Nino Taranto, il re della “macchietta”: lo splendido sketch di “Ciccio formaggio”

Personaggio, macchietta indissolubilmente legata alla figura del grande Nino Taranto, è quella di “Ciccio Formaggio”, nella versione apparsa sulla prima rete nazionale nel 1957. L’origine della macchietta risale al 1940 e racconta le disavventure di un uomo vittima della sua amata, la perfida Luisa, la quale non perde occasione per deriderlo e lo sottopone ad atroci scherzi. La seconda guerra mondiale è appena iniziata quando egli consegna al successo nazionale “Ciccio Formaggio” entrando in scena con la paglietta, il celebre copricapo che Maurice Chevalier portava già tempo prima a Parigi, ma al quale apporta una modifica personalissima tagliandone dalla falda frontale tre spicchi a triangolo, in modo da ottenere due punte triangolari e facendone ad un tempo il simbolo delle angherìe dell’amata e soprattutto l’emblema che lo accompagnerà per tutta la vita: “Nino Taranto, il signore della paglietta”. Grazie all’inconsueto cappello e alle comiche disavventure amorose di “Ciccio Formaggio”, l’Italia ride e, almeno in parte, dimentica le atrocità belliche: il successo è strepitoso, tanto che sono davvero in pochi quelli che ancora oggi non conoscono il celebre motivetto, mentre nei tristi anni di guerra il suo maggior merito è quello di sapersi caratterizzare al tempo stesso sia come comico che come portavoce di una protesta contro i piccoli soprusi; una protesta che appare impacciata, debole e innocua a causa della tipologia del personaggio, ma non per questo meno amara e sentita. Anche la critica arrivò a lodare tanto la macchietta in sé, quanto l’artista Nino Taranto, che in futuro oltre ad essere un abile esecutore di macchiette di successo, diventerà un applauditissimo attore di teatro e di cinema: tra i più grandi in assoluto. La critica odierna, è poi concorde nel riferirsi alla macchietta in questione, e più in generale alla grande arte di Nino Taranto, in questi termini:

“Una bomba di ironia…una comicità così semplice e acuta oggi purtroppo e’ sempre più rara. Certe persone non muoiono mai e rimangono in un angolo della nostra memoria dove riponiamo tutti i piu’ bei ricordi”.

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