La leggenda di Peppino De Filippo, uno dei re indiscussi del cinema italiano

Peppino De Filippo (1903-1980)
Peppino De Filippo (1903-1980), uno dei più grandi attori del nostro cinema. Attivo dal 1935 al 1978, in oltre 40 anni di carriera cinematografica, ha preso parte a 94 film, sempre in parti di protagonista, co-protagonista, o come attrattiva principale del film.

“Peppino è un grande attore, quasi sempre più grande di ciò che ha rappresentato”

“Questo è indubbio, oggi: Peppino, come produttore di ilarità, è formidabile. Prima di lui, o uguale a lui, nessuno…il numero uno nella farsa”

Era il 27 gennaio del 1980 quando moriva a Roma, il grande Peppino De Filippo, uno dei personaggi più amati dal pubblico ed uno degli attori italiani più importanti e apprezzati di tutti i tempi. Interprete di 94 film, tutti da protagonista o co-protagonista. La sua comicità e la sua classe sono ancora attualissimi e i suoi film freschi e divertenti. Nel cinema è stato più grande di suo fratello Eduardo, celebratissimo come autore teatrale. Peppino De Filippo è oggetto oggi di una attenta rivalutazione anche come autore teatrale di altissimo livello, oltre che di cinema, dove con i tanti film interpretati al fianco di Totò e al fianco di tanti altri grandi attori del cinema italiano, ha lasciato un segno indelebile nella cultura del nostro paese. Ciliegina sulla torta l’essere stato interprete di due film del grande Federico Fellini (d’altronde Peppino era uno dei suoi attori preferiti), “Luci del Varietà” (1950) “Boccaccio ’70” (1962).

Peppino De Filippo e Giulietta Masina nel film
Peppino De Filippo e Giulietta Masina nel film “Luci del varietà”(1950). Forse il più grande film dedicato al magico mondo della rivista.

Peppino De Filippo, o anche solamente Peppino, così come tutti chiamano Eduardo suo fratello e Totò il suo amico e compagno di lavoro Antonio De Curtis, non amava molto il cinema che aveva interpretato nel corso degli anni. Ma nessuno è peggior giudice delle proprie opere, e le persone di grande talento e modesta cultura criticano spesso gli intellettuali, ma finiscono per restare comunque influenzate dai loro giudizi e pregiudizi: anche Totò da anziano, si fece convincere da gente in malafede di aver sbagliato tutto interpretando, accanto ad un’infinità di pagliacciate, appena due o tre film di quelli che allora si definivano “d’autore” ( e adesso quanto riderebbe se sapesse che “Totò all’inferno”  ci appare oggi molto più geniale, vivo e anticonformista di “Uccellacci e uccellini”, e che i critici e i cinefili delle nuove generazioni conoscono a memoria “Totò al giro d’Italia”“Totò a colori” mentre quasi ignorano l’esistenza della “Mandragola” di Alberto Lattuada e di “Capriccio all’italiana”). Sicchè si può affermare la stessa cosa anche per Peppino e per il suo cinema, e qui dunque bisogna dire che anche Peppino quasi sicuramente sbagliava così come Totò; e senza nulla togliere al suo teatro ( il quale è comunque oggetto di una attenta rivalutazione ad oggi), sono di certo i suoi film a riuscire a tramandare la sua grandezza alle attuali generazioni ed a quelle che verranno. Anche Boccaccio e Petrarca, del resto, credettero di affidare la loro fama presso la posterità agli scritti in latino (di cui oggi nessuno si ricorda).

Peppino insieme al fratello Eduardo in una foto della metà degli anni '60
Peppino insieme al fratello Eduardo in una foto della metà degli anni ’60.

I film di Peppino meritano dunque, tutto il culto sfrenato che al giorno d’oggi stanno avendo, come quelli di Totò, di Fabrizi, di Rascel e così via. Alcuni perchè sono effettivamente degli ottimi e in qualche caso dei veri e propri capolavori, altri perchè bastava comunque la sua presenza a farli sembrare tali. Quasi sempre, l’apparizione di Peppino è come un improvviso lampo di luce, come una scossa salutare che fa sobbalzare sulla poltrona gli spettatori mezzi assopiti. E la sua arte comica brilla tanto nelle partecipazioni straordinarie, quanto in quelle da protagonista o co-protagonista. Infatti capita sovente che ci si ricordi di più degli interventi di Peppino che di tutto il resto. Era letteralmente il “faro” dei 94 film da lui interpretati. Persino nei 14 film girati in coppia con Totò, talvolta è Peppino, che pure sulla carta dovrebbe fare da spalla, anche se di lusso, a divenire l’elemento essenziale della coppia; e Totò, specie negli ultimi anni, non apparve mai così scatenato e irresistibile come quando era in coppia con Peppino. Tra i film interpretati in coppia, almeno 4-5 sono di altissimo livello: il loro capolavoro “Totò, Peppino e la malafemmena” (1956), e altri ottimi film come “Totò, Peppino e i fuorilegge” (1956), “Signori si nasce!” (1960), “Totò, Peppino e la Dolce Vita” (1962).

La coppia Totò e Peppino De Filippo, il loro fu un sodalizio artistico che ha prodotto 14 film, tutti di straordinario successo. Qui in una scena del film
La coppia Totò e Peppino De Filippo, il loro fu un sodalizio artistico che ha prodotto 14 film, tutti di straordinario successo. Qui in una scena del film “La banda degli onesti” (1955).

Eppure non è con Totò, che Peppino ha interpretato in coppia il maggior numero di film, e neanche con il fratello Eduardo, con il quale ha interpretato una quindicina di film; ma bensì con l’altrettanto grande Aldo Fabrizi, ben 18 film. Quella di Fabrizi e Peppino è stata una grande amicizia,ed un sodalizio artistico che ci ha regalato duetti spassosissimi e film di successo come “Siamo tutti inquilini” (1953), “Guardia, guardia scelta, brigadiere e maresciallo” (1955), “Signori in carrozza!” (1951), “I due compari” (1955) “I quattro monaci” (1962), per citarne alcuni.

Aldo Fabrizi e Peppino De Filippo in una scena del film
Aldo Fabrizi e Peppino De Filippo in una scena del film “I due compari” (1955). In coppia interpretarono quasi 20 film, tutti conditi da un ottimo successo di pubblico.

In mezzo a tanti attori d’alta scuola che ancor oggi fanno sbadigliare solo a vederli, Peppino faceva ridere solo a pensarlo: uno di quei comici che tengono il campo persino quando non sono inquadrati, che divertono persino quando sono semplicemente evocati dai discorsi di altri personaggi. E’ evidente, quindi, come Peppino, fosse negli anni ’50 e negli anni ’60, uno degli attori più richiesti nelle numerose pellicole dell’epoca: bastava il suo nome in locandina, per far avere al film, e in verità anche ai produttori, incassi ottimi se non eccezionali. Certamente la stessa cosa doveva accadere in teatro, dove anzi Peppino aveva dalla sua un altro prezioso asso nella manica, l’improvvisazione. Ma il teatro se ne va con la memoria delle generazioni che lo hanno vissuto, invece il cinema sarà anche arte senza vita, sarà soltanto un gioco di ombre cinesi, ma intanto dura più del teatro, il cinema è in grado di salvaguardare le emozioni che hanno segnato la nostra vita, è in grado di trasportare ai posteri le pellicole che hanno segnato il nostro cinema, così come la stampa anni addietro ci ha tramandato i capolavori della letteratura di Boccaccio, Dante o Manzoni.

Peppino De Filippo, insieme al fratello Eduardo nel film
Peppino De Filippo, insieme al fratello Eduardo nel film “A che servono questi quattrini?”(1942). Uno dei quindici film interpretati insieme ad Eduardo De Filippo. Basti pensare che i due, così come in teatro, fecero in pratica coppia fissa dall’anno del loro debutto cinematografico nel 1935, fino al 1944 del film “Ti conosco, mascherina!”.

Ora è venuto anche il momento di dire, senza nulla togliere al grande Eduardo, che Peppino non gli fu così vertiginosamente inferiore: forse non gli sta alla pari come autore drammatico e teatrale, ma gli fu, in maniera inequivocabile, superiore come attore cinematografico. Fin dalla giovinezza Eduardo pensò soprattutto ai posteri, Peppino a “quelli di adesso”, ma talvolta, con gli anni, con i secoli, le cose si ingarbugliano, le distanze si riducono o addirittura si capovolgono. Anche Mozart, che ai posteri non pensò mai, era reputato da molti “intenditori” del suo tempo inferiore al mediocre e ambizioso Salieri; e tuttavia oggi nessuno si ricorderebbe di Salieri se non fosse che da qualche contemporaneo del suo tempo, erroneamente, era considerato più grande del sommo Mozart. Ora Peppino non è certamente Mozart, ed Eduardo non è un Salieri, tuttavia i due fratelli sono stati grandi, enormemente sia al cinema che in teatro, ma l’uno si è specializzato ed ha primeggiato nella drammaturgìa teatrale come nessun altro nella storia; e l’altro nella farsa, nell’arte di far ridere e divertire il pubblico, del quale Peppino era il numero uno.

Peppino De Filippo al fianco di Anita Ekberg nel film
Peppino De Filippo al fianco di Anita Ekberg nel film “Boccaccio ’70”, diretto da Federico Fellini.

Il cinema di Peppino De Filippo, è dunque pieno zeppo di film di successo, dei suoi 94 film interpretati non si ricordano passi falsi o interpretazioni di scarso livello. Volendo mettere in evidenza alcuni di questi film, escludendo quelli con Totò o Aldo Fabrizi, dei quali ne abbiamo già parlato, possiamo evidenziare: “Non è vero…ma ci credo!” (1952) ispirato alla commedia omonima proprio di Peppino De Filippo; “Un giorno in Pretura” (1953) in cui interpreta il pretore Salomone Lo Russo, in un film che sarà uno dei più grandi successi della stagione;“Il segno di Venere” (1955) al fianco di attori del calibro di Sophia Loren, Alberto Sordi e Vittorio De Sica; “La nonna Sabella” (1957) e “La nipote Sabella” (1958) il duo di film che ebbe uno strepitoso successo di pubblico ed interpretato al fianco di grandi attrici come Dolores Palumbo e Tina Pica; “Arrangiatevi!” (1959), una delle più importanti commedie degli anni ’50; il film balneare“Vacanze a Ischia” (1957);”Ferdinando I, Re di Napoli” (1959); “Via Padova 46” (1953), in cui Peppino è stupendo nel tratteggiare il personaggio di un impiegato del ministero che si trova suo malgrado coinvolto in un delitto, una specie di antenato del futuro ragionier Fantozzi. Tutti i film sopra citati contribuiscono a lanciare nell’olimpo del cinema la stella dell’attore napoletano, successo peraltro confermato dal successo enorme di queste pellicole.

Peppino De Filippo nei panni del superstizioso commendator Gervasio Savastano nel film
Peppino De Filippo nei panni del superstizioso commendator Gervasio Savastano nel film “Non è vero…ma ci credo!”(1952), tratto dalla sua omonima commedia teatrale.
Tina Pica, Dolores Palumbo e Peppino De Filippo nel celebre film
Tina Pica, Dolores Palumbo e Peppino De Filippo nel celebre film “La nonna Sabella”(1957), dopo il quale, dato il grande successo del film, seguì “La nipote Sabella” dell’anno successivo. Esilaranti i duetti di Peppino De Filippo con l’arzilla Tina Pica.
Peppino De Filippo insieme ad Alberto Sordi, Carlo Dapporto e Giulietta Masina nella commedia giallo-comica
Peppino De Filippo insieme ad Alberto Sordi, Carlo Dapporto e Giulietta Masina nella commedia giallo-comica “Via Padova 46” del 1953. La pellicola creduta perduta, è stata riportata alla luce dalla cineteca di Bologna nel 2004. Un piccolo gioiello riportato all’antico splendore.

Nell’immaginario comune rimangono, però, senza dubbio, le esperienze con il grande regista riminese Federico Fellini. Non a caso Peppino De Filippo insieme a Marcello Mastroianni era l’attore preferito del grande regista che ha usufruito delle sue doti interpretative eccezionali in due suoi film: “Luci del varietà” (1950) e l’episodio “Le tentazioni del dottor Antonio” del film corale “Boccaccio ’70” (1962).

Peppino De Filippo con Franca Valeri e Vittorio Caprioli nel film
Peppino De Filippo con Franca Valeri e Vittorio Caprioli nel film “Arrangiatevi!” (1959), una delle più importanti pellicole degli anni ’50. Il film prende spunto dalla recente “Legge Merlin” sulla chiusura delle cosiddette “case chiuse”.

Altrettanto memorabile, è infine, il personaggio inventato per la trasmissione televisiva “Scala Reale: Pappagone”. Un umile servitore, al servizio del Cummendatore Peppino De Filippo, in cui convergono le tipiche maschere del teatro napoletano (Pulcinella e Felice Sciosciamocca), inventore di un gergo particolarissimo ed esilarante. I suoi piriché, ecquequà, carta d’indindirindà entrarono nel parlato comune divenendo modi di dire diffusissimi. Alla fine del 1979 le sue ultime partecipazioni televisive dove, già malato, conduce il varietà televisivo “Buonasera con…Peppino De Filippo” coadiuvato dalla collaborazione del figlio Luigi.  Sposato tre volte, dalla sua prima moglie Adele Carloni ebbe un figlio, Luigi, che continua con successo l’attività paterna; in seconde nozze sposò l’attrice e soubrette Lidia Maresca (attiva con il nome d’arte di Lidia Martora), sorella di Marisa Maresca, sposata dopo una convivenza trentennale nel 1971, poche ore prima della morte dell’attrice Nel 1977 sposò Lelia Mangano, sua partner in compagnia. Al pari di molti altri attori famosi, Peppino De Filippo negli ultimi anni della sua carriera, recitò in svariati musicarelli, regalando le sue ultime, grandi chicche di comicità elegante e mai volgare.

Peppino De Filippo nei panni della celebre maschera di Pappagone, inventata per la televisione nella trasmissione
Peppino De Filippo nei panni della celebre maschera di Pappagone, inventata per la televisione nella trasmissione “Scala reale” nel 1966. Ben presto la maschera Pappagone diventa un divo dello spettacolo e l’eroe di tutti i bambini. È definito una maschera napoletana allegra, bizzarra, ingenua, buono nell’animo; rendendo la sua vita uno stile di vita per ognuno: che impara sbagliando, sbaglia divertendosi e si diverte facendo divertire gli altri.

Domenico Palattella

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