L’altra faccia di Ugo Tognazzi: l’amante della vita e delle amicizie, la passione per la gastronomia, i leggendari tornei di tennis

Ugo Tognazzi, uno degli attori più amati di tutti i tempi...il suo era un temperamento allegro, simpatico amante della vita, dello sport e delle belle donne
Ugo Tognazzi, uno degli attori più amati di tutti i tempi…il suo era un temperamento allegro, simpatico amante della vita, dello sport e delle belle donne.

Ugo Tognazzi, il grande Ugo, uno dei personaggi più amati e popolari del cinema italiano, era uno dei personaggi più allegri e stravaganti anche fuori dal grande schermo. Un personaggio quasi fuori dagli schemi tradizionali del mestiere del comico, strabordante sul set e anche nella vita di tutti i giorni. Tognazzi era infatti un gaudente, un’amante della vita, dei sensi, era un inventore di beffe, di burle e di scherzi, uno di quegli amici capaci di rallegrarci le giornate, che tutti vorrebbero avere al proprio fianco: rivendicò per se persino il “diritto alla cazzata”. E in questa furia di rivendicazione, nel 1978 accetta di apparire su diverse finte pagine di quotidiani nazionali predisposte dalla rivista satirica “Il male”. Gli edicolanti le avevano schierate in bella mostra nei loro chioschi, divertendosi a spiare le reazioni dei passanti. “Arrestato Ugo Tognazzi”, titolava il finto “Paese Sera”“E’ il capo delle BR”, proseguiva a tutto campo. “Clamoroso arresto di Ugo Tognazzi. Colta dai carabinieri la primula rossa del terrorismo”, annunciava il finto “La Stampa”“Da questo preciso momento c’è poco da ridere. Tognazzi è il cervello BR”, sparava il finto “Il Giorno”. Nel corpo dell’articolo, il finto “Paese Sera” rivelava:

“Anche Vianello nella direzione strategica: cinquecento carabinieri gli danno la caccia. Finto lo scioglimento della coppia ai tempi di “Un, due, tre”. Da dietro le quinte dirigevano il movimento eversivo. Ampia retata negli ambienti dei comici. Le congratulazioni di Pertini.

Il tutto corredato da fotografie che ritraevano Tognazzi in manette fra i carabinieri, le braccia sollevate come a voler nascondere il volto. E poi ci furono tanti altri scherzi, a colleghi e amici, burle vecchie e nuove ma sempre divertenti.

Il finto arresto di Ugo Tognazzi, accusato di essere il capo delle BR...una burla in grande stile organizzata dal celebre attore cremonese
Il finto arresto di Ugo Tognazzi, accusato di essere il capo delle BR…una burla in grande stile organizzata dal celebre attore cremonese.

Poi c’è l’Ugo Tognazzi che scopre in età adulta la passione forsennata per la gastronomia. Una persona, nello specifico, se ne è ascritta il merito.

Io, che avevo una certa abitudine a cucinare, gli insegnai proprio le basi- racconta Raimondo Vianello in un’intervista televisiva-. E lui seguiva con grande attenzione e una passione enorme, immediata. Poi lui era convinto che più si aggiungevano cose più il piatto migliorava. Invece…Gli raccomandavo di stare attento, di dosare bene gli ingredienti, di non esagerare. Preso da questa passione, andava a fare la spesa, cucinava, mi faceva mangiare delle cose che… Da cavia, ho fatto. Lavorando poi la sera in televisione e in teatro.

La sovrabbondanza di ingredienti di cui parla Vianello è ben descritta dalla ricetta delle polpette elaborata da Tognazzi e riportata nel suo “L’abbuffone”.

Stabiliamo anzitutto che fare le polpette, per me, significa utilizzare ogni tipo di carne avanzata: lesso, arrosto, gallina, brasato, ecc ecc… Io, alla carne, aggiungo un panino bagnato nel latte. Si favoleggia di una volta che feci le polpette adoperando, oltre al panino bagnato nel latte, una patata lessa: risultato clamoroso. Alla carne avanzata ben tritata va aggiunto anche un avanzo di prosciutto o salame, oppure un avanzo di salsiccia sbollentata. E un avanzo di spicchio d’aglio tritato con abbondante prezzemolo (tritato). Non dimenticate un pò di noce moscata, e un uovo intero. E due cucchiaini di parmigiano non volete metterceli? Anche pecorino, se preferite. Tutto ciò va trasformato in tante palline che passerete nella farina bianca e bagnerete in un altro uovo intero sbattuto. Fate rotolare le polpette nel pane grattuggiato e friggetele in metà olio e metà burro. DImenticavo: scorza di limone grattuggiata. Se per caso fra gli avanzi avete anche della porchetta, non esitate a impastarla con il resto.

Ugo Tognazzi nella sua cucina della villa di Torvajanica: Re del cinema e Re dei fornelli...una delle sue grandi passioni era infatti quella della cucina
Ugo Tognazzi nella sua cucina della villa di Torvajanica: Re del cinema e Re dei fornelli…una delle sue grandi passioni era infatti quella della cucina.

Ma per quanto profondesse nella cucina un impeto quasi sensuale, per quanto componesse e pubblicasse complessi ricettari e discettasse di gastronomia anche in alte sedi, gli amici più intimi erano concordi nell’intonare un coro unanime: Tognazzi cucinava malissimo. Già Vianello lo aveva intuito mentre gli faceva da cavia.

Ugo Tognazzi aveva fama di grande cuoco, fare la cucina era la sua salvazione- scrive Paolo Villaggio nella sua autobiografia “Vita, morte e miracoli di un pezzo di merda”- Era pieno di buona volontà, ma non aveva il minimo senso delle misure. Insomma, non aveva assolutamente la vocazione del cuoco. Solo una tragica voglia di farlo. Tragica perchè seviziava i suoi ospiti. Gli ho visto fare fette di mortadella panata con prosciutto e scamorza e maial tonnè. Gli ospiti nuovi si abbuffavano, poi scomparivano dalla circolazione per alcuni giorni; altri, per sempre.

A un certo punto Tognazzi aveva deciso di istituire ogni venerdì sera “la cena dei dodici apostoli”. Partecipavano dodici amici, fra cui Villaggio, Monicelli, Vianello e gli sceneggiatori Benvenuti e De Bernardi. Funzionava così: lui preparava una cena in pompa magna; a fine serata si sarebbe proceduto con una votazione segreta per ogni piatto. C’erano solo sei possibilità di giudizio: straordinario, ottimo, buono, sufficiente, cagata, grandissima cagata. Racconta Piero De Bernardi, il quale impersonava l’apostolo Tommaso “che ci metteva il naso”, che una sera si era svolta una cena con un menu dagli esiti catastrofici. Tognazzi, vestito da cuoco con tanto di cappello, spiava le facce dei commensali dalla porta della cucina. A fine pasto, era passato a raccogliere con un vassoio d’argento le schede di voto, rigorosamente anonime. Era stato Leo Benvenuti a leggere ad alta voce i risultati, dice Villaggio. Primo piatto: tre insufficienze, cinque cagate e quattro grandissime cagate. Secondo piatto: dodici cagate. Terzo piatto: due cagate e dieci grandissime cagate. Tognazzi, in rigoroso silenzio, aveva raccolto le schede e le aveva infilate in una busta da lettere. –Che devi farci?-gli aveva chiesto curioso Villaggio. –Domani le porto da un grafologo,-era stata la risposta secca. Nel frattempo Monicelli, che dei dodici apostoli era Giuda, girava intorno alla tavola raccogliendo gli avanzi e riponendoli in un sacchetto di plastica.-Dove li porti?-gli aveva domandato sospettoso Tognazzi. E Mario Monicelli, perfido:-All’istituto italiano di criminologia!.

Una simpatica e sorridente immagine di Ugo Tognazzi, era così anche nella vita
Una simpatica e sorridente immagine di Ugo Tognazzi, era così anche nella vita.

Tognazzi era anche un grande amante dello sport, era un accanito tifoso del Milan, ed era un grande appassionato anche di tennis. L’impeto d’amore che aveva per questo sport lo aveva spronato a inaugurare nel 1966 un torneo nella propria mega-villa di Torvajanica, quello che sarebbe passato alla storia come il “Torneo di Tennis Tognazzi”: il T.T.T…Ogni fine agosto, sul terreno di gioco della villa hanno incrociato le racchette decine e decine di personaggi del cinema, del teatro, del giornalismo, ma non solo; tutti a contendersi, tra risate, cibo e vino, l’ambito premio finale: lo scolapasta d’oro, uno per il doppio e uno per il singolo. Fra i partecipanti c’era chi deliziava i presenti con numeri di attrazione; Philippe Leroy, per esempio, aveva voluto stupirli con un’esibizione da mangiatore di fuoco, ma l’unico risultato che aveva ottenuto era stato inghiottire in un botto tre litri di cherosene, costatigli ben tre giorni di clausura in una stanza al terzo piano della villa causa disintossicazione. Ed è rimasta famosa la smargiassata di Anthony Quinn. Da messicano purosangue, sosteneva di essere capace di spegnere una sigaretta con una frusta da una distanza di quattro metri. L’ingenuo Tognazzi si era prestato volentieri a fargli da assistente: si era piazzato alla distanza prestabilita con la sigaretta fra le labbra. Quinn aveva tirato la scudisciata e l’aveva beccato in piena fronte, tramortendolo.

Tognazzi e Gassman grandissimi e fraterni amici con un prosciutto in mano nel 1976, in una delle leggendarie abuffate post torneo di Tennis Villaggio Tognazzi...quell'anno vinsero il doppio insieme!!!
Tognazzi e Gassman grandissimi e fraterni amici con un prosciutto in mano nel 1976, in una delle leggendarie abuffate post torneo di Tennis Villaggio Tognazzi…quell’anno vinsero il doppio insieme!!!

Dal 1966 in poi, e per oltre 25 anni, il campo da tennis di villa Tognazzi divenne sede per la prima volta di un torneo riservato a personaggi del cinema e del teatro, della radio e della televisione, del giornalismo e di qualcos’altro.

Il T.T.T.

T come Torneo, T come tennis ma anche T come Tognazzi. Il fatto non sembra certo casuale: anzi viene addirittura il sospetto che se un Ugo avesse avuto un cognome diverso anche il tennis si sarebbe chiamato in un altro modo. Ugo Rossi e il Rennis, per esempio, oppure Ugo Benassi e il Bennis.
Sembrava una curiosa gherminella, una stravagante scommessa, una simpatica e singolare iniziativa destinata probabilmente a restare senza seguito, a quei tempi una novità assoluta, forse buona soltanto per animare qualche serata di fine estate negli anni felici del “boom” economico.

Il Torneo di Tennis organizzato per 25 anni di fila dal grande Tognazzi nella sua villa di Torvajanica, entrò nella leggenda, come anche il primo premio: lo
Il Torneo di Tennis organizzato per 25 anni di fila dal grande Tognazzi nella sua villa di Torvajanica, entrò nella leggenda, come anche il primo premio: lo “Scolapasta d’oro”…qui una foto di gioco dell’edizione 1981.

Ed invece passarono gli anni e lo scherzo diventò consuetudine, la scommessa si tramutò in tradizione inossidabile, l’iniziativa, un impegno costante. Il Torneo infatti continuò a svolgersi puntualmente, per ben 25 edizioni, tranne una breve pausa a cavallo tra gli Anni 70 e 80. Fu proprio Lui Ugo, mediocre tennista ma grande attore e impareggiabile anfitrione, l’ideatore dell’originale competizione che come premio finale attribuiva l’ambitissimo “Scolapasta d’oro” in un 1966 ormai lontano.
Sono stati i suoi familiari, e i suoi amici in testa, a decidere che l’abituale appuntamento di fine agosto dovesse continuare, ancora per qualche edizione nonostante la sua assenza, ma ad una condizione… sempre con lo stesso spirito, stare tutti insieme tra un rovescio e un piatto di spaghetti, tra uno “smash” e un bicchiere di vino, tra una smorzata e un gelato. Ogni edizione fu un’occasione per riportare alla memoria tanti significativi “flash back” che hanno attraversato oltre un quarto di secolo.

Qui Tognazzi sul campo di gioco con Luciano Pavarotti...siamo nel 1979
Qui Tognazzi sul campo di gioco con Luciano Pavarotti…siamo nel 1981.

Le solenni arrabbiature di Renato Rascel col suo occasionale compagno di doppio e la grinta alla Gardini di Umberto Orsini. Le improbabili “volè” di Ugo Tognazzi, il “fair play” britannico di Arnaldo Ninchi I pallonetti di Ivo Garrani. L’entusiasmante “show” di Luciano Pavavrotti in una serata di settembre insolitamente gelida e i pittoreschi insulti regolarmente indirizzati agli avversari da Alessandro Haber, la tenacia di Luciano Salce e Sergio Fantoni. Gli interminabili lamenti di Franco lnterlenghi e la simpatia contaggiosa di Vianello, Villaggio, Arbore, Nuti e Verdone. Lo stile impeccabile di Vittorio Gassman e Giuliano Gemma, il tennis approssimativo di Michele Placido e Flavio Bucci. La straripante vitalità di Daniela Poggi e la spietata concentrazione di Carol Andrè, e tanti, tanti altri.

Sempre a Villa Tognazzi, tra una mangiata e un rovescio di tennis, le foto ricordo con i suoi grandi amici...qui Tognazzi è con Vianello...suo grande amico e spalla in tanti film a cavallo tra gli anni '50 e '60
Sempre a Villa Tognazzi, tra una mangiata e un rovescio di tennis, le foto ricordo con i suoi grandi amici…qui Tognazzi è con Vianello…suo grande amico e spalla in tanti film a cavallo tra gli anni ’50 e ’60.

Durante tutte le edizioni dei tornei di tennis, villa Tognazzi tornava ad essere per una settimana la piccola capitale di un singolare pianeta sportivo artistico mondano. Il grande appuntamento di una “Estate Romana” ancora tutta da inventare, dove attori affermati pur di esserci, rinunciavano dal trattenersi a Venezia durante il Festival, che ogni anno avveniva in perfetta concomitanza. Sul campo amici e colleghi si sfidavano in partite tirate allo spasimo come tennisti quasi autentici e altre infarcite soprattutto di svarioni grossolani e di inevitabili risate.
A seguirli appassionatamente si affollavano da una parte, belle donne e personaggi popolari, attori famosi e altri meno noti che magari qualche anno dopo però lo sarebbero diventati, e dall’altra l’immancabile rumorosa e pittoresca cornice di pubblico, capace di confezionare sempre nuovi simpatici sfottò.
Le serate si chiudevano con le consuete spaghettate notturne, le solite bevute e le chiacchierate interminabili tra vecchi grandi amici di un’epoca d’oro. Non mancavano neppure le consuete proteste di chi si riteneva defraudato di un punto, e la solita ostinazione di chi vorrebbe vincere a tutti i costi, gli inevitabili sospetti verso la macchinosa formula del torneo a squadre.
Alla fine premiazione per tutti, ed esibizioni estemporanee con qualche sorpresa… Da Antony Quinn con la frusta a Philippe Leroy mangiafuoco, dalle torte giganti, alle mongolfiere, dagli elefanti ai trampolieri, tutto immerso nei fumoni dei fuochi d’artificio. Un attimo dopo Ugo e Benito Morelli erano già pronti a dare il via alla gande abbuffata finale.

Come sempre… tutto tra amici… gli Amici Suoi… dal 1966 in poi.

Un video raro e commovente, ma nello stesso tempo divertente, di quel che è stato per 25 anni il “Torneo di Tennis Tognazzi”, un inno all’amicizia, alla vita e allo sport: con le consuete spaghettate notturne, le solite bevute e le chiacchiere interminabili tra vecchi grandi amici di un’epoca d’oro. Tutto questo grazie ad Ugo e alla sua grande voglia di vivere.

Una piccola grande storia italiana!

Domenico Palattella

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