Il Celentano cinematografico: una carriera da recordman. ( iconografia in 15 foto)

Adriano Celentano, non solo il cantante italiano con le più alte vendite di dischi stimati, ma anche ottimo attore cinematografico. Enorme, è infatti il suo successo come attore cinematografico, tra la metà degli anni '60 e la fine degli anni '80.
Adriano Celentano, non solo il cantante italiano con le più alte vendite di dischi stimati, ma anche ottimo attore cinematografico. Enorme, è infatti il suo successo come attore, tra la metà degli anni ’60 e la fine degli anni ’80.

Chi non conosce un personaggio leggendario come Adriano Celentano? Un artista esemplare che ha attraversato da protagonista assoluto la seconda metà del novecento italiano. E non solo nell’ambito musicale, del quale è assoluto fuoriclasse, considerando che è il cantante italiano con le più alte vendite di dischi stimati; ma anche nell’ambito cinematografico, dove è stato interprete di più di 40 pellicole basate sulle sue doti interpretative. E Celentano è detentore di un record importante del cinema italiano: il periodo che va dal 1979 al 1983 è monopolizzato dal “molleggiato”, per cinque anni di fila un suo film è campione di incassi nelle sale. A cui va aggiunto il precedente, “Serafino”(1968), diretto da Pietro Germi. Essere l’attore campione di incassi per cinque anni di fila o quasi, è un record che è stato realizzato soltanto da Mastroianni e Gassman nel periodo che va dal 1958 al 1964, in cui i due attori si alternavano in vetta alle classifiche annuali del migliori incassi, segno dell’enorme successo di pubblico che Celentano ha ottenuto anche nell’ambito cinematografico. 1979: Mani di velluto; 1980: Il bisbetico domato; 1981: Innamorato pazzo; 1982: Grand Hotel Excelsior; 1983: Segni particolari: bellissimo. E ci sono da aggiungere anche due David di Donatello vinti per le interpretazioni dei film Bluff-storia di truffe e di imbroglioni(1976), al fianco di un attore del calibro di Anthony Queen; e di Mani di velluto(1979), con Eleonora Giorgi; in più da evidenziare anche la vittoria di un Nastro d’argento alle musiche del film Yuppi du(1975). Quella che segue è un’iconografia, che attraverso 15 immagini, ricostruisce la sfolgorante carriera cinematografica di Adriano Celentano, che ha avuto modo di lavorare tra l’altro con maestri del calibro di Pietro Germi, Federico Fellini, Alberto Lattuada, Dario Argento e Castellano & Pipolo, per citarne solo alcuni. I suoi personaggi, burberi, imbranati, ma in fondo positivi e simpatici, che riescono sempre, in un modo o nell’altro, a trovare l’amore, piacquero fin da subito al pubblico del cinematografo, e furono alla base dell’enorme successo della sua carriera cinematografica. Altro tema ricorrente, fin dai tempi di Serafino, che gli spalancò le porte del grande cinema e della commedia, è il problema dell’ambientamento alla modernità, riscontrabile soprattutto in film come Il bisbetico domato Innamorato pazzo, tematica sempre cara a Celentano fin dai suoi esordi come cantante.

La carriera cinematografica di Celentano comincia fin dagli inizi della sua attività musicale; nel 1959 è nel cast di
La carriera cinematografica di Celentano comincia fin dagli inizi della sua attività musicale; nel 1959 è nel cast di “I ragazzi del juke-box”(1959) di Lucio Fulci e l’anno successivo fa una comparsa nel prestigioso film di Federico Fellini “La dolce vita”. Il cast comprende alcuni fra i maggiori personaggi della musica leggera italiana al tempo degli urlatori, ed oltre ad un giovanissimo Adriano Celentano,vi sono Tony Dallara e Fred Buscaglione.
Più che un musicarello,
Più che un musicarello, “Uno strano tipo”(1963) è una commedia degli equivoci molto divertente, in cui Celentano ha modo di interpretare due personaggi, se stesso e il suo sosia dalle sembianze scimmiesche. Specie nei panni del falso Celentano, l’attore-cantante è molto divertente. Celentano recita qui, al fianco di mostri sacri del cinema come Macario e Nino Taranto, e tutto ciò non può che accrescere la sua esperienza nel mondo dello spettacolo.
La sua prima regia fu
La sua prima regia fu “Super rapina a Milano” del 1964, in cui troviamo quasi tutti i suoi amici del Clan, ad esempio Don Backy; un film che narra di una banda di rapinatori che a seguito di un furto fuggono vestiti da frati con la quale poi si scontreranno. Il pubblico però non gradì, e passarono anni prima che Celentano ritentasse la regia.

Partecipa ad altre produzioni da attore (principalmente film musicali) ma la sua carriera cinematografica non decollerà mai veramente prima del 1968, quando con “Serafino”, Pietro Germi lo lancia definitivamente nel grande cinema. «Il primo provino di Celentano per questo film andò malissimo. Adriano fu scartato da Pietro Germi, il quale disse che, con quella faccia da gangster, Adriano era buono solo a fare film gialli. Germi spiegò a Celentano che Serafino è uno che ride, che è sempre aperto. Allora Celentano gli chiese un altro provino e lì cambiò tutto: Germi rimase entusiasta e durante tutta la prima settimana di lavorazione controllò che Serafino non tornasse Celentano», da una dichiarazione di Gino Santercole.

Il film narra la storia di un ragazzo della campagna abruzzese e dei suoi problemi con un'eredità e con l'ambientamento alla modernità, tematica sempre cara a Celentano fin dai suoi esordi come cantante. Il pubblico premio il film, rendendolo campione di incassi della stagione 1968. Elegia, riuscita, della vita agreste, resa con qualche luogo comune dal maestro Pietro Germi. Resta, però un personaggio di finto tonto che è una delle migliori interpretazioni di Celentano, autore anche della colonna sonora del film.
Il film narra la storia di un ragazzo della campagna abruzzese e dei suoi problemi con un’eredità e con l’ambientamento alla modernità, tematica sempre cara a Celentano fin dai suoi esordi come cantante. Il pubblico premiò il film, rendendolo campione di incassi della stagione 1968. Elegia, riuscita, della vita agreste, resa con qualche luogo comune dal maestro Pietro Germi. Resta, però un personaggio di finto tonto che è una delle migliori interpretazioni di Celentano, autore anche della colonna sonora del film.

…a questo punto Celentano è lanciato anche come attore di talento. Non molti film l’anno, 2/3 al massimo, ma di ottimo livello, e il pubblico dimostrò di gradire.

Adriano Celentano ed Enzo Cerusico nel film
Adriano Celentano ed Enzo Cerusico nel film “Le cinque giornate”(1973), unica regia non gialla del maestro Dario Argento. Ispirato ad un fatto storico realmente accaduto, noto appunto come le cinque giornate di Milano, il film è una rilettura spregiudicata di uno dei più celebri episodi del nostro Risorgimento per dimostrarne il contenuto di classe. Film decisamente atipico, ma che ottenne un grande successo di pubblico: 1 miliardo e 280 milioni di incassi.
Adriano Celentano e la moglie Claudia Mori nel film
Adriano Celentano e la moglie Claudia Mori nel film “L’emigrante”(1973), uno dei primi assaggi del “personaggio Celentano”, che spopolerà tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, qui nella parte del ragazzo del popolo, eroe nazionale di tutti i giorni, un pò ingenuo ma profondamente buono. Primo incontro cinematografico con il regista Pasquale Festa Campanile, che firmerà alcuni dei suoi più importanti successi.
Pasquale Festa Campanile dirige nuovamente la coppia Celentano-Mori, e nuovo grande successo commerciale del
Pasquale Festa Campanile dirige nuovamente la coppia Celentano-Mori, e nuovo grande successo commerciale del “molleggiato”. Questa volta Celentano veste i panni di un eroe romanesco nel film “Rugantino”(1973), al quale il cantante sa rendere bene la malizia tipicamente trasteverina e recita in un gustoso dialetto romanesco contaminato dalla cadenza settentrionale dell’attore. Ambientato nella Roma del 1848, è ovviamente tratto dall’omonimo musical di Garinei & Giovannini.

Nel 1975, Adriano Celentano, rinfrancato dai grossi successi commerciali dei film da lui interpretati, torna alla regia con “Yuppi du”, diretto, prodotto, musicato ed interpretato da lui stesso. E stavolta non fa cilecca, “Yuppi du” è uno dei suoi film più famosi, anche come interprete. Celeberrima è poi, l’omonima colonna sonora del film, una delle più famose canzoni del suo vastissimo repertorio. Il film ebbe un grosso successo di pubblico, diventando uno dei maggiori incassi della stagione cinematografica 1974/75, e venne presentato in concorso al XXVIII festival di Cannes. L’anno successivo poi, con “Bluff-storia di truffe di imbroglioni” avverrà la piena consacrazione artistica del suo talento cinematografico.

“Yuppi du” è una dura, ma efficace parabola misogina sull’inaffidabilità delle donne, più che sulla falsa felicità offerta dal denaro, raccontata con numeri musicali ma anche attraverso “i silenzi e le cadenze brechtiane” del futuro Celentano televisivo. Il simbolismo di fondo è talmente sottolineato da sfiorare il sublime ( gli abitanti di Milano, evidentemente schiavi del denaro, ridotti a fantasmi grigiastri ). C’è tutto il Celentano-pensiero, in un film tutto suo, dal pacifismo all’ecologismo: l’unica cosa che manca è un pizzico di ironia in più. Grande cantante, grande attore e ora anche ottimo regista: come l’esperienza maturata negli anni può portare i suoi frutti. Celentano, nel film, sceglie di affiancarsi ancora una volta alla bella e brava Claudia Mori, sua compagna di vita.
La raggiunta maturità artistica di Celentano. Qui un'immagine dal film
La raggiunta maturità artistica di Celentano. Qui un’immagine dal film “Bluff-storia di truffe e di imbroglioni”(1976), insieme ad un attore del calibro di Anthony Quinn. La divertente storia di due simpatici lestofanti nella Francia degli anni ’20, che si associano per rubare dei diamanti ad una biscazziera. Sceneggiato con sagace ritmo dal regista Sergio Corbucci, il film è ricco di invenzioni e non annoia mai. Celentano in ghette e gessato attillato, funziona. Grande successo di pubblico, anche a livello internazionale. La consacrazione, comunque, della carriera cinematografica di Celentano, per questo film infatti vincerà il David di Donatello come miglior attore protagonista della stagione 1976.

E vennero gli anni d’oro, gli anni che vanno dal 1979 al 1983, sono gli anni del trionfo cinematografico della maschera creata da Celentano, il burbero, ingenuo e simpatico ragazzotto di provincia, conquista il pubblico del cinematografo. Mai si era visto fino ad allora, che per 5 anni di fila, pellicole dello stesso attore fossero incessantemente al primo posto degli incassi annuali, o quasi; perchè ad esempio nel 1980 “Il bisbetico domato”, è raggiunto,in una sorta di incredibile ex-aequo, soltanto da “Ricomincio da tre”, che segna il debutto al cinema di Massimo Troisi. “Mani di velluto”, “Il bisbetico domato”, “Innamorato pazzo”, “Grand Hotel Excelsior” e “Segni particolari:bellissimo” consegnano Celentano alla storia del cinema. Non certo dei capolavori, ovvio, ma dei film leggeri, simpatici, spigliati, che il pubblico dimostrò di gradire oltre le più rosee previsioni. Delle ottime pellicole comunque, senza dubbio, con alcuni momenti davvero esilaranti, e ravvivati dalla grande simpatia e dal magnetismo di Celentano, e in fondo anche dalle bellezze di turno che si alternarono sul set insieme al “molleggiato”: Ornella Muti, Eleonora Giorgi e Federica Moro. Tutti i 5 film campioni di incassi nelle sale, sono diretti dalla coppia di sceneggiatori Castellano e Pipolo, che proprio con lo stesso Celentano, debuttarono e si affermarono come registi.

Adriano Celentano insieme alla bella Eleonora Giorgi in
Adriano Celentano insieme alla bella Eleonora Giorgi in “Mani di velluto”(1979), campione di incassi con la superba cifra di 2 miliardi e 463 milioni di lire. Celentano si afferma con questo film nel campo della commedia, grazie anche alla collaborazione con la coppia di registi Castellano e Pipolo, con il quale aveva avviato una lunga e proficua collaborazione. Comicità ruspante, dissacrante ed efficace: Celentano diverte, nella sua parte di tontolone: si fa abbindolare da donne interessate, si fa smontare la macchina sportiva sotto gli occhi dai ladri e si confida con il maggiordomo, suo unico vero amico: geniale. Celentanissima, per le mosse e per il look, la scena in cui Celentano va a fare footing con tuta attillata, canottiera aperta sul torace, cintura e coppola. Secondo David come miglior attore protagonista per Celentano.
Il bisbetico domato è un film del 1980, scritto e diretto da Castellano e Pipolo. L'opera è un'allegra rivisitazione della commedia La bisbetica domata di William Shakespeare, interpretata da Celentano, insieme alla meravigliosa bellezza di Ornella Muti. Successo di pubblico ancora elevatissimo per Celentano, che gigioneggia, schiaccia l'uva ballando a piedi nudi e si atteggia a ruvido sex symbol. Primo incasso della stagione, ex aequo con
“Il bisbetico domato” è un film del 1980, scritto e diretto da Castellano e Pipolo. L’opera è un’allegra rivisitazione della commedia “La bisbetica domata” di William Shakespeare, interpretata da Celentano, insieme alla meravigliosa bellezza di Ornella Muti. Successo di pubblico ancora elevatissimo per Celentano, che gigioneggia, schiaccia l’uva ballando a piedi nudi e si atteggia a ruvido sex symbol. Primo incasso della stagione, ex aequo con “Ricomincio da tre” di Massimo Troisi.
Nel 1981 Celentano continua la collaborazione con Castellano e Pipolo girando
Nel 1981 Celentano continua la collaborazione con Castellano e Pipolo girando “Innamorato pazzo”, nuovamente con la bella e brava Ornella Muti ( con la quale, si diceva, avrebbe avuto una breve relazione), dominando la classifica degli incassi per il terzo anno di fila. Il film è una favola a lieto fine, con un Celentano di contagiosa e irresistibile simpatia.
“Grand Hotel Excelsior”(1982), nacque quasi per caso, su idea di Vittorio Cecchi Gori, che convinse il padre Mario a uscire a Natale del 1982 con un film corale con 4 grandi attori (Celentano, Montesano, Verdone ed Abatantuono) che avevano in quel momento sotto contratto. E l’idea si rivelò altamente remunerativa, i quattro grandi attori, in una struttura a storie parallele che si intersecano, divertono e convincono. Campione di incassi della stagione 1982.
“Segni particolari:bellissimo”(1983) è l’ultimo grande film di Celentano, e l’ultimo grande successo della sua carriera cinematografica. Anche se la verve è in calo, forse per l’eccessiva ripetitività del suo personaggio, Celentano è ancora una volta campione di incassi, in un film tutto sommato simpatico, sbarazzino e ammiccante. Al fianco del molleggiato, la fresca Miss Italia Federica Moro.

Dopo la fine degli anni d’oro, Celentano, in maniera meno corposa per la verità, continuerà una discreta attività cinematografica, ma il suo ultimo film “Jackpot”(1992), sarà un incredibile flop, che ad onor del vero, nulla toglierà alla sua carriera cinematografica, ma senza dubbio nulla aggiungerà.

Nel 1992 Celentano torna nelle sale per interpretare il film
Nel 1992 Celentano torna nelle sale per interpretare il film “Jackpot” di Mario Orfini, del quale è anche sceneggiatore. Celentano è costretto a recitare in presa diretta e in lingua inglese un film tra fantascienza ed ecologismo che la critica accoglie molto male, definendolo uno dei peggiori film del cinema italiano, e che si rivela un flop commerciale visti i miseri incassi (105 milioni di lire incassati a Natale a fronte di una spesa per il film di 18 miliardi). Sarà lo stesso Adriano ad ammettere che il film ha tanti difetti e che i critici, una volta tanto, hanno avuto davvero ragione. Il film mise fine alla carriera cinematografica di Celentano, che, da allora in poi, riverserà tutto il suo talento nella musica, che lo ha sempre accompagnato in più di mezzo secolo di carriera, e nel mezzo televisivo, con svariati programmi di successo sulla prima rete nazionale.

Domenico Palattella

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