La scena finale del capolavoro di Mario Monicelli: “I Soliti Ignoti”(1958)

Il film racconta la storia di cinque poveracci, il fotografo Tiberio (Mastroianni), il pugile Peppe (Gassman), il ladro Mario (Salvatori), il siciliano Ferribotte (Murgia) e lo stalliere Capannelle (Pisacane). Riescono a farsi dare la soffiata di un colpo sicuro al monte di Pietà. Vanno a lezione da uno scassinatore in pensione (Totò), ma finiranno, anzichè nella stanza della cassaforte, nella cucina di un appartamento, dove si consoleranno con una pentola di pasta e ceci. “I Soliti Ignoti”, è il miglior film di Monicelli e la migliore commedia all’italiana di sempre. Ritmo straordinario, piccole annotazioni gustose ed una serie di personaggi sbozzati alla perfezione, e che sono entrati a far parte della memoria collettiva. Gassman, Mastroianni, Murgia, Carlo Pisacane, Salvatori, la Cardinale all’esordio, Totò in partecipazione straordinaria, tutti perfetti e al massimo della forma. Un momento irripetibile. Campione di incassi in Italia e negli Stati Uniti, fu candidato all’Oscar come miglior film straniero. Ha avuto due seguiti.

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