Percorso iconografico sulla vita e sull’arte del grande Nino Manfredi

Nino Manfredi (1921-2004)
Nino Manfredi (1921-2004)


Nasceva a Castro dei Volsci, il 22 marzo 1921 il grande Nino Manfredi. Con Alberto Sordi, Ugo Tognazzi e Vittorio Gassman fu uno dei “mostri” della “commedia all’italiana”. L’omaggio sentito e commosso di chi scrive, ad uno dei più grandi attori della cinematografìa italiana, si terrà attraverso un innovativo percorso iconografico sulla sua carriera: una biografia di sole immagini, quasi come se fosse una mostra, per ricostruire la storia di uno dei miti del nostro cinema.

Nino Manfredi in
Nino Manfredi in “Monastero di Santa Chiara” (1949), la sua prima apparizione cinematografica.
La prima parte da co-protagonista per Nino Manfredi, nel film di Mario Bolognini,
La prima parte da co-protagonista per Nino Manfredi, nel film di Mario Bolognini, “Gli innamorati” del 1955. Qui interpreta il ruolo del barbiere Otello, al fianco di attori già affermati come Antonella Lualdi, Franco Interlenghi e Gino Cervi.
Nel 1956, Nino Manfredi è interprete del film
Nel 1956, Nino Manfredi è interprete del film “Tempo di villeggiatura”, ancora una parte da co-protagonista, stavolta con attori del calibro di Vittorio De Sica e Maurizio Arena, continua la lenta ma inesorabile scalata di Nino, verso le vette del cinema italiano.
Al fianco di Alberto Sordi, suo grande amico, nel film
Al fianco di Alberto Sordi, suo grande amico, nel film “Venezia, la luna e tu” (1958).
Siamo nell'estate del 1958 e Nino Manfredi è protagonista del film
Siamo nell’estate del 1958 e Nino Manfredi è protagonista del film “Carmela è una bambola”, al fianco di Marisa Allasio. Il film ambientato nella splendida costiera amafitana, sarà uno dei grossi incassi della stagione. Qui Manfredi interpreta il ruolo di Toto Improta, guidatore di autobus per turisti.
La carriera cinematografica di Nino Manfredi continua a salire di livello. Siamo nel 1959 è nel ruolo di Pied'amaro, il genio dei motori, è protagonista del sequel della scalcinata banda dei soliti ignoti,
La carriera cinematografica di Nino Manfredi continua a salire di livello. Siamo nel 1959 è nel ruolo di Pied’amaro, il genio dei motori, è protagonista del sequel della scalcinata banda dei soliti ignoti, “L’audace colpo dei soliti ignoti”. Manfredi sostituisce Mastroianni nel cast del film. Quì è protagonista al fianco di Gassman, Salvatori, Murgia, Capannelle e della Cardinale.
Deliziosa commedia all'italiana gialla, sulla paura per la polizia e la febbre del gioco. Il capolavoro di Mario Camerini sbanca al botteghino, merito del trio fantastico di protagonisti. Gassman, Sordi e Manfredi. Quì Manfredi ha ormai raggiunto i suoi illustri colleghi tra le vette della commedia all'italiana, che negli ormai prossimi anni '60, darà il meglio di sè.
“Crimen” è una deliziosa commedia all’italiana gialla, sulla paura per la polizia e la febbre del gioco. Il capolavoro di Mario Camerini sbanca al botteghino, merito del trio fantastico di protagonisti. Gassman, Sordi e Manfredi. Quì Manfredi ha ormai raggiunto i suoi illustri colleghi tra le vette della commedia all’italiana, che negli ormai prossimi anni ’60, darà il meglio di sè.
“A cavallo della tigre”(1961), rappresenta una delle prime grandi prove cinematografiche di Manfredi, nel cinema cosiddetto impegnato. Il film di Comencini, seppur poco visto all’epoca, ha le crisma del capolavoro e mette in scena un’Italia picaresca, miserabile e puzzolente, popolata da personaggi quasi ignari del miracolo economico. Su tutti Manfredi e Mario Adorf.
Un'immagine di scena del film
Un’immagine di scena del film “Questa volta parliamo di uomini” (1965). Quattro episodi e un prologo per un assolo perfetto di Manfredi, che infatti vincerà il “nastro d’argento” come miglior attore protagonista della stagione 1966, proprio per l’interpretazione di questa pellicola. Un tentativo riuscito di nobilitare la commedia all’italiana con intenti pedagogici filo-femministi, cui la regia rende al meglio.
Deliziosa commedia giallo-rosa di ambientazione napoletana. Il film folkloristico e colorato è uno dei massimi successi degli anni '60, ed uno dei film più famosi ancora oggi. Nino Manfredi ne è lo splendido protagonista, al fianco di un mirabile Totò a fine carriera.
“Operazione San Gennaro”(1966), è una deliziosa commedia giallo-rosa di ambientazione napoletana. Il film folkloristico e colorato è uno dei massimi successi degli anni ’60, ed uno dei film più famosi ancora oggi. Nino Manfredi ne è lo splendido protagonista, al fianco di un mirabile Totò a fine carriera.
Nino Manfredi in una scena del film con l'attrice Leslie Caron. “Il padre di famiglia”, uno dei migliori Manfredi di sempre, perfetto nel tratteggiare, in maniera composta ed efficace, il ritratto di un padre di famiglia dell’Italia del boom, alle prese con tutte le problematiche sociali e lavorative del periodo. Una piccolo gioiello diretto dal regista Nanni Loy.
Nino Manfredi in una scena del film con l’attrice Leslie Caron. “Il padre di famiglia”(1967) è uno dei migliori Manfredi di sempre, perfetto nel tratteggiare, in maniera composta ed efficace, il ritratto di un padre di famiglia dell’Italia del boom, alle prese con tutte le problematiche sociali e lavorative del periodo. Una piccolo gioiello diretto dal regista Nanni Loy.
“Italian secret service”, del 1967, è un divertente incrocio tra commedia all’italiana e parodia della spy story americane. E’ il momento migliore della carriera di Nino Manfredi, che addirittura nel 1968 si aggiudica due David di Donatello ex-aecquo sia per “Italian secret service” che per “Il padre di famiglia”. Caso più unico che raro nella storia della cinematografia mondiale: un ex-aecquo con se stesso. Ciò sta a significare che le sue interpretazioni, ormai, sono tutte di enorme spessore ed è forse l’attore più richiesto del panorama italiano, alle soglie degli anni ’70.
Gioiellino di comicità paradossale e popolana, tutta giocata sul gusto per il calco filologico e deformante della subcultura popolare, del patetico da fotoromanzo e del romanticismo da festival di Sanremo,, che contiene alcune delle più belle battute degli sceneggiatori Age e Scarpelli. Il trio di protagonisti è semplicemente sublime: Manfredi, Tiffin e Tognazzi. Soprattutto Tognazzi, in una strabiliante parte, quasi del tutto muta, tranne in un ultimo breve spezzone a fine film.
“Straziami, ma di baci saziami”(1968) è un gioiellino di comicità paradossale e popolana, tutta giocata sul gusto per il calco filologico e deformante della subcultura popolare, del patetico da fotoromanzo e del romanticismo da festival di Sanremo,, che contiene alcune delle più belle battute degli sceneggiatori Age e Scarpelli. Il trio di protagonisti è semplicemente sublime: Manfredi, Tiffin e Tognazzi. Soprattutto Tognazzi, in una strabiliante parte, quasi del tutto muta, tranne in un ultimo breve spezzone a fine film.
Strepitoso successo di pubblico (2 miliardi di incassi) per il kolossal in costume di Luigi Magni, il celeberrimo
Strepitoso successo di pubblico (2 miliardi di incassi) per il kolossal in costume di Luigi Magni, il celeberrimo “Nell’anno del signore”(1969). In un cast a dir poco eccelso, Sordi, Tognazzi, la Cardinale, Salerno, si staglia l’interpretazione del vero protagonista del film, Nino Manfredi. Sublime nel tratteggiare Pasquino, il ciabattino, lo storico autore di invettive contro il Papa, nella Roma papalina. La splendida interpretazione gli valse sia in “nastro d’argento” che il “david di donatello” come miglior attore protagonista della stagione 1970.
Esordio in un lungometraggio di Nino Manfredi come regista, il quale è comunque anche il protagonista del film, con una regia dal sapore naif e un soggetto indubitabilmente nostrano e originale, a metà tra spiritualità e psicoanalisi, sulle conseguenze della cattiva educazione religiosa. Record di incassi della stagione 1970/71. Nino Manfredi vinse la prestigiosa
“Per grazia ricevuta”(1971) segna l’esordio in un lungometraggio di Nino Manfredi come regista, il quale è comunque anche il protagonista del film, con una regia dal sapore naif e un soggetto indubitabilmente nostrano e originale, a metà tra spiritualità e psicoanalisi, sulle conseguenze della cattiva educazione religiosa. Record di incassi della stagione 1970/71. Nino Manfredi vinse la prestigiosa “Palma d’oro” al Festival di Cannes per la miglior opera prima. Molte scene rimaste nella storia. Capolavoro senza tempo.
Nino Manfredi interpreta magistralmente Geppetto, nella versione all'italiana delle
Nino Manfredi interpreta magistralmente Geppetto, nella versione all’italiana delle “Avventure di Pinocchio”. Gina Lollobrigida fa La Fata Turchina e Franchi & Ingrassia sono perfetti nel ruolo del gatto e della volpe.
Un'immagine di scena del film
Un’immagine di scena del film “C’eravamo tanto amati”(1974) di Ettore Scola. Il trio di protagonisti è composto da Nino Manfredi, Vittorio Gassman e Stefano Satta Flores. Tre grandi interpretazioni per un capolavoro senza tempo che è un omaggio nostalgico, amaro e sincero al cinema italiano e più in generale ad un pezzo di storia e al tempo che passa inesorabile.
“Pane e cioccolata” (1974), a detta di molti, il miglior film della carriera di Nino Manfredi. Elogio dell’italiano all’estero con tante scene entrate nell’immaginario popolare. Manfredi si supera, in un’interpretazione attenta e precisa e vince con merito il David di donatello come miglior attore protagonista.
Nino Manfredi in una scena del film
Nino Manfredi in una scena del film “Brutti, sporchi e cattivi” (1976). Un film volutamente sgradevole, ma con una grande prova di Nino Manfredi.
Un'immagine dal film
Un’immagine dal film “Signore e signori, buonanotte” (1978). Una film a episodi, parodia di una giornata televisiva. Il cast è quanto di meglio offre il cinema italiano, e quanta roba: Marcello Mastroianni, Nino Manfredi, Paolo Villaggio, Ugo Tognazzi, Vittorio Gassman. Su tutti però spicca l’episodio di Nino Manfredi, strepitoso nei panni di un cardinale che si finge moribondo per essere eletto Papa.
Nino Manfredi nei panni del giudice ecclesiastico monsignor Colombo da Priverno, nel film
Nino Manfredi nei panni del giudice ecclesiastico monsignor Colombo da Priverno, nel film “In nome del Papa re” (1977). L’interpretazione di Manfredi è ancora una volta precisa, attenta, perfetta: tanto da vincere sia il David che il nastro d’argento come miglior attore protagonista per questo film.
Da ricordare e applaudire è l'interpretazione del venditore abusivo di caffè sui treni Michele Abbagnano in
Da ricordare e applaudire è l’interpretazione del venditore abusivo di caffè sui treni Michele Abbagnano in “Café Express” di Nanni Loy (1980), a detta di molti la sua interpretazione più intensa e sofferta. E per questo film Manfredi vinse l’ennesimo nastro d’argento della sua sfolgorante carriera.
Siamo nel 1982, e Manfredi con la commedia agro-dolce venata di malinconia,
Siamo nel 1982, e Manfredi con la commedia agro-dolce venata di malinconia, “Spaghetti house”, sfodera ancora un’ottima interpretazione. Qui è in una scena divertente del film, da cui fuoriesce tutta la sua umanità e la sua grande allegrìa e voglia di vivere.
Nino Manfredi insieme a Delia Scala e Paolo Panelli nelle storiche edizioni del 1959 e del 1960 di
Nino Manfredi insieme a Delia Scala e Paolo Panelli nelle storiche edizioni del 1959 e del 1960 di “Canzonissima”. Un trio ben assortito ed un grande successo di pubblico.
Nino Manfredi negli anni 60, durante la pausa sul set di uno dei suoi film. L'immagine di un uomo, di un artista determinato e di gran classe e temperamento.
Nino Manfredi negli anni 60, durante la pausa sul set di uno dei suoi film. L’immagine di un uomo, di un artista determinato e di gran classe e temperamento.
Nino Manfredi con la moglie Erminia nel giorno delle nozze.
Nino Manfredi con la moglie Erminia nel giorno delle nozze.
Un'altra immagine di una coppia felice, Nino e la moglie Erminia, durante un periodo di vacanza. SIamo nelle estati di fine anni '60.
Un’altra immagine di una coppia felice, Nino e la moglie Erminia, durante un periodo di vacanza. SIamo nelle estati di fine anni ’60.
Nino Manfredi, la moglie Erminia e i figli in una foto di fine anni '80: una famiglia felice.
Nino Manfredi, la moglie Erminia e i figli in una foto di fine anni ’80: una famiglia felice.
Una foto autografata di Nino Manfredi, alla fine degli anni '50, quando è già uno dei re del cinema italiano.
Una foto autografata di Nino Manfredi, alla fine degli anni ’50, quando è già uno dei re del cinema italiano.
Un'immagine di Nino Manfredi alle soglie degli anni '2000. Anziano ma ancora pieno di voglia di vivere e ancora strepitoso interprete in tv e al cinema.
Un’immagine di Nino Manfredi alle soglie degli anni ‘2000. Anziano ma ancora pieno di voglia di vivere e ancora strepitoso interprete in tv e al cinema.
Nino Manfredi si cimentò nel corso della sua carriera anche nella musica. Il suo
Nino Manfredi si cimentò nel corso della sua carriera anche nella musica. Il suo “Tanto pe cantà”, canzone popolana romanesca di Ettore Pretolini, venne rifatta da Nino Manfredi con enorme successo, tanto da entrare nella storia della canzone italiana e nell’immaginario comune popolare. a ricordare anche la tenera “Che bello sta cò te”.

Domenico Palattella

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3 pensieri su “Percorso iconografico sulla vita e sull’arte del grande Nino Manfredi

  1. La prima apparizione cinematografica di Manfredi è stata nel film “Torna a Napoli” di Gambino, nel 1949 e non “Monastero di Santa Chiara”.

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      • Mi scusi, in che senso rilevante? Si riferisce al successo del film? Manfredi era il protagonista di “Torna a Napoli”. Mio suocero, che nel film interpreta il figlio di Manfredi, mi ha detto che il film non ebbe moltissimo successo. Comunque mi ha anche raccontato di un Manfredi molto gentile e simpatico.

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