Sketch dal film “L’Armata Brancaleone”(1966), il capolavoro di Mario Monicelli con un memorabile Vittorio Gassman

“L’Armata Brancaleone”(1966), una delle più importanti commedie all’italiana in costume di tutti i tempi, racconta la storia di Brancaleone da Norcia ( Vittorio Gassman), un pomposo e spiantato cavaliere duecentesco “ardito, senza macchia e senza palanche” che, entrato in possesso di una pergamena che gli assegna il titolo di Signore, parte alla volta del feudo pugliese di Aurocastro. Sulla sua strada recluta personaggi strampalati e improbabili: l’anziano notaio Abacuc ( Carlo Pisacane), ebreo successivamente costretto al battesimo, lo scudiero Mangold ( Ugo Fangareggi), l’irsuto Pecoro (Folco Lulli) e il giovane Tacconi ( Gianluigi Crescenzi), con i quali attraversa l’Italia, imbattendosi in nobili bizantini decaduti, città in preda alla peste, monaci invasati in cammino verso la Terra Santa e fanciulle in pericolo, fino all’arrivo ad Aurocastro ( nello sketch qui proposto), non esattamente il luogo che si aspettava. Il Brancaleone di uno scatenato e sensazionale Vittorio Gassman è l’ennesimo perdente, ingenuo e sbruffone, mentre attraverso il suo viaggio vengono ritratti corrosivamente la cialtroneria, gli egoismi, la pompa e la miseria dell’Italia e degli italiani, ma anche, con affetto, la forza dei legami amicali e comunitari, l’arte di arrangiarsi, la capacità di sorridere o reagire di fronte alla sventura. Imponente e decisivo il lavoro sulla lingua effettuato da Monicelli assieme ad Age e Scarpelli: i protagonisti parlano una lingua immaginaria che mescola dialetti contemporanei, italiano volgare e qualche bizzarro latinismo, esilarante e destinata a durare nel tempo, nell’uso comune e nel cinema comico a venire. Mario Monicelli lo ha sempre definito il suo film preferito. A dargli ragione, uno straordinario successo di pubblico e di critica sia in Italia sia all’estero. A tale enorme successo contribuì non poco la memorabile interpretazione di Vittorio Gassman e di tutto il cast di comprimari, tra cui l’anziano ma ancora arzillo Carlo Pisacane, in arte Capannelle, che ritrova sia Monicelli che Gassman, dopo i due film della serie dei “Soliti ignoti”“L’Armata Brancaleone” è uno dei pochi film che hanno dato vita a un modo di dire, nella società come in politica; “Armata Brancaleone” è sinonimo di un gruppo di persone inadeguate, mandate allo sbando per imprese più grandi di loro. Indimenticabile il commento musicale di Carlo Rustichelli, che proprio insieme a Monicelli individuò la filastrocca che fa da inno all’improbabile armata: “Branca, branca, branca…leon, leon, leon”.

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