coppia comica dello spettacolo italiano dei giorni nostri. Attivi soprattutto in radio, tv e teatro, negli ultimi anni hanno iniziato anche una sfolgorante carriera cinematografica, con titoli, di grande successo, che hanno alzato il livello medio del prodotto comico-cinematografico italiano. La loro è una comicità sofisticata, surreale e mai banale.

1. Introduzione: le coppie del cinema italiano, dagli anni ’40 a Lillo & Greg

Lillo & Greg sono ad oggi la vera, grande coppia del cinema italiano dei tempi moderni. Tutte ispirate, come ovvio che sia, alla grandezza stratosferica di Stanlio & Ollio, che per primi hanno fatto intravedere come il mezzo cinematografico si prestasse a meraviglia al lavoro di coppia; numerose sono state nel cinema italiano le coppie cinematografiche, poche quelle fisse, molte quelle saltuarie. E se in un primo momento, almeno fino alla rottura del 1944, i fratelli Eduardo e Peppino De Filippo hanno fatto coppia stabilmente in almeno una dozzina di pellicole, bisognerà aspettare gli anni ’50, per avere la prima coppia fissa del nostro cinema: quella composta da Riccardo Billi e Mario Riva. Poi vennero Totò e Peppino De Filippo, che fecero coppia in 16 pellicole; e quella altrettanto rilevante composta da Franco Franchi e Ciccio Ingrassia, che interpretarono 120 film in coppia, tra il 1960 e il 1972, e sono a tutt’oggi la coppia per eccellenza del nostro cinema. Poi ci sono stati Bud Spencer e Terence Hill, che insieme hanno avuto, costantemente, un successo strepitoso, e il loro “Continuavano a chiamarlo Trinità” è ancora il film italiano più visto della storia. Tra quelle non saltuarie, poi, per un ventennio il cinema di coppia è dominato da Christian De Sica e Massimo Boldi, re dei botteghini e del cine-panettone dal 1983 al 2005, l’anno dell’ultimo film interpretato insieme. Poi ci sono stati anche Ficarra & Picone, ma con risultati qualitativi trascurabili. E intanto, in mezzo a questo scenario, crescevano, si incontravano e decidevano di intraprendere una carriera nel mondo dello spettacolo, insieme, una curiosa coppia, che faceva della situazione e del surrealismo la sua arma vincente. Una comicità mai volgare, ma dissacrante, curiosa, diversa, interscambiabile. Quella di Lillo & Greg, nomi d’arte di Pasquale Petroli e Claudio Gregori: il primo più basso e più tarchiato; il secondo più snello e più alto…un binomio fisico perfetto per sfondare nel mondo dello spettacolo.

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Una immagine di Lillo & Greg, tratta dal film “Colpi di fulmine”, del 2012.

2. Lillo & Greg: la coppia che non scoppia

Lillo e Greg si conobbero, dunque mentre entrambi lavoravano alla casa editrice ACME di Roma, per la quale erano impiegati come autori di fumetti comici (segnatamente Zio Tibia, che Lillo Petrolo realizzava con Michelangelo La Neve, mentre Greg si occupava di Sergio o I Sottotitolati). Quando nel 1991 la casa editrice fallì, i due, nonché l’intera redazione, si trovarono senza lavoro. Decisero allora di impegnarsi in nuovi progetti, primo fra tutti la creazione di un gruppo musicale dedito improntato sull’umorismo: Latte & i Suoi Derivati. Da allora i due hanno iniziato una splendida carriera insieme, culminata con successi dapprima in radio, tv e teatro e poi in quell’ambito cinematografico, forse non totalmente adatto al loro stile comico, ma che hanno saputo adattare, smussare, nel corso degli anni, grazie alla loro esperienza, ad una fervida intelligenza comica, e ad un affiatamento di coppia consolidatosi da quasi 25 anni di collaborazione insieme. “Il segreto della nostra coppia è un impianto fresco, ancorato al passato, ma al passo con i tempi, con una buona dose di normalità, che poi nasconde il gioco dell’assurdo. “ ( Lillo )

A quanto pare i due artisti mantengono saldo il proprio equilibrio di coppia, sempre intercambiabili l’uno con l’altro pur nelle reciproche differenze, grazie a un semplice segreto, il divertimento: “Anche se lo stile è lo stesso, continuiamo ad avere nuove idee. Certo, se ci accorgessimo di fare sempre la stessa gag, forse converrebbe iniziare a farci delle domande – scherza Lillo con una battuta – ma per ora ci divertiamo”. Ma qual è la ricetta per far ridere il pubblico? “La nostra è una comicità di situazione, non troppo legata alla battuta né ai tempi che cambiano, perché l’equivoco funziona sempre”, spiega Lillo, “la nostra fortuna è che siamo sinceri. Facciamo solo quello che ci piace e ci diverte, senza calcoli su cosa è più popolare o acchiappa più pubblico. Magari non piacciamo a tutti, ma almeno non stiamo antipatici a nessuno”.     “Si ride e si piange sempre per gli stessi motivi. La differenza è che mentre fino agli anni ’70 tv e cinema fornivano modelli alti, poi si è verificato un declino costante. E ora il pubblico ride per qualsiasi cosa”, aggiunge Greg, “si dovrebbe tentare di educare il gusto, e far scoprire cosa altro esiste al di fuori di ciò che è più visto o più ascoltato. Se il pubblico vede uno spettacolo di livello superiore se ne accorge, altrimenti in fondo una cosa vale l’altra”.

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Lillo & Greg sono ogni giorno in radio da più di dieci anni su Radio 2, con il loro programma di successo “6 uno zero”: uno dei più longevi programmi della nostra radio. Nel programma collabora con loro il bravo Alex Braga.

Tralasciando la ricchissima carriera radio-televisiva e quella teatrale, quel che vorrei fosse rilevante in un saggio come questo, è la loro esperienza cinematografica di coppia, che oggi consta di 6 film interpretati insieme, 4 dei quali negli ultimi 4 anni, e tutti usciti nel periodo natalizio. Vorrei fosse rilevante la loro crescita cinematografica, che è stata un continuo crescendo, sulla falsariga della loro esperienza teatrale e radio-televisiva. Un’esperienza cinematografica, che ha ottenuto anche l’attenzione della critica, sempre prevenuta nei confronti del genere comico, ma che con Lillo & Greg, ha cambiato il suo modo di approcciarsi, lodando i due come la “nuova” coppia del cinema italiano, “in grado di innervare e alzare il livello medio della commedia brillante di genere comico”. Il loro continuo migliorarsi, nell’ambito cinematografico, è stato suggellato dal Nastro d’argento speciale vinto nella categoria commedia ( Premio Nino Manfredi alla commedia ) per la loro interpretazione nel film “Un natale stupefacente”(2014) e con la seguente motivazione:“per le loro indubbie qualità comiche, in grado di elevare il livello delle commedie brillanti della nuova commedia all’italiana, un auspicio a continuare su questa strada cinematografica per gli impegni futuri”. Il primo cine-panettone in grado di vincere un’importante premio a livello nazionale, merito della ventata di novità portata da Lillo & Greg, lontana dalle volgarità imperanti del periodo, e con una comicità intelligente ed efficace. SI badi bene, anche la critica specializzata, vorrebbe non si parli più di cinepanettone, “non se questo significa un prodotto scadente: il fatto che i film interpretati da Lillo & Greg, escano proprio sotto Natale e che parte dei loro film siano ambientati durante il Natale non basta a ridurre i loro film al mero ruolo di cinepanettone. Le loro sono commedie ben scritte, ben interpretate, ben girate e ben montate, sopra la media del film comico nazionale”. E a quanto pare “Natale col boss”, l’ultima loro fatica, ha davvero soddisfatto tanto la critica, quanto il pubblico, che ha risposto entusiasta, affollando le sale e decretando il meritato successo di una coppia che si è guadagnata il suo spazio cinematografico. “Natale col boss”, nell’appena finito 2015, si è piazzato al secondo posto, con oltre 7 milioni di euro di incassi, dei film più visti dell’annata, dietro soltanto al film di Alessandro Siani, “Si accettano miracoli”, arrivato ad incassare 15 milioni di euro.

3. La carriera cinematografica di Lillo & Greg: le prime due esperienze ( 2001-2007) e gli anni del successo ( 2012-2016)

Sia Lillo che Greg, nel corso della loro carriera cinematografica, hanno avuto svariati ruoli da solisti; quel che invece è evidenziato in questo saggio è la loro carriera cinematografica di coppia, che consta di 6 film da protagonisti, più una piccola apparizione in “Bagnomaria”, del 1999, diretto e interpretato da Giorgio Panariello.

• Blek Giek (2001), regia di Enrico Caria, 72 min. Con Lillo & Greg, Biagio Izzo e Giovanni Mauriello.

Risale al 2001 il primo film da protagonisti della coppia composta da Lillo & Greg, che dividono il ruolo principale, insieme all’attore napoletano Biagio Izzo. Qui Lillo & Greg  interpretano rispettivamente i surreali ruoli di Gigino e Flaminio, in un fumetto pulp avvolto in un umorismo nero fintamente cattivo, ma volenterosamente iperrealista. E’ la storia di un malvivente Scellone ( Biagio Izzo ) che ha bisogno di un trapianto di cuore e chiede l’aiuto del losco cardiologo Flaminio ( Greg ), che pensa di usare come materia prima Gigino ( Lillo ), un poveraccio dedito a una droga nota come “blek giek”, che provoca la catalessi, equivoci a non finire. Il risultato del prodotto, diretto da Enrico Caria, alla sua terza regia, non è affatto deprecabile, e ha come obiettivo quello di far entrare il più possibile lo sguardo dello spettatore nella psiche distorta dei suoi personaggi grazie a una continua scelta di deformazioni di luoghi e oggetti che ci dimostrino l’abbattimento del confine tra sogno (indotto dalla droga) e realtà. Non mancano i riferimenti cinefili (gli zombie alla Romero) o le scelte interpretative volutamente eccessive (lo Scellone di Biagio Izzo è costantemente esagerato). Troviamo anche, alla loro seconda prova sul grande schermo, la prima da protagonisti, Lillo e Greg, che sono il vero elemento illuminante della commedia, coinvolti in una storia che ci conferma che c’è ancora uno spazio per sperimentare nel cinema italiano di inizio millennio.

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La locandina dl primo film da protagonisti di Lillo & Greg, dal titolo “Blek giek” del 2001.

La prima esperienza di coppia lasciò comunque contenta la coppia, che intanto preferiva consolidarsi nelle altre forme di spettacolo, accettando ogni tanto quelle proposte da singoli che gli arrivavano dal mondo del cinema. La loro raffinata e surreale tipologia comica, mal si adattava all’imperante volgarità che andava di moda nei primi anni 2000 nel genere comico: avreste mai visto bene voi, Lillo & Greg, in farse scollacciate e volgari come Natale sul Nilo Natale in India, per fare un esempio. E allora per sfondare anche nel cinema, bisognerà attendere tempi migliori.

• Lillo & Greg: the movie (2007), regia di Luca Rea, 71 min. Con Lillo & Greg, Virginia Raffaele e Chiara Francini.

Nel 2007 la coppia torna al cinema con un esperimento curioso, quasi un omaggio ai “Mostri” di Gassman e Tognazzi. La formula è la stessa, una serie di sketch, esilaranti, amari, surreali, in cui riescono a mettere in luce tutta la loro classe interpretativa e la loro inventiva sempre frizzante. “Lillo & Greg: the movie”, è però stato distribuito in maniera diversa e innovativa. E’ il primo film della storia del cinema italiano, girato in formato digitale, e non più su pellicola, e concepito per una distribuzione via internet, satellite e dvd. Il film nel corso degli anni è diventato un cult, presso gli appassionati, ed è stato anche lodato dalla critica. Venti episodi, che non sono altro che un’antologia degli sketch più popolari della celebre coppia. Usi e costumi degli italiani degli anni 2000 ritratti in venti sketch che vanno dalla fulminea barzelletta al racconto breve: Lillo & Greg, assieme al regista Luca Rea sfruttano la struttura antologica del film a episodi per comporre una galleria di personaggi emblematici delle italiche “mostruosità” dell’italiano moderno, sulla falsariga del film di Risi, del 1963. Descritto peraltro molto meglio del contemporaneo “I mostri:oggi“, diretto da Enrico Oldoini, che sarebbe dovuto essere un remake del celebre film con Gassman e Tognazzi, nei tempi odierni, ma che risulta essere neanche lontanamente paragonabile e ricco di idiozie. Tornando al film di Lillo & Greg, in conclusione, vengono messe perfettamente a fuoco alcune tipologie umane di un’Italia come quella attuale, sottoposta alle continue sollecitazioni della modernità e del progresso tecnologico. Lillo & Greg, come al solito, bravissimi: da vedere!

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“Lillo e Greg: the movie”, l’omaggio ai “Mostri” di DIno Risi, con una carrellata di venti episodi, che riescono degnamente a descrivere l’Italiano medio del nuovo millennio alle prese con i continui mutamenti tecnologici. Da vedere!

Seguono anni di pausa dall’ambito cinematografico, prima che il produttore Aurelio De Laurentiis, con la sua Filmauro, avesse l’intuizione di lanciare Lillo & Greg, come una vera e propria coppia cinematografica. L’intuizione nacque dal fatto che, De Laurentiis, aveva in mente di modificare radicalmente il vecchio schema del film di Natale, il cine-panettone classico aveva ormai fatto il suo tempo e andava sostituito con qualcosa di più soft, che fosse meno volgare e più commedia. Lillo & Greg sembrano dunque, perfetti per questa nuova tipologia di intendere il cinema comico, e l’offerta che gli arriva gli spalanca, finalmente, le porte del cinema.

• Colpi di fulmine (2012), regia di Neri Parenti, 104 min ( 60 min. l’episodio di Lillo & Greg ). Con Lillo & Greg, Anna Foglietta, Christian De Sica, Luisa Ranieri.

Nell’ottobre del 2012 Lillo & Greg girano il secondo episodio del film “Colpi di fulmine”, di cui sono protagonisti insieme con Anna Foglietta. Per la verità l’episodio interpretato dalla coppia dura 60 minuti, e quindi è un mediometraggio a tutti gli effetti, occupando i 2/3 della durata totale della pellicola. Greg interpreta il ruolo dell’ambasciatore Ermete Maria Grilli e Lillo interpreta il ruolo del suo autista Ferdinando. Greg, ambasciatore italiano presso il Vaticano, resta folgorato dalla bellezza e dal carattere impetuoso di Adele, pescivendola e popolana verace. Deciso a conquistarne il favore, i modi nobili e garbati dell’ambasciatore si rivelano un impedimento insormontabile. In aiuto di Ermete interviene Nando ( Lillo ), appunto il suo autista colto e romano da sette generazioni, che ne smonta stile, educazione e forma, iniziandolo alla maniera e alle espressioni del coatto. Ermete impara in fretta, facendo capitolare il cuore di Adele. Ma poi le cose si complicano e Ermete dovrà suo malgrado rivelarsi. E’ il film che lancia Lillo & Greg tra le grandi coppie del nostro cinema, e la critica enuncia ciò con toni entusiastici. “Un film comico molto riuscito grazie alla simpatica interpretazione di tutti gli attori e ad una sceneggiatura ben costruita, essenziale e senza momenti morti. Interessanti naturalmente i due episodi che compongono questo film. Nel primo primeggia l’estro comico del sempreverde Christian De Sica, direi vecchio ed esperto pigmalione della scena, mentre nel secondo episodio c’è la sorpresa del convincente e preparato duo Lillo e Greg che si dimostra veramente di ottimo livello (niente a che vedere con tante altre scialbe coppie di attori che hanno vergognosamente infestato tanti cinepanettoni degli anni precedenti). In sintesi, dunque, uno spassoso film allegro e da buon passatempo. Da consigliare!”. Dunque, da notare come siano esaltati Lillo & Greg, definiti una coppia di ottimo livello, anni luce sopra altre scialbe coppie che hanno popolato il cinema italiano negli anni precedenti. Ma oltre all’intuizione di De Laurentiis, e all’ingresso di Lillo & Greg nel cinema di Natale, visto come la luce in fondo al tunnel dopo anni di volgarità; da evidenziare un complessivo miglioramento della qualità totale della pellicola. Trecentosessantacinque giorni dopo Vacanze di Natale a Cortina qualcosa è cambiato. In meglio. Intanto è cambiato il Paese, si tratta di trasformazioni più o meno consistenti, più o meno rapide, di costumi, pratiche, idee, norme, credenze e valori. La crisi economica, curata con una medicina troppo amara, ha prodotto un cambiamento radicale degli stili di vita, che non ha evidentemente lasciato indifferente i produttori di cinema popolare. Senza dimenticare di dilettare lo spettatore, Parenti e De Laurentiis (Aurelio e Luigi) si congedano dal cinepanettone e realizzano un prodotto abile e consumato nell’arte della gag ma anche nella capacità di toccare le corde emozionali del pubblico.
Colpi di fulmine, diviso in due episodi autonomi, innamora i suoi protagonisti, offrendo un modello di cittadino onesto, antitetico ai modelli di ieri sempre in vacanza dal mondo, sempre individualisti, sempre pieni di un ottimismo sfrenato e acritico. Se la storia svolta da Christian De Sica apre le danze e la commedia, garantendo un vincolo, anche solo affettivo, con un passato ancora prossimo, la vicenda sentimentale in cui restano diversamente coinvolti Lillo e Greg segna il passo, lavora ai fianchi e produce lo scarto. La distanza tra commedia comico demenziale e commedia sentimentale è colmata dalla credibilità di Claudio Gregori e Pasquale Petrolo e da una trama finalmente ben scritta, che fa qualcosa di più che raccontare un sentimento. Colpi di fulmine elude di fatto l’atarassia del cinepanettone, cedendo alla tentazione del sentimento. Non è (ancora) amore ma è almeno la promessa di un amore possibile. Sufficiente a risvegliare lo spettatore e a scatenare un terremoto emozionale nell’ordinaria routine artistica di Christian De Sica, e in quella fresca e nuova di Lillo & Greg. L’episodio agito da De Sica, più facile e inconsistente, rimanda il secondo, abitato da Lillo e Greg con disinvoltura e mestiere. Sorpresa e strenna insieme, i due attori spingono oltre l’ostacolo il cinema popolare, attingendo alla mancanza di misura e di buon gusto del cinepanettone, esplorandone lingua e linguaggio, rendendo omaggio alla sua influenza e alle sue origini romane(sche), scherzandoci sopra e fornendo al contempo una strategia per affrontarlo, rielaborarlo e superarlo. In Ermete e Nando alto e basso lottano per trovare un modo di convivere senza che il primo finisca assorbito dal secondo. Insomma il passaggio di consegne tra De Sica ( pur sempre bravissimo ) e il cine-panettone abulico e volgarotto degli anni 2000, e la “nuova” commedia brillante e sofisticata di Lillo & Greg è solo agli inizi e si concretizzerà 12 mesi più tardi. Il film supera i 10 milioni di euro di incassi, coniugando un grande successo di critica e di pubblico, cosa peraltro sovente quando sono presenti Lillo & Greg.

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La locandina del film “Colpi di fulmine”, del 2012. Il film che consacra la celebre coppia nell’Olimpo delle grandi coppie comiche del nostro cinema.

Nel Natale del 2013 esce “Colpi di fortuna”, sulla falsariga del film dell’anno precedente, ovviamente legame riconducibile fin dal titolo. E’ l’ultimo film di Natale con De Sica, targato De Laurentiis, e al di là del primo episodio con la scialba coppia composta da Luca e Paolo; sono ancora Lillo & Greg a lasciare il segno, e a prendere definitivamente in mano il film di Natale.

• Colpi di fortuna (2013), regia di Neri Parenti, 100 min. ( 40 min, l’episodio di Lillo & Greg ). Con Lillo & Greg, Christian De Sica, Francesco Mandelli, Luca & Paolo.

Neri Parenti riprende la fortunata (è il caso di dirlo) formula ad episodi comici indipendenti del suo precedente Colpi di fulmine dichiarando l’intenzione di proseguire nel franchising natalizio fin dal titolo. Ma anche in Colpi di fortuna l’unico episodio che funziona è quello affidato a Lillo e Greg, non a caso lasciato per ultimo, come in Colpi di fulmine. I due episodi precedenti, il primo in mano a Luca e Paolo, il secondo a Christian De Sica e Francesco Mandelli, sono puerili e scurrili come i vecchi cinepanettoni e mostrano la corda soprattutto a livello di sceneggiatura, nonostante il copione sia firmato da tre autori, oltre che dallo stesso Parenti. Gli unici che riescono a dominare il franchising sono Lillo e Greg, che impongono al loro episodio la lunarità che li contraddistingue, strappando le uniche risate piene di Colpi di fortuna e muovendosi con grazia lungo il registro surreale intrinseco alla loro comicità. Ben assecondati dalla regia di Parenti, che quanto a tempi comici non è secondo a nessuno, Lillo e Greg trascinano Colpi di fortuna per la coda nel Ventunesimo secolo, evitando ad esempio di cadere nel sessismo gratuito che funesta gli episodi precedenti e confezionando uno strepitoso omaggio cinematografico: la partita di tennis immaginaria alla Blow Up. Lo stile umoristico-surreale di Lillo & Greg ha ormai preso il sopravvento nell’ambito cinematografico e rinvigoriti da pareri positivi di critica e pubblico, sono ormai pronti per caricarsi sulle spalle un film unicamente basato sulle loro capacità interpretative.

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Altro grande successo di Lillo & Greg, degli episodi che compongono il film, il loro è l’episodio per cui val la pena guardarlo e ammirare la loro surreale vis-comica.

E, dunque, l’anno dopo con “Un Natale stupefacente”, Lillo & Greg, segnano il distacco definitivo dal cine-panettone, inaugurando una nuova, fortunata commedia umoristica e surreale, dal vago profumo natalizio, che innalza e non di poco, il livello del cinema comico nazionale.

• Un Natale stupefacente (2014), regia di Volfango De Biasi, 100 min. Con Lillo & Greg, Ambra Angiolini, Paola Minaccioni, Paolo Calabresi.

Con “Un Natale stupefacente”, dopo 3 anni di prove e sperimentazioni, il film di Natale prodotto da Aurelio De Laurentiis è definitivamente passato dal genere comico alla commedia, ovvero è passato da modelli esagerati e carnevaleschi a commedia ripulita. Riprendendo la vecchia, ma sempre efficace commedia degli equivoci, il giovane regista emergente Volfango De Biasi, imbastisce una trama su misura per la comicità surreale di Lillo & Greg, in un film che lascia il segno. La coppia, come dimostrato già in passato, riesce a funzionare piuttosto egregiamente; in questo film si ritroveranno a dover badare al loro nipote durante il periodo precedente il Natale, in quanto i genitori finiscono in manette a causa di un equivoco. In mezzo ci si mettono gli assistenti sociali, decisi a non lasciare il bambino in mano a due uomini, convinti che la famiglia ideale sia soltanto uomo più donna. Per non rovinargli le feste, gli zii decidono di non dire niente al bambino, convincendolo che i genitori siano fuori per viaggio. Il bambino, però, rischia di finire in un istituto…e gli zii cercheranno di fare il possibile per non permetterlo. Coadiuvati da un gruppo di caratteristi, messi al posto giusto da una sapiente sceneggiatura, Lillo & Greg trainano perfettamente il cast, e il film fa incassi più che soddisfacenti, sia pur in calo rispetto alle precedenti annate. Tutto sommato dunque, il film è promosso dal pubblico e anche dalla critica, che vede nella coppia e nel loro prodotto cinematografico, un netto miglioramento della qualità della commedia comica italiana. Tutto ciò suggellato dalla serata della 70esima edizione dei “Nastri d’argento” il 27 giugno 2015, al Teatro antico di Taormina, quando a Lillo & Greg viene assegnato un meritatissimo Nastro d’argento speciale ( Premio Nino Manfredi alla commedia ), per la loro interpretazione nel film “Un Natale stupefacente”. Con la seguente motivazione: “per le loro indubbie qualità comiche, in grado di elevare il livello delle commedie brillanti della nuova commedia all’italiana, un auspicio a continuare su questa strada cinematografica per gli impegni futuri”. Numerose sono le scene spassose del film, affidate alla verve comica di Lillo & Greg, su tutte quella dell’incontro con gli assistenti sociali e gli equivoci sessuali che si innescano ( qui proposta ).

E al quarto ex cinepanettone da protagonisti, Lillo & Greg ormai perfettamente a proprio agio con la settima arte, non deludono le aspettative, anzi alzano ancora di più il livello della commedia di Natale targata Filmauro scrivendo (con De Biasi, Bencivenni, Marioni e Martini) un’esilarante farsa degli equivoci, lontana dalle volgarità imperanti del periodo. Sono infatti al cinema, nel Natale del 2015 con il riuscitissimo “Natale col boss”, stavolta scritto anche da loro stessi, che conferma la verve surreal-cinematografica della coppia, e facendo anche registrare incassi in crescita. Infatti, “Natale col boss“, apprezzatissimo dalla critica, si piazzerà al secondo posto degli incassi dell’annata, con oltre 7 milioni di euro di incassi, e più di 1 milione di biglietti venduti. Al loro fianco, per attrarre una ancora più ampia fetta di pubblico, gli viene affiancata la coppia formata da Francesco Mandelli e Paolo Ruffini, pur mantenendo la posizione preminente all’interno del film.

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“Un Natale stupefacente” è il primo grande film che vede il nome di Lillo & Greg sopra tutti gli altri. Per la splendida interpretazione di questa commedia vinceranno un Nastro d’argento speciale alla 70esima edizione dei Nastri, del maggio 2015.
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Una simpatica immagine della coppia, sul set del film “Un Natale stupefacente”(2014).

• Natale col boss (2015), regia di Volfango De Biasi, 96 min. Con Lillo & Greg, Peppino Di Capri, Giulia Bevilacqua, Paolo Ruffini, Francesco Mandelli.

Alex e Dino ( Lillo & Greg ) sono due affermati chirurghi plastici abituati a cambiare i connotati dei loro pazienti con pochi e delicati colpi di bisturi. Leo e Cosimo ( Ruffini e Mandelli ) invece sono due maldestri poliziotti sulle tracce di un pericoloso e potente boss di cui nessuno conosce il volto; questi si rivolge ad Alex e Dino per sottoporsi ad un intervento di chirurgia plastica ma, per un equivoco, anziché ottenere le sembianze di Leonardo DiCaprio, ottiene quelle di Peppino di Capri. Alex, Dino, Leo, Cosimo e il Boss inciamperanno l’uno nella vita dell’altro, in una commedia piena di equivoci, colpi di scena e grandi risate, in cui ognuno alla fine cercherà di salvare la faccia. Il lieto fine comunque, sarà assicurato e i malviventi saranno assicurati alla giustizia. Il fatto che Natale col boss esca proprio sotto Natale e che parte del film sia ambientato alla vigilia non basta a ridurre il film al mero ruolo di cinepanettone. Qui siamo di fronte ad una commedia ben scritta (da un team di cinque sceneggiatori, fra cui il duo Lillo e Greg che conta per uno ma fa per quattro: è loro l’idea iniziale dell’equivoco Leonardo-Peppino), ben girata, ben montata (senza tempi morti, con ritmo comico) e benissimo recitata da un cast che, oltre a Lillo e Greg e al duo Mandelli-Ruffini (qui diretti in modo da non sbrodolare e non autocompiacersi), vanta alcuni fra i migliori caratteristi della scuola napoletana come Gianfelice Imparato, Giovanni Esposito e Antonio Pennarella, per citarne solo alcuni. Nota di merito speciale per Francesco Di Leva, l’unico delegato a mantenere una recitazione straight in una parodia del gangster film, Enrico Guarnieri, straordinario commissario di polizia, e Giulia Bevilacqua, moglie di Leo, che tocca tutte le corde del suo personaggio, finalmente un ruolo femminile ben scritto e concepito contro stereotipo in una commedia italiana contemporanea. Del resto che De Biasi & co lavorino contro stereotipo è evidente da mille dettagli, a cominciare dal proliferare di cassonetti per la differenziata nella Napoli della “monnezza”. Ma la vera sorpresa di Natale col boss è, oltre a Lillo & Greg, sempre perfetti, Peppino Di Capri, che riesce ad interpretare il ruolo del boss che tanto gli assomiglia con grande credibilità fisica e vocale e interagisce con il se stesso schivo e bonario che il pubblico conosce. Il suo duetto finale con il rapper Gué Pequeno, su titoli di coda che mescolano il fumetto con il documentario, dà la misura di quanto Di Capri sia un perfomer a tutto tondo capace di reinventarsi per il Ventunesimo secolo. Natale col boss possiede la consapevolezza che gli spettatori possono divertirsi a seguire una trama che è sì surreale, ma è anche basata su quanto, al cinema, è ormai “patrimonio” acquisito: una memoria storica dei mafia movie (e del cinema di alcuni autori, in primis Matteo Garrone, citato almeno tre volte), una conoscenza dei meccanismi comici che ne consente il ribaltamento e la variazione, una comprensione dei caratteri che dà spazio al rinnovamento partendo proprio dalla loro riconoscibilità. Ogni attore è utilizzato sulla base delle sue specifiche potenzialità e dello spazio che si è conquistato nell’immaginario collettivo. Ogni battuta fa perno sul ricordo di mille altre, e poi trova la spigolatura innovativa, il piccolo twist intelligente. Si ride senza vergognarsene, si segue il ritmo “in levare” di ogni scena e una comicità che è un susseguirsi di situazioni congruenti non una sequela di gag o di episodi malamente appiccicati l’uno all’altro. Questo non è solo il futuro del cinepanettone, ma il futuro della commedia popolare (all’)italiana, quella da largo pubblico e da sane risate. Ma il film è davvero rilevante, e acclamato dalla critica, e presenta una netta migliorìa rispetto alla pellicola dell’anno precedente, pur essa comunque riuscita. L’anno scorso infatti, Un Natale stupefacente, anche se gradevole non aveva però un ritmo omogeneo, mentre quest’anno gli autori hanno aggiustato il tiro e oliato i meccanismi affidandosi alla struttura più robusta dell’action comedy scappa-scappa a equivoco plurimo.
E se sempre l’anno scorso certi scambi tra gli attori sembravano più adatti al palco di un teatro che al grande schermo, complice l’unità di tempo e luogo, stavolta ci si muove molto e ci si diverte fino alla fine senza evidenti inceppamenti e riempitivi. Non tanto per le battute o i momenti surreali in cui Lillo e Greg sono ormai maestri (e va detto che entrambi hanno qui modo di brillare di luce propria: sono loro i capi-fila dell’operazione, i capo-comici della compagnia, si sarebbe detto in passato), quanto per le situazioni paradossali in cui tutti i personaggi si vengono a trovare e le reazioni che mettono in atto. Dalla coppia di squinternati poliziotti di Paolo Ruffini e Francesco Mandelli (con un bel look alla Serpico dei poveri da poliziottesco, oltre che sotto il trucco del moribondo Mammasantissima) al doppio e irresistibile Peppino Di Capri nel ruolo del boss e di se stesso, dalla bella e atletica Giulia Bevilacqua ai molti ottimi caratteristi che danno vita a un ensemble brillante che ci conferma che il nostro cinema ha un vasto parco attori poco utilizzato, per via dell’ormai cronica carenza di film di genere.
Quello che è inoltre azzeccato, è che in un prodotto pensato in funzione del divertimento fine a se stesso non si sia mai ceduto alla tentazione dell’idiozia. Così, anche se l’azione parte da un’idea dichiaratamente e totalmente assurda – più pretesto che spunto narrativo – non è per niente forzato o illogico quello che viene dopo. Succede un po’ come in quelle laboriose costruzioni coi pezzi del domino, dove basta far cadere il primo tassello perché gli altri lo seguano in una velocissima reazione a catena alla fine della quale magari succede qualcosa di inatteso (e la gag finale del film, con Antonella Clerici,è una sorpresa davvero divertente).
L’idea iniziale, che prevedeva un boss italoamericano, avrebbe dato vita a un inevitabile confronto con modelli troppo alti (lo stesso Greg che ne è l’autore ha citato il classico per eccellenza delle commedie di inseguimento A qualcuno piace caldo), mentre in un contesto di malavita italiano si può scherzare con maggiore efficacia sia sulle famose interpretazioni di De Niro che sulla nostra più celebre serie tv sull’argomento. E’ così che una delle scene più buffe del film vede Ruffini e Mandelli in pieno territorio Gomorra, adottare i comportamenti più estremi e superficiali che due fan poco intelligenti possono trarne. Paga sempre, poi, la scelta di prendere un personaggio molto famoso ma del tutto avulso dal contesto cinematografico: se n’era accorto a sue spese lo stesso Ruffini nel suo Tutto molto bello, con il cammeo autoironico di un divo pop come Pupo che finiva per rubare la scena e in questo caso l’operazione è amplificata dalla creazione di un doppio cattivo dell’icona popolare Peppino Di Capri, che a 76 anni affronta con molto spirito e bravura la sua prima prova d’attore puro in quello che per lui è un antimusicarello, visto che quando canta, con entrambe le identità, per motivi diversi è costretto a farlo male.
Natale col boss dunque fa ridere con semplicità e onestà, grazie a Lillo & Greg, che ormai hanno completato la scalata della loro carriera cinematografica, e, quella di Natale col boss, è la vera “nuova” commedia all’italiana scevra di volgarità e più aderente alla realtà. Un film che, titolo a parte, avrebbe potuto uscire anche in un altro periodo dell’anno; ricordiamo inoltre che stavolta Lillo & Greg sono anche autori del film , e non ci si sorprenda più di tanto, la loro è una coppia abituata in teatro e in radio a scriversi i testi da sè. Il che dimostra come Lillo & Greg non abbiano soltanto tempi comici perfetti, dato dal loro ventennale affiatamento, ma abbiano dietro di sè solide basi comico-culturali, per innovare ed innervare finalmente il genere comico all’italiana con stile ed eleganza…e tutto ciò con l’appoggio ( inusuale ) della critica contemporanea.

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La locandina del film “Natale col boss”(2015), scritto da Lillo & Greg, è il film della conferma per la celebre coppia, che coadiuvata anche da Paolo Ruffini e Francesco Mandelli, ottiene un considerevole consenso della critica, oltre che un grande successo di pubblico.
Di-Capri1
Una scena tratta dal film “Natale col boss”. Qui Lillo & Greg, sono insieme ad uno straordinario Peppino Di Capri, nell’insolito ruolo di un boss mafioso.

Aggiornamento del 02/01/2017

• Natale a Londra- Dio salvi la regina (2016), regia di Volfango De Biasi, 90 min. Con Lillo & Greg, Paolo Ruffini, Nino Frassica, Uccio De Santis, Eleonora Giovanardi, Ninetto Davoli.

Rinvigorito dal successo cinematografico della coppia composta da Lillo & Greg, De Laurentiis, dopo alcuni anni di sperimentazioni, ha capito, che con la coppia a disposizione si può anche osare di più, e così insieme al suo fido regista Volfango De Biasi, ha progettato per il Natale 2016, quei trasferimenti all’estero, tanto cari almeno fino a 10 anni fa. La nuova commedia di Natale targata “Filmauro” si svolge infatti a Londra e porta il titolo di “Natale a Londra-Dio salvi la regina”, una sorta di “Ocean’s Eleven” in salsa italiana. Ritmo serrato, trama ambiziosa, comicità verbale e slapstick, sono gli ingredienti di questo film, arricchito da un cast variegato e ben assortito, anche se forse un po’ troppo affollato. La trama è presto detta, ed è quella di rapire i cani della regina intrufolandosi dentro Buckingham Palace per pagare un debito con un noto boss londinese, un plot degno dei migliori action comedy americani. E infatti l’omaggio al genere action comedy americano funziona bene grazie a Lillo e Greg, Nino Frassica, Ninetto Davoli, Uccio De Santis e Vincent Riotta, attori con la giusta verve per essere divertenti tanto individualmente quanto nel quadro della parodia. Allo stesso modo Paolo Ruffini e Eleonora Giovanardi interpretano gli opposti che si attraggono, lui uno sous chef senza palle, lei una donna che non le manda a dire. Capofila dell’operazione rimangono però Lillo & Greg, che come lo scorso anno sono anche autori del film, e non ci si sorprenda più di tanto, la loro è una coppia abituata in teatro e in radio a scriversi i testi da sè. Il che dimostra come Lillo & Greg non abbiano soltanto tempi comici perfetti, dato dal loro ventennale affiatamento, ma abbiano dietro di sè solide basi comico-culturali, per innovare ed innervare finalmente il genere comico all’italiana con stile ed eleganza…e tutto ciò con l’appoggio ( inusuale ) della critica contemporanea. “Natale a Londra”, quindi, nonostante metta forse troppa carne al fuoco, regge l’impianto fasesco, e soprattutto fa una cosa fondamentale, che lo eleva dalla mediocrità dilagante a buon film, non cede mai alla tentazione dell’idiozia e assolve il suo compito: diverte senza volgarità spicciole e fini a se stessi. Del film rimangono anche alcune scene dal forte impatto comico: le gag visive di Lillo & Greg, la guerra psicologica che vede coinvolto Greg dinanzi ad uno specchio, tra la parte onesta e naif di sé con quella più scafata e criminale; i calembour verbali di Nino Frassica; e una nostalgica scazzottata, omaggio tutt’altro che velato a Bud Spencer e Terence Hill.

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La locandina originale del film “Natale a Londra”(2016), ultima fatica di Lillo & Greg.
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Lillo & Greg, ladri pasticcioni dei giorni nostri. Una sorta di “Soliti ignoti 2.0”, vagamente ispirato anche agli action comedy americani, stile “Ocean’s Eleven”.

A questo punto, ci si aspetta che il loro ottavo film, continui sulla falsariga di “Natale col boss” e di “Natale a Londra”, certo probabilmente bisognerà attendere ancora il fine anno del 2017, poiché il duo comico è impegnatissimo in teatro e radio…ma forse tutto ciò ha un pregio, e nasconde una forte intelligenza di fondo, un’intelligenza nel non spremersi troppo, e piuttosto che fare tre/quattro film comici all’anno e magari mediocri, farne uno ma ben riuscito, ben scritto, ben interpretato, in quell’ottica del farsi attendere, che è insita in tutte le grandi coppie cinematografiche. Per la qualità della loro accoppiata, delle loro idee e delle loro pellicole, Lillo & Greg, sono entrati, ad oggi, di diritto tra le grandi coppie del nostro cinema, e in maniera del tutto meritata. Una scalata avvenuta per piccole, ma inesorabili tappe.

lillo e greg finale
Una foto particolare della celebre coppia, il loro sodalizio artistico e la loro grande amicizia, nacque nel 1991, da allora è stato un crescendo continuo, conquistando radio, televisione e teatro, riuscendo negli ultimi anni, a lasciare un’impronta indelebile anche nel difficile mondo del cinema. Chapeau!

 

Domenico Palattella

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