Marcello Mastroianni, tra Oscar e Festival di Cannes: il più grande attore del cinema italiano.

Marcello Matroianni, il divo di un'epoca.
Marcello Matroianni, il divo di un’epoca.

Tra i tanti record del grande Marcello Mastroianni ( non è nemmeno chiaro quanti film abbia girato con precisione, lui parla di 170 o 180 film) c’è probabilmente anche quello dei premi vinti: -7 David di Donatello ( per il miglior attore protagonista nel 1964 per “Ieri, oggi, domani” , nel 1965 per “Matrimonio all’italiana”, nel 1986 per “Ginger e Fred”, nel 1987 per “Oci ciornie” e nel 1995 per “Sostiene Pereira”; due David di Donatello speciali alla carriera, uno nel 1983 ed uno postumo nel 1997); -8 Nastri d’argento ( come miglior attore protagonista nel 1955 per “Giorni d’amore”, nel 1958 per “Le notti bianche”, nel 1960 per “La Dolce Vita”, nel 1962 per “Divorzio all’italiana”, nel 1986 per “Ginger e Fred”, nel 1988 per “Oci ciornie” e nel 1991 per “Verso sera”; un nastro d’argento speciale alla carriera nel 1997); -2 BAFTA Film Award ( il premio Oscar della Gran Bretagna, come miglior attore internazionale nel 1963 per “Divorzio all’italiana” e nel 1964 per “Ieri,oggi, domani”); -2 Premi come miglior attore al Festival di Cannes ( prix d’interprètation masculine per “Dramma della gelosia- Tutti i particolari in cronaca” nel 1970, e per “Oci ciornie” nel 1987); -3 nomination agli Oscar come miglior attore protagonista ( nel 1963 per “Divorzio all’italiana” , nel 1977 per “Una giornata particolare” e nel 1988 per “Oci ciornie”) e 2 premi Oscar vinti indirettamente, come interprete protagonista di due film vincitori della categoria “miglior film straniero” , nel 1963 con “Otto e mezzo” di Federico Fellini e nel 1964 con “Ieri,oggi, domani” di Vittorio De Sica; -1 Golden Globe ( prestigioso premio americano che anticipa di qualche mese la premiazione degli Oscar) quale miglior attore di commedia nel 1963 per “Divorzio all’italiana”; -1 Henrietta Award , premio di grandissima importanza assegnato al migliore attore e alla migliore attrice del mondo dalla HFPA (Hollywood Foreign Press Association) anno per anno, e nel 1965 vinto da Marcello Mastroianni e Sophia Loren; -2 premi come miglior attore al Festival del Cinema di Venezia, rispettivamente la prima come miglior attore protagonista ex-aequo con Massimo Troisi per il film “Che ora è?” nel 1989, e la seconda come miglior attore non protagonista per “Un, due, tre, stella!”  nel 1993; -1 Leone d’oro alla carriera al Festival del Cinema di Venezia nel 1990.

Marcello Mastroianni: il divo! Questa sua foto è stato il simbolo dell'edizione 2014 del prestigioso Festival internazionale di Cannes. A distanza di 18 anni dalla sua morte, Mastroianni, è ancora indissolubilmente una delle massime stelle cinematografiche di caratura mondiale di tutti i tempi
Marcello Mastroianni: il divo! Questa sua foto è stato il simbolo dell’edizione 2014 del prestigioso Festival internazionale di Cannes. A distanza di 18 anni dalla sua morte, Mastroianni, è ancora indissolubilmente una delle massime stelle cinematografiche di caratura mondiale di tutti i tempi.

Uomo buono, pigro, semplice, dal carattere ironico e poco portato alla competizione e all’invidia verso i colleghi, Marcello non è mai stato un cultore delle premiazioni, e leggenda vuole che abbia portato il suo primo premio vinto per il cinema al Monte di Pietà. Inoltra considerava il suo lavoro, il più bel lavoro del mondo, si divertiva ed emozionava nell’interpretare le più disparate parti d’attore in giro per il pianeta. Dice di lui l’amico e attore francese Philippe Noiret: “Se si passa in rassegna la carriera di Marcello, se si considera la sua lunga durata, la diversità dei ruoli interpretati, in tutti i generi immaginabili…ci si accorge che ogni volta egli incarna la perfezione. Si crede immediatamente ai suoi personaggi, a ciò che racconta, e non c’è mai nulla di esibizionistico”. Mastroianni aveva il dono, quasi unico al mondo, del “talento della semplicità” e, con questa semplicità d’animo e di tutto, è riuscito ad arrivare alle vette assoluto del cinema mondiale. Particolarmente apprezzato in patria per questo suo modo di essere, fu davvero amatissimo anche dal pubblico americano dopo il grande successo del film “La Dolce Vita” . Non stupisce, infatti,che sia anche l’attore italiano che ha avuto più nomination come miglior attore protagonista agli Oscar, nonchè il primo attore ad averla avuta per un film non recitato in lingua inglese, diventando così il più nominato attore non anglofono. Inoltre, è largamente, l’attore italiano più premiato sia in patria che all’estero, in occasione delle più importanti e prestigiose kermesse internazionali, che lo hanno quindi, a tutti gli effetti fatto diventare il più importante, più noto e più grande attore italiano di tutti i tempi. La prima storica nomination all’Oscar arriva nel 1963 per “Divorzio all’italiana” , che col titolo di “Divorce- Italian Style” ha un tale successo negli Stati Uniti che il presidente Nixon se lo fa proiettare alla Casa Bianca per sette volte di fila. Poco amante della mondanità e con poca fiducia nel suo scarso inglese, l’attore non parte per l’America, e l’8 aprile non è presente al Santa Monica Civic Auditorium, dove ha dei grandissimi  concorrenti per la statuetta: Burt Lancaster, Jack Lemmon, il debuttante Peter O’Toole e Gregory Peck alla quinta nominations. La serata sembra promettere bene quando sul palco sale come premiatrice Sophia Loren, vincitrice l’anno prima con “La ciociara”, il destino sembra favorevole, ma vince Gregory Peck per “Il buio oltre la siepe”, che sportivamente dichiarerà “Sono contento, ma Mastroianni è più bravo di me”. Nel frattempo arrivano comunque altri importantissimi riconoscimenti, dal Golden Globe ottenuto quello stesso anno sempre per il medesimo film, alla vittoria nel 1963 e nel 1964 del premio Oscar in maniera indiretta, cioè come attore protagonista di  film che si sono aggiudicati la statuetta come miglior film straniero, cioè, rispettivamente, “Otto e mezzo” di Federico Fellini e  “Ieri, oggi, domani” di Vittorio De Sica. Per intenderci la maniera in cui vengono considerati vincitori, ad esempio, Toni Servillo e Sabrina Ferilli, come attori protagonisti della pellicola “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino, che si è aggiudicato l’Oscar come miglior film straniero nel 2014. Lo stesso anno la vittoria della prestigiosa “Henrietta Award”, lo rende il più grande e amato attore del mondo della stagione 1964, assieme alla sua collega e grandissima amica Sophia Loren. Prima della seconda nomination all’Oscar, Mastroianni fa in tempo a vincere anche al Festival del cinema di Cannes, la kermesse internazionale più prestigiosa del mondo, quale miglior attore protagonista del film di Ettore Scola, “Dramma della gelosia- Tutti i particolari in cronaca”.

La scena più famosa del cinema italiano: il bagno nella Fontana di Trevi di Marcello Mastroianni e Anita Ekberg.
La scena più famosa del cinema italiano: il bagno nella Fontana di Trevi di Marcello Mastroianni e Anita Ekberg.

La seconda nominations come miglior attore protagonista, dicevamo, arriva nel 1978 per il suo ruolo in “Una giornata particolare”, straordinario duetto di interpreti con Sophia Loren. Altri nominati sono Woody Allen, Richard Burton, Richard Dreyfuss e la rivelazione John Travolta per “La febbre del sabato sera”. Questa volta Mastroianni, per appoggiare il film candidato anche nella sezione film straniero, decide di andare a Los Angeles insieme all’amico e regista del film Ettore Scola, anche se è sicurissimo sul fatto che torneranno a mani vuote: “Premiare una nuova star come John Travolta significa inventare un divo…avere per un anno o due gente che paga il biglietto per vederlo. Se invece l’Oscar lo piglio io cosa gliene viene agli americani?”. Mastroianni è simpaticamente cinico e profeta e la gita americana al Dorothy Chandler Pavilion non darà frutti, anche se il vincitore sarà Richard Dreyfuss e non John Travolta. Intanto arrivano gli anni ’80 e dopo l’ennesimo film con l’amico Federico Fellini ne “La città delle donne”, del 1982, arriva la magistrale interpretazione, forse la migliore in assoluto della sua carriera, del film “Oci ciornie”,  nel 1987,con il quale Mastroianni farà incetta di premi: dalla vittoria al Festival di Cannes, come miglior interprete maschile, con mezz’ora di applausi scroscianti dalla platea, alla vittoria sia del nastro d’argento che del David di Donatello a livello nazionale, passando per la terza nomination all’Oscar come miglior attore protagonista.

Marcello Mastroianni in una scena del meraviglioso film di Nikita Mikhalkov,
Marcello Mastroianni in una scena del meraviglioso film di Nikita Mikhalkov, “Oci ciornie”, del 1987.

Nel 1988 quando viene candidato per “Oci ciornie“, Marcello non è in platea ad applaudire Michael Douglas, premiato per la sua perfida caratterizzazione di Gordon Gekko in “Wall Street”.  Tra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90, Mastroianni mette la sua firma anche al Festival del Cinema di Venezia, dove ancora non aveva mai trionfato, lo fa in coppia con il grande Massimo Troisi, dei giovani, l’attore italiano di più grande talento, con il film “Che ora è” nel 1989 e con “Un, due, tre, stella!” nel 1993. Dimenticato dall’ Academy Award ( gli Oscar, per intenderci) per quello che avrebbe potuto essere un meritatissimo Oscar alla carriera, Mastroianni dimostra però grandissima umiltà accettando entusiasta di premiare con la Loren l’amico e maestro Fellini nel 1993. Quel 29 marzo del 1993 sul tappeto rosso del Dorothy Chandler i fan gli tributarono un’ovazione da pelle d’oca, scandendo il nome “Marcello”, che in America è sinonimo di Mastroianni. “Sono onorato di far parte di questa celebrazione della carriera di questo grande uomo”, così inizia il suo commosso discorso di presentazione. Riferendosi alla sua unica precedente partecipazione alla serata degli Oscar dirà: “Fu un esperienza interessante, anche se la cerimonia non finiva più. C’erano tutti i divi che mi avevano affascinato quando eravamo giovani, almeno quelli ancora vivi. Ma non avevo provato nulla di particolare, nulla in confronto a quanto ho provato nel consegnare, insieme alla Loren, la statuetta dell’Oscar a Federico. E’ stato uno dei momenti più emozionanti e più belli della mia vita”.  Tutto ciò fa di Marcello Mastroianni, un attore unico nel panorama nazionale e tra i più grandi in assoluto del panorama cinematografico mondiale; ha lavorato con tutti i più grandi registi e con tutti i più grandi attori nazionali ed internazionali dalla metà degli anni ’50 fino alla metà degli anni ’90, lasciando in tutti coloro che ha incontrato un gradito ricordo, una persona umile e dal cuore d’oro: il “divo” di un’epoca, il “divo” del cinema italiano.

“Wall of fame” di Hollywood, dove sono immortalate le impronte di mani e piedi della più grandi star del cinema mondiale. Le impronte superiori e inferiori del grande Marcello Mastroianni, impresse il 2 agosto del 1965. La storia!

Domenico Palattella

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